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Urbino

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Una conversazione con Norman Gobetti / I traduttori sono ladri innamorati

Traduttori, scrittori, studiosi e professionisti dell’editoria tutta si sono dati appuntamento a Urbino nell’ultimo weekend di settembre per la XII edizione delle Giornate della traduzione letteraria, a cura di Ilide Carmignani e Stefano Arduini.Il calendario, molto fitto, prevedeva presentazioni, tavole rotonde e seminari su tematiche specifiche del mestiere in tutte le sue declinazioni, dai modi del tradurre alla figura professionale del traduttore e alla sua interazione con i professionisti dei diversi settori editoriali. Tra i primissimi incontri, quasi a marcare fin dalla soglia l’importanza dell’aggettivo ʻletteraria’ non solo come definizione di ambito delle giornate ma anche nei risvolti creativi della traduzione, ha spiccato quello con Michele Mari che ha raccontato la sua recente esperienza di traduzione del romanzo di Andrew Motion Ritorno all’isola del tesoro (Rizzoli, 2012) e della nuova edizione italiana de L’isola del tesoro (BUR, 2012), soffermandosi sulle difficoltà poste dall’espressività stevensoniana, legata alla terminologia nautica e all’uso, da parte dell’autore scozzese, di un inglese smozzicato e sgrammaticato per la riproduzione del gergo marinaresco...

Civiltà di Urbania

"A Urbino non si mangia bene". L'affermazione suona categorica, anche se secondo me non è proprio così, tanto è vero che ho dedicato una nota in questa rubrica a una trattoria urbinate (e ci sono tornato , ospite del Festival del Giornalismo Culturale, confermando il giudizio positivo).   Ma tant'è. E così, guidati da Bruno Zanardi con l'inseparabile cagnetta Wanda, ci avventuriamo per i 15 km di curve, in un paesaggio ancora poco antropizzato e soprattutto libero dall'inquinamento luminoso, che separano Urbino da Urbania. Sono reduce da una visita al palazzo Ducale, ancora stravolto dal salto quantico dal Medioevo al Rinascimento che si compie attraverso un solo edificio. È come essere spettatori partecipi di un esperimento scientifico di risonanza mondiale: Einstein scrive sulla lavagna E=MC2.   Urbania è stata la sede estiva della corte dei Montefeltro e poi dei Della Rovere e ha un suo palazzo Ducale di più modeste dimensioni, ma quando arriviamo, è quasi buio, ha una sua segreta malìa come certi film di cui ricordi le atmosfere, ma non la storia. Zanardi, massimo...

Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento

Uno degli oggetti più straordinari della mostra Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento (Padova, Palazzo del Monte di Pietà fino al 19 maggio 2013) è una preziosa cornice che racchiude una ciocca dei capelli eternamente dorati di Lucrezia Borgia. La custodia di stile indefinibile fu realizzata nel 1928 per dare degna dimora al mitico ricciolo, fino allora conservato in una modesta teca nella Biblioteca Ambrosiana dove era stato ammirato da Lord Byron, Flaubert e D’Annunzio.   Alfredo Ravasco, Teca contenente i capelli di Lucrezia Borgia, Milano, Biblioteca Ambrosiana   Questo reliquario gloriosamente kitsch inventato per celebrare l’amore tra Lucrezia Borgia e Pietro Bembo, pur avendo poco a che vedere con gli altri oggetti della mostra ne riflette la prospettiva. Guido Beltramini, Davide Gasparotto e Adolfo Tura, rispettivamente uno storico dell’architettura, dell’arte e del libro, hanno raccontato come Pietro Bembo abbia inventato il “tipo” dell’intellettuale italiano attraverso un capolavoro di auto-rappresentazione nel quale gli oggetti – ispirati, scambiati o collezionati...

Traduzioni e editoria

Si sono svolte da poco le Giornate della traduzione letteraria di Urbino 2012, rassegna a cura di Stefano Arduini e Ilide Carmignani che in dieci anni di attività è diventata ormai un punto di attrazione e convergenza dell’intero panorama traduttologico italiano. In questa occasione quattro ospiti d’eccezione - Ilide Carmignani (curatrice delle Giornate), Renata Colorni (Mondadori), Yasmina Melaouah (traduttrice), Alberto Rollo (Feltrinelli) - hanno dialogato per doppiozero sui complessi rapporti tra traduzione letteraria ed editoria.     Cogliendo l’occasione del decennale delle Giornate di Urbino, mi sembra che sia possibile azzardare un primo bilancio, una prima mappatura del territorio traduttologico italiano e delle sue metamorfosi. Come è cambiato, in buona sostanza, il modo di “fare traduzione” negli ultimi dieci anni?   Carmignani. Quando sono nate le Giornate della traduzione letteraria di Urbino, dieci anni fa, c’è stata una forte difficoltà all’inizio, da parte mia e di Stefano Arduini, a individuare i traduttori da invitare, perché i traduttori erano...

Cantonate di Urbino

L’immagine che porto con me di Urbino è quella di Giovina Volponi che fuma una sigaretta affacciata sulla campagna del Montefeltro. Abbiamo appena terminato di parlare dei suoi ricordi olivettiani (fu segretaria di Adriano per quattro anni) e del rapporto di amore-odio che legava Paolo, il marito, a Urbino. Sipario ducale è il romanzo che racconta meglio la solitudine di una città che i marchigiani non sentono propria e che i chilometri che la dividono dal mare ne diluiscono la romagnolità. Certo attorno al Palazzo Ducale – “città in forma di palazzo” la definisce Baldassare Castiglione - s’aggira ancora il fantasma del Duca di Montefeltro, ma tra il suo tempo e il nostro ci sono secoli di dominio papalino che sono, mi pare, la chiave per comprendere il carattere della città. L’ultimo duca è stato Carlo Bo, rettore (ma è meglio dire creatore) dell’università con la collaborazione di Livio Sichirollo, insigne storico della filosofia e assessore alla cultura, e di Giancarlo De Carlo autore dei molti ampliamenti che l’università ha necessitato nel corso degli anni....