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Val di Susa

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Un viaggio che non promettiamo breve / Wu Ming 1, partire e tornare insieme

Un viaggio che non promettiamo breve di Wu Ming 1 rientra nella categoria degli "oggetti narrativi non identificati” che il collettivo bolognese, diventato un power trio, ci ha fatto conoscere. Al centro del racconto ci sono i Venticinque anni di lotte No Tav (così il sottotitolo): una storia corale e collettiva del presente che si fa analisi più generale del rapporto con l'economia e la politica tra il 1991 e il 2016. È un libro che diventa romanzo in forza dell'interazione dinamica di trame discorsive diverse – diario, inchiesta, reportage, saggio storico, pamphlet – reso fluido dal montaggio che la voce narrante fa di documenti, testi di e-mail, stralci di interviste e conversazioni private. Non senza verticalizzazioni liriche e diramazioni che colorano a tinte vivaci il portato simbolico del movimento contro l’alta velocità in Val Susa.   È una storia apparentemente periferica quella del progetto della “nuova” linea ferroviaria Torino-Lione attraverso le Alpi (per una lunghezza di 235 km), voluta come interesse strategico nazionale per potenziare collegamenti “ad alta velocità o ad alta capacità” (a seconda dei momenti della sua progettazione), sulla base di una presunta...

Le città fallite

«Roma ha accumulato 22 miliardi di euro di deficit ed è una città praticamente fallita. Alessandria è stata dichiarata in default per un debito di 200 milioni. Parma ha un buco di bilancio di 850 milioni. Napoli è in stato di pre-dissesto. L’Aquila è ancora un cumulo di macerie, perché la ricostruzione non ha finanziamenti adeguati. Sono 180 i comuni italiani commissariati per fallimento economico». Basta un breve elenco per afferrare il perché del titolo dell’ultimo libro di Paolo Berdini, urbanista, ingegnere e scrittore, da tempo impegnato contro il consumo del suolo italiano, autore de Le città fallite, edito da Donzelli (2014).   «Le città, purtroppo e per fortuna, non sono equazioni matematiche, dove è sufficiente far quadrare una formula per risanare i bilanci. Le città sono, prima di tutto, luoghi ed esistenze». Così, attraverso un’accurata parabola storica, Berdini ricostruisce l'involuzione delle metropoli italiane, dall'avvento di Tangentopoli al recente Sblocca Italia fino allo scempio delle grandi opere contemporanee, raccontando...

Beppe Grillo, il culto dell'esperto contro la «kasta» scientifica

Non è vero che Grillo ce l’abbia coi giornalisti italiani. Laura Margottini, ad esempio, è riuscita ad intervistarlo. Ma lei aveva un asso nella manica: Margottini lavora per la prestigiosa rivista scientifica inglese New Scientist e Grillo non poteva certo tirarsi indietro. Infatti, Il rapporto tra scienza, tecnologia e cittadinanza, cui gli altri partiti dedicano al massimo qualche stanco convegno, è al centro del suo discorso politico. I gruppi che animano il MoVimento discutono molto sui rischi e sulle manipolazioni cui la scienza ci espone. Lo dimostrano le recenti sparate sui vaccini o i tanti messaggi di questi giorni sui forum di www.beppegrillo.it a favore della “terapia Vannoni” basata sulle cellule staminali mesenchimali, da impiegare su quattro bimbi gravemente malati ma unanimemente bocciata dalla comunità scientifica.   Qualunque bufala scientifica ha trovato terreno fertile nel MoVimento, ma sarebbe sbagliato liquidare i grillini come un popolo credulone e oscurantista. Beppe Grillo dà spazio anche a campagne di contro-informazione serie e documentate, come quelle contro il Tav in Val di Susa: d...

Speciale adolescenza | Futuro

Lo slogan “No future” l’ha inventato, o almeno messo in circolazione, un ragazzo di strada londinese, figlio di un gruista irlandese, appassionato di musica. Nel 1976 scrisse il testo di una canzone per il gruppo di cui era il cantante: i Sex Pistols. John Lydon “Rotten” lo ripeteva più volte mentre la musica percussiva della band correva via. Da quel momento l’espressione è diventata, nei due decenni seguenti, la parola d’ordine, prima dei punk, poi del ribellismo giovanile d’ogni tipo e forma, fino a che è rispuntata, forse non a caso, sui muri della Val di Susa, dichiarazione provocatoria sul nostro presente collettivo.   Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra, psicoterapeuta, che da anni si dedica all’ascolto degli adolescenti e delle loro famiglie, riprende questo tema e lo mette al centro di un saggio dal piacevole tono colloquiale, Cosa farò da grande? Il futuro come lo vedono i nostri figli (Laterza, pp.146, € 15), il cui primo capitolo s’intitola programmaticamente: “Sottrarsi alla tirannia del passato”. In tanti anni di psicoterapia, propria e altrui,...

Pasolini Superstar

Il 5 marzo ricorrevano i novant’anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini. L’avvenimento, oscurato dalla morte di Lucio Dalla - si sa che nella stessa giornata non si possono accostare morti celebri - è servita ai mezzi di comunicazione generalisti per utilizzare la figura del poeta con i più strumentali intenti. Nel giorno in cui la protesta dei No Tav si infiammava dal punto di vista mediatico grazie all’autogol dei valsusini, innescato a causa della ripresa delle offese di un ragazzo a un suo coetaneo esponente delle forze dell’ordine, molti Tg non perdevano tempo a tirare fuori dal cassetto la poesia di Pasolini scritta all’indomani degli scontri di Valle Giulia del 1 marzo ‘68, Il Pci ai giovani!!, sbandierando ai quattro venti che Pasolini aveva visto lungo e che ancora oggi sarebbe stato dalla parte dei poliziotti. E la commemorazione finiva nel momento in cui la pragmatica demagogica terminava il suo corso, con una poesia decontestualizzata e strumentalizzata al solo scopo di far cambiare l’orientamento di qualche sprovveduto telespettatore sui fatti della Val di Susa. Insomma uno dei più importanti,...

Appunti sull’umanizzazione della monnezza futura

È sabato 25 giugno e stiamo scendendo verso piazza Carlo III. Sono le nove di mattina, e io e Francesco ci aspettiamo di vedere il disastro ecologico annunciato da tutti i media con le stesse parole e le stesse immagini fino a stamattina: una città sepolta nei rifiuti. Tutta questa zona, dalla Doganella in giù e fin dentro la città vecchia, è sempre quella più colpita dalla spazzatura, forse perché i politici sanno bene che qui non siamo a Mergellina, dove le troupe televisive sostano a prendere l’aperitivo al Gambrinus e vanno a mangiare i vermicelli a vongole nei ristoranti del Borgo Marinaro: e quindi è l’ultima parte di città che i politici decidono di far ripulire e, in realtà, pulita non lo è mai del tutto.   Guardiamo, giriamo, percorriamo corso Garibaldi, svoltiamo per porta Capuana, saliamo per Vico lungo a Carbonara, nel cuore del cuore della città plebea, ma invano. Il disastro che siamo venuti a vedere e a interpretare non c’è. A quel che sembra, e secondo il responso dei nostri occhi, la raccolta straordinaria ventiquattr’ore su ventiquattro...