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Duccio Demetrio

(6 risultati)

Non c’è scienza che dia conto del tuo esistente / Pensione blues

Eri lì che vivevi, certo avevi cominciato a pensarci da un po’, impaziente in certi momenti, ma poco cosciente. Poi, a un certo punto, la pensione ti è esplosa tra le mani. Ecco, delle note sfumate, dei quasi semitoni che danno il mood alla tua giornata: questa è la musica della pensione. Le note spezzate che piano piano si insinuano nella tua vita, quei semitoni storti che ti creano agitazione mista a una certa meraviglia per la loro stranezza, per la loro novità; sono sottili imprecisioni, sfrangiature, contorni che sfumano e non sai perché, non capisci che cosa hai fatto di sbagliato per avere queste novelle imperfezioni. Non che prima andasse tutto a meraviglia, dio sa se ce n’erano di imperfezioni e magagne, ma queste non le hai mai viste e ti agitano, sono misteriose incongruenze che ti mettono paura. E il bello è che hai tutto il tempo per stare a osservarle queste brutte novità. Uno pensa alla salute, certo, quella si fa sentire con una chiara significazione, ma non è quello il punto: queste sono onde emozionali mai vissute, che vengono da te e che gli altri ti ribadiscono: come si sta in pensione, ti chiedono.  E quella è la ratifica del tuo nuovo stare, una domanda...

Il nuovo lusso / Il silenzio

Del silenzio come bene comune   Il silenzio è un bene comune molto delicato; è come un pascolo o una fungaia o una fonte d'acqua, dove se io mi approprio sregolatamente della più parte del bene, ne tolgo agli altri il godimento (gli economisti chiamano questi beni, «rivali»). Come nel caso dei beni comuni tradizionali (acqua e pascoli) e dei nuovi beni comuni della conoscenza, beni «non rivali» studiati da Elinor Ostrom, anche il silenzio torna a ridestare attenzione man mano che lo si perde; talvolta non soltanto a causa di una generica diffusione di rumori industriali e urbani, ma proprio perché qualcuno che del silenzio è fobico gira una manopola, schiaccia un pulsante e lo distrugge, per sé e per gli altri. Qualcuno che non ama il silenzio e che impone le sue preferenze, perché non è vero che il silenzio lo amiamo tutti e ci dispiace perderlo.   I portatori di silenzio   Sono, coloro che lo amano, I portatori di silenzio? Lo dice nel titolo uno dei libretti-perle (“taccuini”) della collana dell'Accademia del Silenzio, fondata e diretta da Duccio Demetrio e Nicoletta Polla-Mattiot, quello del poeta Stefano Raimondi. Il silenzio dei poeti è diverso dal silenzio...

Ingratitudine / Il lato oscuro del dono

«Un demone mediocre e minore, che, fatto il lavoro sporco, passa la consegna a un suo superiore più titolato a ordire opere malefiche, indifferente alle urla umane, ferite ogni giorno dalle ingratitudini grandi e piccole». Descrive così l'ingratitudine nel suo ultimo saggio, intitolato appunto Ingratitudine (Raffaello Cortina Editore), Duccio Demetrio, il filosofo dell'educazione fondatore dell'Università dell'Autobiografia di Anghiari. È quel sentimento che spinge a mostrare indifferenza o addirittura ostilità contro chi ci ha beneficato. Per un animo meschino, sentirsi debitore di qualcosa, dovere anche solo un poco di riconoscenza a qualcuno è tanto insopportabile da farne un nemico. L'ingratitudine è un atteggiamento difficile da spiegarsi, che «sempre…ferisce e umilia», afferma Duccio Demetrio, e si manifesta in molti modi. Talvolta cancellando la speranza di un'amicizia che l'ingrato rinnega senza spiegazioni, talaltra con un tradimento che lascia sgomenti e sprofonda in una solitudine immeritata. Un semplice e incomprensibile mancato saluto basta a provocare sofferenza e sconcerto e, prosegue Demetrio, colpisce sempre come violenza e disincanto, minando l'illusione che gli...

Giorgio Boatti: la benedizione laica

“Mi siedo a un tavolino lì fuori. Un bastardino marrone con gli occhi miti, curioso di tutto e niente affatto spaurito, mi fa un giro intorno e poi si accuccia tranquillo ai piedi della sedia. Facciamo subito amicizia. Sembra un esperto nel ritagliarsi, ovunque capiti, un suo angolo nel mondo e nello starci in serena beatitudine. Contempla quello che gli sta davanti e non ha bisogno di nulla. Non chiede niente di niente (anche se, lo sento, ci divideremo la brioche che deve arrivare). Accoglie lo spettacolo della vita. Oggi è il giorno più lungo e luminoso dell’anno. Io mi fermo qui.” Queste sono le ultime dieci righe dell’ultimo libro di Giorgio Boatti, Un paese ben coltivato (Laterza). In queste righe ci sono le sue parole cruciali: amicizia, curiosità, beatitudine.   Boatti  gira l’Italia con la voglia di dire bene. I suoi libri ultimi sono un tentativo di uscire dalla fabbrica della cattiveria. Come se l’Italia fosse diventata una sola piazza piena di rancorosi, piena di gente scontenta e verbosa. Lui va a cercare un paese ben coltivato e lo trova. E lo racconta con parole semplici, senza...

Il sabato del villaggio / Fango

Da sempre con l’avvento dell’estate tutto sembra rallentare, la gente va in vacanza, i bambini sono a casa da scuola e i giornali dedicano almeno una pagina ai giochi enigmistici. Tutto diventa piano piano più silenzioso, intimo, si esce di più la sera e si incontrano gli amici liberi da occupazioni lavorative. Da sempre d’estate si prova a non far caso a quello che capiterà a settembre, con il rientro in città e l’avvento dell’autunno. Ebbene, qualcosa si è inceppato, come se la frenetica corsa di questi ultimi anni, seppure senza fiato e gambe, si fosse tramutata in un’inesorabile caduta in un precipizio di cui non vediamo ancora il fondo. Si vorrebbe smettere di precipitare, ma al momento l’unica soluzione sembra essere quella di schiantarsi quanto prima. E non deve essere un caso che le decine di scandali di questi ultimi tempi, dal mondo della politica all’ultimo che coinvolge il più grande gruppo editoriale del mondo, abbiano principalmente un carattere autoreferenziale: l’informazione che imbroglia l’informazione, la politica che inganna la politica. Come se la cosa...

Intervista video a Duccio Demetrio

  Abbiamo incontrato a Milano, all’Università degli Studi della Bicocca, il prof. Duccio Demetrio, autore di Filosofia del camminare. Esercizi di meditazione mediterranea (Cortina Raffaello, 2005). Filosofo e specialista dell’educazione degli adulti, Demetrio ha saputo dar forma negli anni ad un inedito percorso intellettuale che lo rende uno tra gli studiosi più stimolanti oggi in Italia. Di grande interesse è ad esempio la sua Accademia del silenzio di Anghiari, un’iniziativa pensata e sviluppata con Nicoletta Polla-Mattiot, che ha lo scopo di favorire l’apprendimento e la sperimentazione di un “linguaggio del silenzio”.