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Santarcangelo di Romagna

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Cartoline da Santarcangelo

Un ragazzino con gli occhi ben aperti che fluttua assieme ad altri compagni in un’acqua densa che lo immerge completamente. Nei suoi occhi lo spaesamento e la meraviglia, lo stupore e la curiosità della scoperta. È questa l’immagine simbolo, il manifesto della 43esima edizione del Festival internazionale del teatro in piazza di Santarcangelo in programma dal 12 al 21 luglio 2013. Si tratta del secondo anno di un percorso triennale sotto la direzione e condirezione artistica di Silvia Bottiroli e Rodolfo Sacchettini e segna anche l’arrivo in squadra di un nuovo collaboratore, Matthieu Goeury, un operatore teatrale francese attivo in Belgio che ha avuto il compito di rafforzare quella naturale tendenza che la rassegna ha sempre avuto verso la scena internazionale. Ne è risultato un “festival policentrico” come lo ha definito Rodolfo Sacchettini, non tanto caratterizzato da un tema o da un’unica direzione, quanto pervaso da differenti direzioni o discorsi. Ad alimentare Santarcangelo 13 ci sono dunque stati tre indirizzi di ricerca che hanno orientato nel corso dei mesi la costruzione del programma, la convergenza su diversi...

Nel campo dei Mutoid

Niente più giganteschi robot fatti di ricicli meccanici, mostri volanti costruiti con pezzi di elicotteri (anche con la carcassa di uno appartenuto all’avvocato Agnelli), macchine sospese, bambole e fantocci da immaginario cyborg o post-catastrofe; niente più roulotte e corriere travestite da casa, e officine creative, e feste con i lanciafiamme e con rombanti creature di rottami. L’esperimento sociale e artistico di Mutonia, l’accampamento, il villaggio punk della Mutoid Waste Company sulla riva del fiume Marecchia a Santarcangelo di Romagna, corre il rischio di scomparire.  Un vicino ha fatto causa al Comune della cittadina romagnola per inadempienza, per omissione di atti d’ufficio, per aver consentito una situazione abitativa anomala. La controversia è iniziata ai tempi dei rave party, che ormai tacciono da svariati anni. Ma poi è andata avanti. Il Comune ha sempre tollerato questo insediamento di artisti maghi del riciclo creativo, arrivati nel 1991 chiamati dal festival del teatro e insediatisi in quell’angolo ancora semiselvaggio di Romagna. Ha imposto loro, insieme alla sovrintendenza al paesaggio, alcune...

Speciale Librerie | Libreria, scambio umano

E’ una questione di atmosfere, di involucri, perché se si pensa esclusivamente al contenuto non c’è partita: i libri si vendono solo nelle grandi distribuzioni non nei piccoli negozi dedicati. Questa è ormai la nuda realtà. Ciò che sta succedendo a Milano (vedi Cataluccio) o a Roma (vedi Cortellessa) è di fatto accaduto in generale nelle città italiane. Gli antichi luoghi dell’anima che erano le librerie storiche hanno dovuto sloggiare, riconvertirsi o addirittura chiudere i battenti. E questo è accaduto anche in moltissime città europee, poiché è un trend negativo preciso che le “ragioni dell’economia” impongono alle “ragioni della bellezza culturale”.        La chiave per capire sta tutta nella pagina culturale dei quotidiani: in alto, in bella evidenza, la classifica dei libri più venduti della settimana, sotto le diverse recensioni proposte dalla redazione cultura e gli approfondimenti su un libro particolare ritenuto degno di speciale attenzione. In alto Luciana Litizzetto, Benedetto XVI, Mettiamoci a cucinare di...

Tonino Guerra. Ultimo canto

Santarcangelo di Romagna ha festeggiato il novantaduesimo compleanno di Tonino Guerra il 16 marzo. Il Museo MUSAS per l’occasione gli ha dedicato una piccola mostra raccogliendo opere scelte tra le tante (disegni, ceramiche, stoffe, sculture) che Guerra ha realizzato con artisti e artigiani soprattutto della Romagna. Il confronto tra grafica, pittura e opere tridimensionali parla di una spinta creativa che non si accontenta della doppia dimensione e cerca una diversa trasformazione delle cose nello spazio quotidiano. Sia le ceramiche, che realizzano fantastiche forme animali e interpretano antiche formelle devozionali, che le sculture, che dallo spunto figurativo transitano nella ricerca dell’oggetto funzionale (la lampada, il portavasi, i cuscini), rinviano alla radice della formazione dell’artista, sceneggiatore e poeta che nell’immediato dopoguerra iniziava la sua avventura con il dialetto scritto in versi e con il cinema della nuova realtà.   Il dialetto di Guerra, con quello di Pasolini, è stato la lingua sacra e libera che, dopo la catastrofe mondiale, permetteva ancora di nominare le cose e la vita senza contaminazioni...