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Carla Accardi

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Il femminismo di Carla Accardi

Carla Accardi, recentemente scomparsa, non ha bisogno di presentazioni, essendo già dalla fine degli anni ’40 una delle artiste più conosciute del panorama italiano. Ciò che invece molti ignorano è la sua appartenenza alla stagione femminista che nel 1970 culminò nella fondazione di “Rivolta Femminile”, con  Carla Lonzi.   Nonostante il suo pieno coinvolgimento con il femminismo, manca una lettura critica che riconosca nelle sue opere gli aspetti più profondi e sottili. L’unica che la riconobbe in tal senso fu Anne Marie Sauzeau, che costruì un discorso critico considerando il concetto di eterotopia e alterità. Per Sauzeau,  l’alterità di Accardi, evidenziata da Michel Tapié che la inserisce nel discorso dell’art autre, “sbocca su un’alterità non contemplata dal suo ideologo”, ossia gli sfugge l’altro in termini di metà del genere umano. Germano Celant invece, soltanto anni dopo dichiarerà che nella separazione del segno bianco dal fondo nero, si può leggere l’affermazione del distaccamento da un contrario, dall’opposto “una presenza che tende a staccarsi e dichiarare la sua individualità”, sostenendo che fino al 1957 la pittura di Accardi è veicolo di “identità e...

Michelangelo Pistoletto

Michelangelo Pistoletto è stato testimone privilegiato di oltre cinque decenni di arte contemporanea. Ha avuto parte in vicende importanti, di rilievo sovranazionale; e in trasformazioni decisive. La sua biografia professionale incrocia la storia di tutti ancora oggi, quando lo vediamo muoversi tra Biella, Roma e Bruxelles come ambasciatore di una personale proposta di rinnovamento sociale, amico e confidente di uomini politici di primo piano, come Giorgio Napolitano.   Il ruolo che Pistoletto si ritaglia è ben più vasto e ambizioso di quello del semplice artista. Giura di non considerarsi “sciamano” ma si muove da predicatore e profeta, su piani molteplici che non è facile tenere assieme. “Sento come se la società umana fosse mia committente”, confida, “e mi chiedesse di pensare qualcosa per cambiare la situazione”. Dovremmo prendere sul serio l’affermazione, al tempo stesso messianica e puerile. Malgrado le smentite, è evidente che tra le motivazioni più profonde della sua stagione tarda sia proprio il tedio dell’“arte contemporanea” e la convinzione che il...