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Donald Sutherland

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Lo spago della biancheria

Lo spago della biancheria sta sopra la nostra testa, lascia pendere mutande, reggiseni, camicie e camicette. Eppure in questi giorni, da come arrivano le notizie, è stato il pretesto di una strage. La notizia della vicenda di Secondigliano si aggiunge alle altre, senza neppure avere quell'intervallo di tempo, tra l'una e l'altra, per indignarsi, prima, e poi cercare di capire. Potremmo pensare alla devastazione sociale e urbana di quella zona, alla criminalità organizzata che mostra sintomi disorganizzati. L'impulsività in primo luogo, classico sintomo differenziale tra camorra e mafia.   Si potrebbe evocare l'opera di David Riesman, La folla solitaria [The Lonely Crowd, 1950], che descrive la tendenza all'isolamento dell'individuo delle culture metropolitane, profetica! O il film Il giorno della locusta [1975], di John Schlesinger, con la figura di Homer Simpson, interpretata da Donald Sutherland, impiegato sessualmente represso, potenziale gigante omicida. Opere a scarso gradimento, chi se le ricorda più? Tuttavia, fino a qualche anno fa, i gesti che producevano lacerazione nel tessuto sociale erano considerati rari...

La Resistenza di mia madre

Ogni 25 aprile, appena mi sveglio, telefono a mia madre per farle gli auguri e ogni volta mi viene in mente una storia che lei mi ha raccontato tante volte. Un piccolo episodio avvenuto nei giorni successivi al suo undicesimo compleanno, il 25 aprile del 1945. Ai quei tempi lei viveva insieme ai tre fratelli più grandi in via Terraggio a Milano, in un microappartamento con bagno comune alla turca nell'ammezzato. Il padre, mio nonno Dante, era un socialista perseguitato dal regime e ormai da tre mesi non rientrava a casa, anche se non faceva mai mancare sue notizie che arrivavano alla nonna tramite l'amico Piero. Il quale, oltre a tranquillizzare, portava qualche chilo di farina per polenta, un po' di latte fresco e le immancabili castagne secche, alimenti fondamentali per chi non poteva usufruire della tessera annonaria.   Quel 25 aprile mia nonna Angela era molto preoccupata, soprattutto a causa di un vicino al piano di sopra, un fascistone che per anni era stato il terrore di famiglia. In ringhiera si diceva che l'avevano visto giù in cortile mentre scappava con un fazzoletto rosso al collo. Chissà cosa sarebbe successo se qualcuno...

Giuseppe Tornatore. La migliore offerta

La migliore offerta, mai titolo fu più adeguato. Questo, infatti, è il cinema italiano che piace di più agli italiani. Parlano i numeri: uscito il 1 di gennaio è ancora terzo al Box Office, con una tenitura infrasettimanale di rara forza, viaggia verso i 7 milioni di euro di incasso, che certamente passerà. Un ottimo risultato per un film che conferma quanto Tornatore sia forse il più sopravvalutato dei registi italiani.    L’intenzione era evidentemente quella di fare un film dal respiro internazionale: interamente girato in inglese, con un cast di altissimo livello – Geoffrey Rush, Donald Sutherland, Jim Sturgess, Sykvia Hoeks – ambientato in un non luogo che potrebbe essere Vienna o una qualche amena, pulita, ordinata località del Nord Europa. La confezione ovviamente è perfetta, anche perché con un budget di 14 milioni di Euro non poteva essere meno che perfetta… La storia  è quella di Virgil Oldman (Rush), celeberrimo battitore d’asta e collezionista d’arte, misantropo, misogino e ricchissimo, ossessionato dalle donne che non riesce ad avvicinare e...

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