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Fabiana Cacciapuoti

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Antropologia e poesia / Vico e Leopardi. Immaginazione e linguaggio

Chi può, vada alla mostra Il corpo dell'idea. Immaginazione e linguaggio in Vico e Leopardi, allestita a Napoli nella Sala Dorica di Palazzo Reale. Il fascino avvolgente della scenografia multimediale che accoglie il visitatore, immergendolo tra gli autografi di due pensatori sommi come Vico e Leopardi, vale una visita ad hoc. Tra gli autografi, la Scienza Nuova, lo Zibaldone di pensieri, le Operette Morali, alcuni Canti come Alla Primavera e soprattutto il primo autografo dell'Infinito (1819), tutti provenienti dalla Biblioteca Nazionale di Napoli, che possiede il lascito più consistente di entrambi i pensatori.   L’esposizione, ideata e curata da Fabiana Cacciapuoti, nota studiosa dell'opera leopardiana e curatrice di altre significative mostre recanatesi, è inserita tra le celebrazioni del Bicentenario de L'Infinito di Giacomo Leopardi ed è incentrata sul dialogo tra i due grandi esponenti del pensiero moderno europeo, ricostruito soprattutto attraverso l’incontro di due scritti che segnano la modernità: la terza edizione della Scienza Nuova (1735-43), pubblicata postuma pochi mesi dopo la morte di Vico dal figlio Gennaro nel 1744, e le 4526 pagine dello Zibaldone (1817-...

Antonio Prete / Torre saracena. Viaggio sentimentale nel Salento

Dopo essere stato per decenni trascurato e lasciato ai margini (come Matera), da qualche anno il Salento è approdato in pompa magna sulle mappe del turismo, anche di massa. Quella che una volta era terra prevalentemente di emigrazione, ora è terra di arrivi (clandestini inclusi: terra di transitabilità e di accoglienza, dove l’identità si definisce come costante apertura al diverso) e di ritorni. Molti andati via per lavoro, ora scelgono di tornare, non tanto per nostalgia, quanto perché le opportunità di vita, e la sua qualità, sono diventate attraenti. Poi c’è anche tutto il resto. Che è tanto.   Anche di questo parla Torre saracena, l’opera più recente di Antonio Prete, che fonde insieme narrazione, ricordi d’infanzia, reportage turistico, artistico e sociologico che insieme al paesaggio non trascura di ricordare il lavoro che lo ha formato, la povertà e le rivolte contro lo sfruttamento, un passato ricco di figure note e meno note, di artisti importanti e artigiani non meno grandi, come i creatori delle statuine di cartapesta, gli scalpellini e i decoratori che hanno reso possibile il magnifico barocco salentino. Un personale nostos a quella terra d’origine a cui peraltro...