Il tuo due per mille a doppiozero

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Charlotte Salomon

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Ogni cosa, ogni sorte, ogni persona / Marija Stepanova, memoria della memoria

Dove inizia e dove finisce il ricordo? E il ricordo è una fotografia che fissa il passato o una fantasia che lo trasfigura? Sono queste alcune delle domande attorno alle quali si muove Memoria della memoria, di Marija Stepanova (Bompiani, 2019). L’opera della scrittrice russa non è definibile come libro che inizia e libro che finisce, ma come organismo mercuriale, che il lettore coglie nella sua letterale interminabilità. Scrive Bruno Schulz rivolgendosi al poeta Lesmian: «[…] Allora siamo come libri. I libri iniziano in un secolo e poi continuano in un altro, terminano chissà dove. Le frasi si rincorrono come lepri. Ma la nuova casa c'è... una casa piena di rami carichi di uccelli variopinti [...] Solo per caso il tuo libro è fatto di parole e ha forma di libro. In realtà è aria che si appoggia all'aria delle cose, e così tutto diventa canto...». Le parole di Schulz sembrano commentare, in anticipo di un secolo, la natura inafferrabile, stregante e complessa del libro della scrittrice russa – un archivio della memoria personale che diventa archivio di una memoria storica e collettiva. Sul retro del libro, nell’edizione italiana, sono riportate tre frasi: «Mostrare tutto....

Pietas / Vita e teatro, arte e terapia

Non ci sono officine che riparano il cuore dolorante degli umani, non ci sono luoghi dove ripararsi quando l’individuo si ritrova braccato dalla Grande Storia. L’incontro con la distruttività – l’appartenere a una specie implicata in storie di male nell’espressione di Paul Ricoeur – non lascia scampo, ma il “mondo in frantumi” dell’esistenza può essere trasfigurato. Trasformato in immagine e parola, nell’armonia del canto. È quello che riesce a Charlotte Salomon con la sua opera omnia Vita? O teatro? (Castelvecchi, 2019). L’arte non ha salvato la sua vita, ma ha permesso la sua resurrezione. E noi oggi siamo di fronte a questo Grande Libro, un oggetto che si avverte sacro e un po’ si teme di toccare, un oggetto pesante da tenere in mano, che ha in copertina un autoritratto dell’autrice che ci osserva con sguardo sapiente, figura femminile dalla potenza archetipica. 796 fogli, difficili da classificare, da leggere e da guardare, una partitura di testi e disegni, associata a un’aria musicale. “Qualcosa di speciale, totalmente folle”, un Singspiel lo chiama lei: “La creazione delle pagine seguenti dev’esser immaginata così: un uomo siede davanti al mare. Dipinge. D’improvviso, una...