Categorie

Elenco articoli con tag:

Bruce Willis

(4 risultati)

Case editrici / Editori per il XXI secolo

Fino a qualche tempo per casa editrice si intendeva un'azienda – oggi qualcuno direbbe "impresa culturale" – che produce e vende ai consumatori oggetti fisici prodotti in serie: libri, giornali, riviste... Ma qualcosa sta cambiando ed è già cambiato, come ha raccontato al cinema Il gioco delle coppie di Olivier Assayas. Un celebre aneddoto – o una geniale invenzione di Umberto Eco – ha per protagonista un editore, forse Valentino Bompiani, che durante un party viene avvicinato da un'elegante signora che gli chiede che lavoro faccia.  "L'editore." "Bello! Ma allora lei scrive libri?" "No, a quello ci pensano gli autori." "Ah... Allora li stampa?" "No, di questo se ne occupa la tipografia." La bella signora è sempre più perplessa: "Insomma, li vende?" "A venderli ci pensano i librai." "Mi scusi, ma allora lei cosa fa?" "Tutto il resto!" In questa paradossale risposta c'è già il seme dell'evoluzione che stanno vivendo e vivranno le aziende editoriali. Fino alla metà del XX secolo i grandi editori si ispiravano a un modello industriale che aveva l'ambizione di coprire l'intera filiera produttiva, affidata ai diversi reparti dell'azienda. La redazione si faceva carico di quelli...

#140 cine: da giovedì 6 dicembre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da giovedì 6 dicembre in sala. Moonrise Kingdom - Una fuga d’amore di Wes Anderson (Moonrise Kingdom, Usa 2012) #140cine Anderson incontra la (sua) nouvelle vague, rifà se stesso, come sempre, ma pure Bergman e il muto. E gira uno dei film dell’anno. Ruby Sparks di Jonathan Dayton, Valerie Faris (id., Usa 2012) #140cine Uno scrittore incontra la donna della sua vita. È l’amore perfetto... anche perché l’ha creato lui con la macchina da scrivere. La bicicletta verde di Haifaa Al Mansour (Arabia Saudita 2012) #140cine Il primo film saudita girato da una donna. Basta a renderlo interessante? Visti i tempi, e il paese d’origine, sì, basta. Grandi speranze di Mike Newell (Great Expectations, Usa 2012) #140cine Non esiste decennio senza la versione di questo classicone di Dickens. Poi si lamentano che non la gente non va al cinema... Troppo amici di Olivier Nakache, Eric Toledano (...

#140cine: da venerdì 18 maggio al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da venerdì 18 maggio in sala: Another Earth di Mike Cahill (id., Usa 2011) #140cine Idea geniale: la Terra ha un suo doppio. Sta lì, nel cielo, ed è come il pianeta Solaris: purifica l’anima. Margin Call di J.C. Chandor (id., Usa 2011) #140cine “Mi parli di soldi come se fossi un golden retriever”, dice un miliardario di Wall Street. Ecco spiegata la crisi. Damsels in Distress di Whit Stillman (id., Usa 2011) #140cine L’ennesimo film americano in cui il college è il paradigma del mondo: la rivincita delle bionde intellettuali. Il pescatore di sogni di Lasse Hallström (Salmon Fishing in the Yemen, Uk-Usa 2011) #140cine Hallström è il regista più noioso del mondo. Cos’altro dire di una love story tra i salmoni dello Yemen? A Monster in Paris 3D di Bibo Bergeron ( Un monstre à Paris, France 2011) #140cine Cosa c’è di peggio del cinema...

Reds

L’elezione alla presidenza degli Stati Uniti di Ronald Reagan, rappresentante della destra repubblicana, segnerà la diffusione in tutto il mondo occidentale dell’ideologia ultra liberista i cui guasti sono alla base della crisi economica attuale. Quelli di Reagan, è il caso di dirlo, furono gli otto anni che sconvolsero il mondo.   Reagan era stato preceduto dall’inconsistente Carter, e prima ancora da Ford e dal poco raccomandabile Nixon, tuttavia il risveglio quella mattina per l’America liberal e dissidente fu traumatico. Quelli erano ancora gli anni di John Lennon e Yoko Ono, della New Hollywood e di film come Manhattan in cui Woody Allen metteva in scena esplicitamente un rapporto di coppia tra un maturo intellettuale ed una ragazza minorenne (impensabile anche oggi), e infiniti potrebbero essere gli esempi di vivacità culturale, di lotta sociale, di attenzione alle minoranze che in quegli anni scorrevano nelle vene della, seppur conservatrice, società americana.   Con Reagan il colpo sarebbe stato letale perché non solo i reazionari restavano saldamente al potere, ma perché la sua politica da ex...