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Gandhi

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Inchieste, saggi, testimonianze / Arundhati Roy, o della sedizione appassionata

La prendo larga. Cosa altro fare davanti alle oltre 900 pagine di Il mio cuore sedizioso (Guanda) che raccolgono le inchieste, i saggi e le testimonianze scritte da Arundhati Roy nei vent’anni intercorsi tra i due romanzi della scrittrice indiana – (Il dio delle piccole cose, nel 1997, e Il ministero della suprema felicità, nel 2017). La prendo larga, dicevo, perché in queste pagine, impossibili da sintetizzare, si ragiona di molte cose, spesso tra loro correlate, e che negli anni transitano in misure diverse da un testo all’altro – e in questo senso le date in cui sono stati scritti sono importanti – come tracce tanto di un impegno civile quanto di una storia che pare ripetersi senza riuscire a cambiare verso.    Si parla innanzitutto di India, e dall’India, ossia da un paese che vive “in secoli diversi allo stesso tempo” e anche per questo è percorso da numerose e profonde linee di faglia – le caste, la povertà, il nazionalismo, il fanatismo religioso, etc. – che periodicamente scatenano la loro energia in episodi di inaudita violenza e ferocia (a Delhi nel 1984, a Mumbay nel 1992, in Gujarat, nel 2002, solo per citarne alcuni). Si parla poi, dall’inizio alla fine, di...

Il nuovo libro di Franco La Cecla / Elogio dell’Occidente

Franco La Cecla ama provocare e spesso lo fa in modo intelligente e originale. Lo aveva già fatto in Contro l’architettura, lui, architetto di formazione, scagliandosi contro le cosiddette “archistar”. Questa volta il percorso controcorrente lo ha portato a criticare le critiche che spesso vengono mosse, proprio dagli occidentali, e in particolare dagli antropologi, categoria di cui l’autore fa parte, all’Occidente stesso. Una delle caratteristiche del sapere antropologico è di fondarsi su un approccio relativistico, che non solo ha portato a dare pari dignità a tutte le culture espresse dalle diverse società umane, ma che spesso ha messo sotto accusa l’etnocentrismo e in particolare quello occidentale.   Pur non essendo una specificità dell’Occidente, l’etnocentrismo di questa parte di mondo è però quello che, almeno in epoca moderna, ha condizionato in modo più pesante il resto del pianeta. In un suo libretto del 1953 dal titolo Il mondo e l’Occidente lo storico inglese Arnold Toynbee scriveva: «Non è stato l’Occidente a essere colpito dal mondo; è il mondo che è stato duramente colpito dall’Occidente (…) L’Occidente è stato l’aggressore capitale dei tempi moderni, e...

Immagini di camminatori / Dimmi come cammini e ti dirò chi sei

Dimmi come cammini e ti dirò chi sei. Come ci ricorda Rebecca Solnit nella sua Storia del camminare (Bruno Mondadori), l’atto di camminare, per quanto meno necessario di respirare, mangiare e dormire – senza dei quali non potremmo neppure sopravvivere – costituisce tuttavia la vera esposizione di sé nel mondo.   Se n’era accorto Honoré de Balzac quando scriveva la sua Commedia umana, e nel 1832 diede alle stampe un piccolo gioiello: Teoria dell’andatura. Forse è da qui che bisogna partire per cercare di capire qualcosa dell’atto di camminare di personaggi come Mao e Stalin, Churchill e J. F. Kennedy, Madre Teresa e Gandhi.   Nel Museo Salvatore Ferragamo di Firenze, accanto a opere d’arte (mostra curata da Stefania Ricci e Sergio Risaliti, fino al 12 aprile 2015) e alle scarpe storiche dello stilista, sono visibili delle brevi clip che ritraggono la camminata di questi personaggi. Se l’andatura è la fisionomia del corpo, Mussolini vi appare impettito: testa alta, passo sicuro, circondato dai suoi gerarchi in divisa con stivali d’ordinanza, nel filmato dell’Istituto Luce veste di bianco e ha la paglietta in testa.   Avanza altero, spingendo la gamba in avanti. Non è...

Delhi o della casella vuota

L’ignoranza della propria storia è un prerequisito per il patriottismo (Raza Rumi, Delhi by Heart)   L’occasione è finalmente arrivata, dopo tanto girovagare nel nord del subcontinente indiano ricevo un invito per la casella vuota della mia geografia culturale ed emozionale del sudasia, Delhi.   La mitica citta di Indra o Indraprastha contiene in se’ più di una decina di capitali Dhili, Mehrauli, Siri, Tughluqabad, Jahanpanah, Ferozabad, Dinpanah, Lodi (l’apice del sultanato), Shahjahanabad, e la Delhi coloniale. In che direzione muovere i miei primi passi incerti? Cerco una guida e la trovo in Raza Rumi, intellettuale, giornalista, coraggioso difensore di un Pakistan secolare e inclusivo, e raffinato culture di poesia Urdu e della tradizione Sufi – come si intuisce dal suo nom de plume,  Rumi,  come il grande poeta persiano. Raza ha da poco pubblicato il suo primo libro “Delhi by heart. Impressions of a Pakistani traveller” che, nonostante quanto possa evocare il titolo, tutto è tranne che una guida turistica o un risentito e noioso diario di viaggio su un paese ‘nemico’....