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Franziska zu Reventlow

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Anarchismi / Lavori sulla Verità (il Monte)

Splende il sole sulle montagne e sui corsi d’acqua del Ticino: le boutiques presentano le firme più accreditate, ricchi pensionati con le loro badanti blasonate passeggiano, camminatori in abito da montagna vanno e vengono, con zaino e bastoni da cammino. Sopra ad Ascona si trova uno dei centri nevralgici del Novecento: il Monte Verità, fondato nel 1899 dal milionario Henri Oedenkoven con un gruppo di persone che come lui sentiva acutamente il peso del disagio della civiltà. Scopo della comunità era abolire le regole del vivere borghese: vegetarianesimo, nudismo le soluzioni proposte per risolvere uno stato di artificiosità ormai intollerabile. Oggi la bandiera svizzera sventola sull’albergo Bauhaus costruito da Carl Weidermeyer, un gioiello razionalista che la pubblicità degli anni ’20 associava al Budda, proponendo un luogo moderno di meditazione e rigenerazione.   Il ristorante va a pieno regime, potendo offrire una terrazza mozzafiato sul lago Maggiore, e si susseguono incontri di yoga e conferenze sulla spiritualità orientale. Dopo molti anni di chiusura (otto circa) questa estate ha riaperto il museo di Casa Anatta, creato genialmente negli anni ’70 da Harald Szeemann,...

Edgardo Franzosini. Sul Monte Verità

Degli amici chiedono ad Apollodoro dei sette discorsi intorno all’amore e alla verità pronunciati a casa del poeta tragico Agatone. Sulla stessa storia Apollodoro è già stato interrogato da Glaucone, stimolato da un tale che l’aveva sentita da Fenice, figlio di Filippo. Sia ad Apollodoro che a Fenice la storia era stata raccontata da un certo Aristodemo, testimone, lui sì, diretto, del convivio tenutosi a casa di Agatone.   Arrivati a questo punto, ci si potrebbe domandare: cosa c’entra una sintesi tanto ingarbugliata della cornice narrativa del Simposio platonico con il romanzo Sul Monte Verità? La risposta sta in due luoghi, uno materiale e l’altro ideale, posti tuttavia sotto lo stesso dominio, quello appunto del nuovo romanzo di Edgardo Franzosini. Il luogo materiale è l’intreccio con cui si presenta la storia: la vicenda di Alceste Paleari, prima ballerino (e pianista), infine eremita sul Monte Verità, fondatore e unico adepto del culto della noce di cocco, che l’anonimo narratore introduce, e che scaturisce dalla notizia della morte di Else Beer (“l’ultima monteveritiana...