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Bruno Schulz

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Un’idea di leggerezza / I teatrini della vita degli oggetti

Soltanto nelle botteghe degli artigiani e negli studi degli artisti, abitate da visionari creatori e venditori di bellezza, la materia sembra assumere le vere forme alle quali era destinata. Come mostrano le incompiute possenti statue del ciclo dei Prigioni di Michelangelo Buonarroti, le figure sono già dentro la materia e aspettano soltanto la scintilla della creatività per essere liberate. “La materia è l’entità più passiva e indifesa del cosmo. Ognuno può plasmarla, modellarla, a ognuno essa obbedisce. Tutte le organizzazioni della materia sono instabili e fragili, facili a regredire e dissolversi. (…) Non esiste una materia morta, la morte è solo un’apparenza dietro cui si celano ignote forme di vita. La gamma di queste forme è infinita, i toni e le sfumature inesauribili”. Così scriveva lo scrittore ebreo polacco Bruno Schulz nel suo fantasmagorico libro Le botteghe color cannella (1934). Come suo padre Jakub, protagonista dei racconti, che nella bottega di tessuti all’angolo della piazza principale di Drohobycz, nella Galizia orientale, inventava forme folli e mirabolanti, Guido De Zan, nella sua bottega-laboratorio di fianco alla chiesa di San Lorenzo, nel centro di Milano...

Reiner Stach, “Questo è Kafka?” / Il gabinetto delle meraviglie del dottor K.

In fondo, l'avevamo sempre saputo. Il 2 luglio 1913, Kafka annota sul proprio diario «la passione e l'entusiasmo con cui ho recitato una scena di film comico alle mie sorelle nella stanza da bagno». Possibile? Kafka spettatore di film comici? Di più: Kafka – l'austero Kafka, il minaccioso, enigmatico Kafka – che mima una gag da slapstick comedy per la gioia delle sorelle... nel bagno di casa? Riesco quasi a immaginarlo piroettare da una parte all'altra della stanza, mulinando l'aria con le braccia, mentre con le smorfie del volto dà vita a tutti i personaggi; e alla fine, terminata la pantomima, capitombola giù per terra, esausto, fra le risate e gli applausi delle sorelle entusiaste.    «Perché non sono mai capace di far questo davanti agli estranei?», si rammarica qualche riga più sotto. La verità è che ci riusciva fin troppo bene. «Sono noto per le mie grandi risate», scrive Kafka a Felice Bauer, in una lettera dello stesso periodo, «persino durante un incontro solenne con il nostro presidente – sono trascorsi ormai due anni, ma nell'Istituto la leggenda mi sopravviverà». La situazione è da comica finale. Gli ingredienti ci sono tutti: l'Autorità in tutta la sua...

Memoria e identità ebraica / Bruno Schulz. Nel nome del Padre e del Messia

Con il poetico titolo di Le botteghe color cannella sono raccolti, e noti in tutto il mondo, i ventotto racconti de Le botteghe color cannella (1934) e Il sanatorio all’insegna della clessidra (1937), dello scrittore e pittore polacco Bruno Schulz (1892-1942). Se non fosse stato trucidato, perché ebreo, dai nazisti e il suo romanzo illustrato, Il Messia, non fosse andato misteriosamente perduto, assieme a gran parte delle carte, la sua importanza e la fama sarebbero oggi forse pari a quella di Franz Kafka. La singolarità di Schulz consiste non soltanto nella sua fatasmagorica prosa, che spesso sembra una sorta di poesia continuata in forma di racconti, ma anche nella straordinaria, e rara, simbiosi che operò tra i suoi scritti e i suoi misteriosi e inquietanti disegni. Schulz viveva immerso in una sorta di mondo fantastico, dove la natura era animata di una bizzarra vita propria e le tradizioni religiose dei suoi antenati lo riportavano continuamente indietro nel passato.   Bruno Schulz era nato a Drohobycz, nella Galizia orientale (oggi Ucraina): un cittadino di lingua polacca, e di nazionalità ebraica, dell’Impero austroungarico. Era figlio del mercante di stoffe Jakob...

Riapre il Museo Pecci / La fine del mondo dall’astronave del Pecci

Prima della fine del mondo ci saranno ovviamente “Gli ultimi giorni dell’umanità”. È questo il titolo del dissacrante dramma – 779 pagine nell’edizione Adelphi in 2 volumi – che Karl Kraus scrisse fra il 1915 e il 1922, avvertendo nella premessa il lettore che la sua messa in scena «è concepita per un teatro di Marte», richiedendo «secondo misure terrestri, circa dieci serate». Con l’impresa si cimentò Luca Ronconi nel 1990 e nell’estate scorsa, all’ossario di Castel Dante a Rovereto, la compagnia Archivio Zeta di Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni. Prospettive astronomiche, dunque, per un libro chiave di quella “letteratura apocalittica” che, a cavallo fra ‘8 e ‘900, fiorì in tutto l’Occidente, raggiungendo straordinarie vette proprio nell’Impero austroungarico. Dalla cui dissoluzione, già alla vigilia della Prima guerra mondiale e poi agli albori del nazismo, lo scrittore ceco-austriaco prese le mosse per sferzare – noi compresi, andrebbe aggiunto – «i contemporanei, i quali hanno permesso che le cose qui descritte accadessero» e perciò sarebbero tenuti a posporre «il diritto di ridere al dovere di piangere».     Sono proprio le “prospettive astronomiche” che...

Witold Gombrowicz

Riga, una collana che avvicina ai grandi innovatori del Novecento   Riga è nata nel luglio del 1991 senza nessun particolare programma. Volevamo piuttosto fare la rivista «che ci sarebbe piaciuto leggere». Una rivista dedicata al contemporaneo, ad autori e temi che ci sembravano rilevanti nel corso dell’ultimo secolo, ma non solo. Una rivista che conservasse la memoria del passato, e insieme che si protendesse sul futuro.   Marco Belpoliti, Elio Grazioli     In tempi in cui l’immaturità dilaga e gli individui assomigliano sempre più a bambini smarriti, in un’epoca in cui l’elogio acritico di tutto ciò che è giovanile impazza nei mass media, forse è opportuno tornare a riflettere sull’opera dello scrittore polacco che per primo e in modo così radicale ha raccontato e deriso la voglia dell’uomo contemporaneo di essere-sempre-giovane. Witold Gombrowicz, implacabile fustigatore di questo desiderio, ha la straordinaria particolarità di trovarsi dentro il problema; egli si definiva infatti «un maturo molto innamorato della propria immaturità...