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Audrey Hepburn

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All’ombra di un’antonomasia / Vladimir Nabokov, Lolita

Abbiamo affidato ai nostri autori la lettura di un classico che non conoscevano, da leggere come se fosse fresco di stampa.   C’è Megera: l’invidiosa, Circe: l’ammaliatrice, Messalina: la dissoluta, Salomè: l’incantatrice fatale, Perpetua: la consigliera assillante, Madame Bovary: la velleitaria. Non sono molte di più le figure femminili che grazie a una fama leggendaria – di solito negativa – sono diventate antonomasie, vale a dire nomi propri usati come espressioni comuni per indicare un tipo, un insieme di qualità. Forse l’antonomasia che più di tutte ci attira a sé, come una sorta di piccolo idolo misterioso, arriva alla fine della lista, ed è “Lolita”, «l’adolescente precoce, che, anche per i suoi atteggiamenti maliziosi, già suscita desiderî sessuali», come spiega uno dei più importanti dizionari italiani, usando dei termini e una sintassi che possono far capire, oltre che un lemma, la persistenza ambigua e anacronistica dell’immaginario che ha riempito di senso comune quella parola: un mondo dove il desiderio sessuale nei confronti di una adolescente è stato percepito come «suscitato», articolato come risposta quasi conseguente «anche» a una «malizia».   P....

Cinquanta sfumature di intimo

San Valentino. Lego. Lingerie. Basic Bitch. BDSM. Non è un mal riuscito tentativo di haiku, ma è una sintesi dei temi dominanti dell'agenda mediatica che intervengono sotto forma di concrete opere di manipolazione dell'immagine finalizzate al dover-essere di un corpo in una cultura, o meglio alle sue molteplici sfumature. È indubbio che le pratiche significativamente rilevanti per una data cultura plasmano i tratti stilistici del sistema moda e le forme del corpo per costruire una data struttura valoriale e ciò emerge in modo preponderante nella comunicazione della lingerie, ovvero la trasposizione visiva e patinata di ciò che è nascosto o “sotto”. Nelle campagne pubblicitarie dei maggiori brand di intimo a distribuzione mondiale si rilevano dei motivi invarianti rispetto al setting o alle pose, e i singoli capi sono accomunati da texture e formanti plastici che asservono alla modellizzazione “corretta” del corpo di moda. Indubbiamente ogni brand si rivolge a un target e a uno “stile di vita”, sia per valori critici dovuti in prima istanza al prezzo che per valori utopici dovuti al “chi si...

Wes Anderson: The look of love

  Non è certo sorprendente, tra i vari tagli possibili per un’analisi estetica dell’opera di Wes Anderson, soffermarsi sul legame che il suo cinema intrattiene con la moda. È sufficiente dare un’occhiata ai tumblr, ai più svariati social network dove il pubblico si fa autore rimaneggiando le immagini consegnate al suo sguardo, per percepire come la ricezione e il ricordo che sopravvive ai film andersoniani passi soprattutto attraverso gli outfit singolari dei suoi protagonisti.   Scompaiono i volti, tele bianche incorniciate da acconciature e abiti indelebili nella memoria degli spettatori, che attraverso un blazer, degli occhiali da sole, la giacca di una tuta o una fascia da tennista, riattivano immediatamente le emozioni provate. Solo la musica nel suo cinema possiede eguale forza evocativa e non è certo casuale che entrambe siano gli elementi espressivi, attigui e complementari al mezzo cinematografico, coi quali restituire un immaginario privato, giustamente definito vintage, essenziale per la sua poetica.   Perché se appare ormai (quasi) definitivamente sdoganato dal peccato di leggerezza e...

Lovely! The Glamour of Italian Fashion

“Lovely !, How nice !”. L’aggettivazione è sobria, ma l’entusiasmo è alle stelle. Non sono al centrale di Wimbledon, ma nella seconda stanza della mostra di primavera del Victoria and Albert Museum: The Glory of Italian Fashion Since 1945 e donne inglesi di tutte le età apprezzano, quasi a bocca aperta, tutto quel ben di dio di estro, creatività, eleganza. I non pochi italiani presenti gonfiano il petto d’orgoglio. L’occasione è succulenta: mai in Italia si è riusciti a fare una mostra storica sulla nostra moda, vanto del sistema Italia, inaugurata dal Presidente del Consiglio che ha subito provveduto a farci avere un selfie in compagnia di Dolce & Gabbana e Franca Sozzani.     Secondo molti osservatori la nostra moda è in declino, seguendo il destino del paese, e allora tornare alle origini, scoprire il segreto di una parte ormai costitutiva della nostra identità, può essere una buona occasione per riflettere. E in effetti le prime due grandi stanze della mostra sono bellissime: c’è un introibo sull’autarchia, la nascita del “marchio di...

14 settembre 1812. L’incendio di Mosca

Non è che sia particolarmente affezionato alle ricorrenze, per quanto mi siano state utili in svariate occasioni, soprattutto a scuola ma anche nella pratica della scrittura. Per alcune di esse ti prepari in anticipo: sono troppo importanti. Per il 150° dell’Unità d’Italia, ad esempio, i primi file che ho archiviato sul pc risalgono all’autunno del 2008. In altre date, invece, ti imbatti quasi per caso e quando ne realizzi le implicazioni ti sembra quasi di avere scoperto qualcosa di importante oppure, che poi è lo stesso, di avere ricevuto un dono.   Lo scorso agosto ero lontano da casa e a corto di letture e ho cercato aiuto in una di quelle librerie di paese dove puoi trovare vecchi classici della letteratura, memorie della Grande Guerra e almanacchi del campionato di calcio, sugli stessi scaffali e a prezzi stracciatissimi. Così, per uno di quegli impulsi che i lettori più accaniti riconosceranno familiare, ho comprato una meravigliosa edizione di Guerra e pace, testo integrale e introduzione di Eraldo Affinati.  L’impulso cui accennavo è quello che ti coglie di fronte a certi classici che...