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Barry Jenkins

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The Underground Railroad / Sui binari della libertà

Non sappiamo precisamente quando cominciò. Non sappiamo bene quando e dove finirà. Lo schiavismo è la forma storica dell’ideologia razzista. Il setting della crudeltà pineale dell’uomo: istintiva, arcaica. Da quando esiste una clava che spacca una testa esiste il primo sottomesso, il primo uomo privato della sua libertà e della sua dignità, condannato al dolore fisico e morale, alla disperazione e alla rassegnazione, alla rabbia e alla fuga, alla caccia e al definitivo tormento, al morire come alternativa all’impazzire. Il 25 giugno 2021 un giudice ha condannato l'ex agente di polizia di Minneapolis USA, Derek Chauvin, bianco, a 22 anni e mezzo di carcere per l'omicidio di George Floyd durante un arresto il 20 aprile 2020: omicidio involontario di secondo grado, omicidio di terzo grado e omicidio colposo di secondo grado nella morte di Floyd, afroamericano. «È la sentenza più pesante mai inflitta a un ex agente di polizia per l'uso illegale della forza negli Stati Uniti» ha detto ai giornalisti il procuratore generale del Minnesota, Keith Ellison. Da quell’omicidio, lento e intenzionale, ripreso dallo smartphone di un passante, si scatenò il potente movimento di protesta mondiale...

Aspettando gli Oscar 2 / Il traditore e l’eroe: Judas and the Black Messiah

Il cast tecnico e artistico di La La Land abbandona mestamente il palco del Dolby Theater. Si è appena compiuto il più clamoroso colpo di scena nella storia degli Oscar: è stato annunciato il titolo sbagliato come miglior film. Non ha vinto il musical sul jazz, con un cast tecnico e artistico prevalentemente bianco nonostante quel genere musicale appartenga soprattutto alla cultura afroamericana, ma Moonlight, un piccolo film indipendente che, quasi per contrappasso, ha invece un cast interamente nero. La scena è tutta per il regista Barry Jenkins, anch'egli nero, ancora soverchiato dall'emozione quando inizia il suo inatteso discorso di ringraziamento brandendo la sua statuetta. Nessuno dei produttori di La La Land però gli ha ceduto una di quelle tenute in mano solo per pochi minuti; ha ancora quella ricevuta precedentemente per la sceneggiatura non originale. Jenkins non riceve un secondo riconoscimento perché non gli spetta: l'Oscar al miglior film viene consegnato solo ai produttori e lui non era accreditato come tale. Per Moonlight furono due donne e un uomo, tutti bianchi: sul palco, in mezzo al caos di quella sera, il simbolo della vittoria passò nelle loro mani anche se...

Claustrofilia e claustrofobia / Malcolm & Marie: l’amore illuso

State per leggere un articolo scritto da una donna bianca, per un film ideato e realizzato da un regista bianco e interpretato da un attore e un’attrice neri. I protagonisti della storia sono una modella che vorrebbe anche recitare e un regista. Sono appena tornati a casa, di notte, dopo aver partecipato alla prima dell’ultimo lavoro cinematografico diretto dal protagonista. Per l’intera durata del film che stanno interpretando i due personaggi litigano, e nel frattempo discutono il modo bianco di analizzare e comprendere le narrazioni nere, perché stanno commentando la recensione del loro film appena messa in rete e scritta da una donna bianca.  Come l’inizio e la fine del capoverso qui sopra, la soglia iniziale e finale del film Malcolm & Marie, diretto da Sam Levinson, sembrano chiamarsi e rispecchiarsi, in una specie di mise en abyme, un po’ alla maniera di un racconto combinatorio di Italo Calvino; come se chi guarda, o chi è guardato, si muovesse dentro un acquario dalle pareti trasparenti.      Malcolm (John David Washington) e Marie (Zendaya) stanno assieme da cinque anni, vale a dire da quando lei era una tossica e lui l’ha “salvata” e “riparata...

Due film e la questione razziale / American Black & White

«Quando ti trovi in un’altra cultura, sei costretto a riesaminare la tua» (James Baldwin).   The Negro Motorist Green Book, o più semplicemente Green Book, era una pratica guida per automobilisti neri pubblicata fra il 1936 e il 1966. “Green” dal nome dell’editore che l’aveva inventata, Victor Hugo Green, per far fronte alle limitazioni imposte dalle discriminazioni razziali. Una sorta di guida di sopravvivenza nell’America dei bianchi. Oltre alle informazioni essenziali su alloggi, stazioni di servizio e garage, riportava anche dettagli sulle strutture per il tempo libero aperte agli afroamericani: saloni di bellezza, ristoranti e discoteche.  È questo il libretto che Tony “Lip” Vallelonga, italoamericano con una carriera di buttafuori nei night club della Grande Mela, si vede consegnare nel primo giorno del suo nuovo lavoro, quello di autista per Don Shirley, pianista nero di gran successo in partenza per una tournée nel Sud degli Stati Uniti. Una storia vera. Più o meno. Per sicurezza sarebbe meglio dire verosimile. Green book è stato scritto e prodotto da Nick Vallelonga, il figlio di “Tony Lip”, che ha garantito sull’assoluta adesione al reale di quanto narrato....