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Baldassarre Castiglione

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Il consigliere

Con Il royal baby (Rizzoli 2015) Giuliano Ferrara lancia un'opa, per nulla ostile, sul governo Renzi, o meglio, benché sia una cosa sola, sul giovane premier. A far da coerente termine medio Berlusconi, a cui per vanto e non per scorno viene avvicinato Renzi: «Ha il fuoco nella pancia, il nuovo nato, come l'altro, il babbo, brucia di megalomane ambizione. Ma è anche lui mite, alla fine, e ridanciano e innamorato del suo ostentarsi piacente al populazzo (Ludovico Ariosto)». Non che, quanto a megalomane ambizione, Ferrara sia da meno, quando intitolando capitoli e sottocapitoli Io e Renzi, Craxi. Il Cav. Renzi. E io, si mette ben in evidenza nella foto di famiglia. È proprio la psicologia del consigliere di cui vorremmo fare un po' di filogenesi.   Matteo Renzi e Silvio Berlusconi   Per tracciare il profilo, anche storico, di tal figura, il primo nome che verrebbe alla mente è quello dell’Ulisse dell’Iliade allorché comincia col suggerire le modalità con cui Elena potrà scegliere tra i suoi molti pretendenti (Biblioteca Di Apollodoro) e termina ovviamente in gloria con l’...

Cool

“Dentro o fuori la televisione? […] non sai che non si esce vivi dagli anni ‘80? / non si esce vivi dagli anni ‘80”, cantavano gli Afterhours nel 1999. Gli anni ottanta, affettuosamente spesso denominati Eighties, possono dirsi il decennio in cui l’oggetto – che fosse di design o tecnologico, accessorio di moda, cosmetico o medium per la comunicazione – ha rivestito una tale importanza all’interno della dinamica socioculturale segnata dalla distinzione e dalla imitazione, da acquisire, invecchiando, lo status di feticcio come mai era accaduto in precedenza o da essere addirittura disseppellito a distanza di tempo e ciclicamente riproposto in chiave contemporanea.   La decade ottanta, a suo tempo decisamente non cool, è il deposito dell’attuale coolness, il luogo sociosemiotico da cui l’oggi trae ancora ispirazione attingendo dalla complessità e dalla contraddittorietà che l’ha caratterizzata. Il cool è stato una conquista, come afferma Thomas Frank in The Conquest of Cool. Business culture, counterculture and the rise of hip consumerism (1997, clik), iniziata con gli...

Cantonate di Urbino

L’immagine che porto con me di Urbino è quella di Giovina Volponi che fuma una sigaretta affacciata sulla campagna del Montefeltro. Abbiamo appena terminato di parlare dei suoi ricordi olivettiani (fu segretaria di Adriano per quattro anni) e del rapporto di amore-odio che legava Paolo, il marito, a Urbino. Sipario ducale è il romanzo che racconta meglio la solitudine di una città che i marchigiani non sentono propria e che i chilometri che la dividono dal mare ne diluiscono la romagnolità. Certo attorno al Palazzo Ducale – “città in forma di palazzo” la definisce Baldassare Castiglione - s’aggira ancora il fantasma del Duca di Montefeltro, ma tra il suo tempo e il nostro ci sono secoli di dominio papalino che sono, mi pare, la chiave per comprendere il carattere della città. L’ultimo duca è stato Carlo Bo, rettore (ma è meglio dire creatore) dell’università con la collaborazione di Livio Sichirollo, insigne storico della filosofia e assessore alla cultura, e di Giancarlo De Carlo autore dei molti ampliamenti che l’università ha necessitato nel corso degli anni....