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Cinquant'anni dopo / Che Guevara guarda anche da morto

Qualche tempo fa, guardando il Cristo deposto realizzato da Francesco di Giorgio nella seconda metà del Quattrocento mi è venuta in mente un’immagine drammatica di Ernesto Guevara, una fotografia in particolare, che documenta il volto con gli occhi e la bocca semiaperti, scattata poco dopo la sua morte. Pur avendo veduto numerosi Compianti e Deposizioni durante gli studi iconologici, mi sembrò curioso non aver pensato a un collegamento con altre opere d’arte o a confronti storico-artistici, ma che invece avessi pescato dalla mia memoria l’immagine del rivoluzionario argentino. Pensai che Mnemosyne a volte innesca qualche nesso che non si comprende all’istante ma più in là nel tempo. Qualche giorno dopo, tornato da Siena, cercai nella mia biblioteca un libro con le fotografie scattate da Freddy Alborta e da Marc Hutten al corpo morto di Guevara. Mentre sfogliavo le pagine con le foto dello pseudo-compianto dei militari boliviani, invece paragonai il corpo morto del Che con quello di Ettore sdraiato sotto il letto di Achille, come appare in alcune coppe attiche del V secolo a.C. (si veda: Achille con il corpo morto di Ettore, Tondo da una figura rossa attica, 490-480 a.C.,...

Che cosa imparare dal percorso del 'lider Maximo'? / Ciao Fidel. Né lacrime, né festeggiamenti

La morte di Fidel provoca come effetto immediato una caricatura della «divina commedia»: risa e pianti si susseguono quasi sullo stesso volto. Al di là del manicheismo che ha sempre accompagnato il regno troppo lungo di Fidel Castro, esiste in America Latina un altro punto di vista sulla morte del «lider Maximo», perché capire – non dispiaccia al ministro francese Manuel Valls – non è giustificare.   Cos’è allora che la sinistra latino-americana può capire e imparare dal percorso di Fidel?   Qualche fatto, per cominciare. Bisogna ricordare che la rivoluzione castrista è stata la prima e l’unica a non farsi schiacciare dagli Stati Uniti. Oggi abbiamo dimenticato l’innumerevole lista di democrazie progressiste massacrate durante trent’anni dall’amministrazione americana, come è stato il caso dell’Argentina, peraltro con l’aiuto «tecnico» e economico della Francia democratica che ha inviato i suoi specialisti della lotta contro-insurrezionale. Dagli anni 1960-70, l’Ecole des amériques, a Panama, è stata un luogo di passaggio obbligato degli ufficiali latino-americani formati da consiglieri americani (e francesi) ai metodi di repressione e di guerra sovversiva....