Categorie

Elenco articoli con tag:

Alfred N. Whitehead

(2 risultati)

Giorgio Prodi / La rinascita della filosofia

Ogni filosofia è un tentativo, più o meno riuscito, di rianimazione del discorso filosofico. Ogni filosofia si afferma come un gesto volto alla rinascita di tutta la filosofia. In questa con-fusione tra piano del discorso individuale e piano di un discorso che si vuole per definizione universale, si annida tutta la difficoltà del suo esercizio. Il filosofo è un essere strano, la cui volontà si consegna deliberatamente a una rinuncia delle proprie prerogative di libera decisione che coincide altresì con il reperimento di una necessità fondatrice, di un principio ultimo delle cose che lo vincoli una volta per tutte e tutte le volte per una.    Anche Giorgio Prodi (1928-1987), oncologo, romanziere e filosofo per molto tempo dimenticato, apparteneva a questa singolare schiatta di individui che scelgono di rinunciare alla propria individualità, per fissarla però al di là di sé, su un piano di trascendenza e di trasparenza rispetto al particolare e al molteplice della nostra esperienza. Solamente, la sua filosofia ha una caratteristica assolutamente peculiare: stabilire un punto di partenza che conceda a ogni realtà, anche la più minuta e irrilevante, i privilegi della piena...

Palazzo Reale, 4 luglio - 24 settembre 2017 / Agnetti. A Cent’anni da adesso

Vincenzo Agnetti, o di come affrontare il linguaggio con atteggiamento di sfida, a petto in fuori, armati giusto di se stessi. Si tratta di attitudine vertiginosa, che dà il capogiro come lo dà mettersi di traverso a qualunque cosa esista in quanto tale, come un dato di fatto. Missione e urgenza del grande e vero pensatore, del grande e vero artista, del pensatore evoluto, effettivo, è sfidare il già dato, e la vertigine che viene da tale sfida; quale ulteriore fardello, dovrà farlo sostenendo l’espressione di disappunto del resto del mondo all’udire una dichiarazione di intenti che suoni più o meno: «Mi propongo di mettere in discussione il linguaggio che ci è dato perché non voglio accettarlo in quanto tale, non voglio prendere nulla di ciò che è già dato».   Quello sguardo, in risposta a quella frase, accusa lei e chi la pronuncia di ingratitudine perché ciò che è già dato è qualcosa di concesso, disposto e disponibile: è più facile considerare il già dato come qualcosa di donato, quindi è molto più comodo ritenerlo giusto, in definitiva è una questione di auto-conforto. Ma il conforto di sé è ciò da cui il vero pensatore deve rifuggire, scappare terrorizzato,...