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Brad Pitt

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Un altro film di fantascienza? / “Ad Astra”. Il cuore di tenebra del cosmo

Un altro film di fantascienza, un altro viaggio nello spazio, ancora una volta il cosmo usato come metafora di disfunzionalità affettive, proprio come in Gravity, Interstellar o First Man? Risposta affermativa, Ad Astra si inserisce - benissimo - in questo percorso sempre più affollato, posizionandosi per certi versi più vicino al film di Damien Chazelle che agli altri due. Lo spazio è infatti luogo di conquista, di esplorazione, ma soprattutto è un universo mentale in cui, solo e chiuso in un silenzio assoluto, il soggetto si trova davanti al proprio vuoto.   James Gray (a sinistra) con Brad Pitt sul set. Da Little Odessa (1994) a The Lost City of Z (2016), Gray è stato protagonista di un percorso autoriale fatto di piccoli gioielli, accomunati da una profonda complessità tematica ed estetica, film lenti e personali, che spesso non hanno raccolto la visibilità che avrebbero meritato. Lentezza e profondità caratterizzano anche questo anomalo sci-fi movie, molto atteso e più volte rimandato, in cui Brad Pitt veste i panni di Roy McBride, astronauta esperto e di altissimo profilo, famoso per il suo autocontrollo: sotto stress, il suo ritmo cardiaco non supera mai gli 80...

76ma Mostra del Cinema / Venezia: per qualche polemica in meno

In un’intervista rilasciata a pochi giorni dall’apertura della 76ma Mostra del Cinema, Alberto Barbera ha criticato una presunta attitudine “autoreferenziale” del cosiddetto cinema “d’autore”. Lo spunto della polemica era Vitalina Varela, l’ultimo film del portoghese Pedro Costa, appena incoronato vincitore della 72ma edizione del Festival di Locarno. In buona sostanza, secondo Barbera, film come quello di Costa, adorati dai cinefili ed elogiati dalla critica, non escono di fatto dal circuito festivaliero, rimanendo confinati in una nicchia di fedelissimi connoisseurs.  Le dichiarazioni del direttore artistico della Mostra veneziana hanno destato, com’era lecito aspettarsi, perplessità e dure critiche. Ora che il festival è già iniziato da qualche giorno e altre polemiche si sono andate aggiungendo, il senso di quelle parole appare più chiaro.   È  evidente che da qualche anno si è andata definendo quella che potremmo chiamare la “Linea Barbera”, vale a dire una politica in grado di tenere insieme cinefilia e spettatori comuni, l’allure pop e la ricerca, le star e gli auteur, senza dimenticare ovviamente uno spazietto per il cinema italiano, per non scontentare...

Oggi le sneakers le faccio io

Anche sui più noti red carpet la standardizzazione della moda può manifestarsi nella sua ineluttabilità: quante volte due celebrity hanno indossato un vestito simile, se non proprio lo stesso, dando adito a gossip e a titoloni altisonanti inerenti a incidenti diplomatici e fughe da eventi mondani. Anche nella più bieca quotidianità spesso capita di irritarsi non poco se a una festa, in ufficio, o in altri ameni contesti, si incontra qualcuno con lo stesso capo. O ancora si evita di comprare una data borsa perché «è cheap, la indossano tutti». Come ovviare a tale imbarazzo? Come distinguersi in un mondo in cui tutte si sentono fashion blogger grazie alla continua condivisione di foto di outfit debitamente “hashtaggate”? Alcuni brand offrono una soluzione a portata di clic, ovvero la personalizzazione, accessibile a tutti gratuitamente o con pochi euro di differenza dal costo di base.   Si tratta di progettare il prodotto sulla base dei propri gusti attraverso una piattaforma ad hoc o alcuni strumenti dedicati. Il fine ultimo è la tanto agognata fidelizzazione, o in termini più aulici, il...

#140 cine: da giovedì 18 ottobre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da giovedì 18 ottobre in sala. Cogan - Killing Them Softly di Andrew Dominik (Killing Them Softly, Usa 2012) #140cine Va bene fare i fighetti, ma un noir che introduce l’eroe con "The Man Who Comes Around" di Johnny Cash di idee ne ha proprio poche. Il comandante e la cicogna di Silvio Soldini (Italia 2012) #140cine Bella l’idea delle statue che osservano dall’alto il nostro povero paese. Per il resto ci sono i soliti attori che vedi sempre. Il matrimonio che vorrei di David Frankel (Hope Springs, Usa 2012) #140cine La Streep e Tommy Lee Jones in questa inutile commedia sulla terza età? È proprio vero, a Hollywood interessano solo i giovani. The Wedding Party di Leslye Headland (Bachelorette, Usa 2012) #140cine In compenso, sempre a Hollywood, le commedie sballate sui matrimoni da sballare vengono quasi sempre bene. E pure tutte uguali. Le migliori cose al mondo di Laís Bodanzky (As...

Marco Belpoliti. La canottiera di Bossi

Esce in questi giorni il volume di Marco Belpoliti dedicato a Umberto Bossi (Guanda, pp.112, già disponibile su ibs.it in versione cartacea e su amazon.com in versione kindle) di cui anticipiamo di seguito il capitolo dedicato alla Voce del Capo. L’autore rilegge il capo leghista attraverso i suoi gesti, esplorandone l’origine e il significato, mostrando come il suo eloquio e i suoi atteggiamenti abbiano profondamente condizionato il comportamento morale dei politici e degli italiani in genere. Da queste pagine emerge il “vitellone”, per dirla con Fellini, il cantante rock e non solo capo di partito, il predicatore scomposto piuttosto che sottile tessitore: un ragazzotto di paese che arriva in Parlamento e incarna quello che Sciascia chiamava “l’eterno fascismo italiano”, acquattato nel grembo stesso della provincia, al Nord come al Sud, e di cui la nostra cultura è impregnata. Fa parte di noi, per quanto ce ne distanziamo, lo rinneghiamo, cerchiamo di strapparcelo di dosso.   Umberto Bossi, Manifestazione della Lega Nord, Novembre 1993 (ANSA).     La voce del Capo   C’...