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Filosofia della Fantascienza

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Mondi possibli / Ted Chiang, Respiro

Alcuni pensano che, come il noir lo sarebbe del romanzo politico e sociale, la fantascienza è uno degli ultimi rifugi della metafisica. O quantomeno della speculazione. “Il miglior terreno di coltura per le riflessioni eterodosse”, secondo le parole di Franco La Polla ovvero, per usarne altre di Valerio Evangelisti, letteratura che spesso si traduce in "metafora politica unita a metafora di una condizione esistenziale". Non a caso per essa, e altri generi affini (fantasy, horror, ecc.), è stata coniata la categoria di “speculative fiction”, che personalmente mi piace molto, quantomeno come definizione. Meno invece come categoria “ombrello” che racchiude praticamente tutto quanto non appartenga alla fantomatica narrativa realista o quasi, forse anche la mia carta d’identità.  Uno dei rappresentanti più significativi delle ultime generazioni è senza dubbio Ted Chiang, americano di padre cinese, classe 1967, di professione programmatore informatico, autore di una manciata di racconti scritti in 25 anni e raccolti in soli due libri, ma tutti di grande livello e risonanza e finalisti o vincitori dei più significativi premi del settore. Chiang è balzato alla notorietà anche fuori...

Natura copernicana vs immaginario sociale / Fantascienza o immaginario

Il rapporto tra fantascienza e letteratura, nel nostro bello stivale, è sempre stato faticoso e pieno di pregiudizi. Si sa. Due recenti raccolte di saggi, uscite a distanza di poche settimane l’uno dall’altro, permettono di approfondire questa sofferta relazione. Il primo è a cura di Andrea Tortoreto (Mimesis, Novembre 2018) e ha un titolo che, da noi, è quasi un ossimoro: Filosofia della Fantascienza. Il secondo volume è Immaginari alterati, con una prefazione di Valerio Evangelisti (Mimesis, Gennaio 2019). I due volumi adottano strategie e percorsi diversi. Nel primo la fantascienza ha una funziona ancillare rispetto alla filosofia, alla quale offre un terreno di gioco per mettere alla prova pregiudizi e ragionamenti. È un atteggiamento difensivo che suggerisce un ruolo secondario alla fantascienza, il cui valore deriverebbe dal fornire affreschi narrativi a una disciplina altrimenti astratta e arida. Non a caso nella prefazione, Luca Gallesi scrive che la fantascienza, “deprecata letteratura d’evasione, anche se è una fuga dalla realtà, ha i suoi molti e preziosi lati positivi”; una difesa per lo meno imbarazzata. Molto più positivo è il curatore, Andrea Tortoreto, che, in un...

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