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Fabio Rodríguez Amaya

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Fabio Rodríguez Amaya. Giullari e narratori in Colombia

Anche questo mese la libreria di doppiozero è cresciuta: esce oggi Giullari e narratori in Colombia, un nuovo titolo doppiozero, da scaricare e leggere su tablet o su carta, stampando il pdf.   L’ebook, a cura di Fabio Rodríguez Amaya, presenta una scelta di racconti di alcuni tra i migliori scrittori colombiani degli ultimi decenni: Miguel Falquez-Certain, Luis Fayad, Dário Ruíz Gómez, Pablo Montoya, Marvel Moreno, Julio Olaciregui, Consuelo Triviño. Un panorama che illustra una realtà composita per temi e stili, accanto e dopo l’opera dei più noti Gabriel García Márquez e Álvaro Mutis, e che ben rispecchia quella di un paese vario, ricco di risorse e di contraddizioni e in veloce cambiamento.   Alcuni racconti sono apparsi sul numero 56/57 di “Nuova prosa” (ottobre 2011), edito da Greco & Greco, a cura di Federica Arnoldi e di Fabio Rodríguez Amaya. Accanto ai testi editi, l’ebook raccoglie un racconto inedito di ogni scrittore e il testo originale di tutti i racconti.       “Immaginando la Colombia come una...

Miguel Falquez-Certain. Racconti di Triacas

Pubblichiamo un’anticipazione del numero 56/57 della rivista Nuova Prosa di imminente uscita (Greco&Greco Editori, pp. 341, 15,50 €). È un numero monografico intitolato Periplo Colombiano. Arte, musica e narrativa per il nuovo millennio, a cura di Federica Arnoldi e Fabio Rodríguez Amaya, ricco di saggi e di racconti di 16 scrittori quasi tutti inediti in Italia.     Abbiamo scelto un saggio della prosa brillante e nervosa di Miguel Falquez-Certain (Barranquilla, 1948), ritenuto uno dei migliori poeti latinos di New York, città dove risiede da oltre trent’anni: tre microracconti che ricreano l’atmosfera fervida, violenta e nel contempo critica di un periodo caldo della vita politica latinoamericana oscurata da una guerra fredda imposta dagli Stati Uniti e che vede come protagonisti Che Guevara, Camilo Torres e altri attori delle lotte anti imperialiste.     Il bivio   – Cinquecento seicento, Capitano – mi dicono all’altro capo del filo, confermandomi che lo vogliono morto. Entro nella stanza e lo vedo riverso accanto alla parete con le mani legate dietro la schiena, sporco...