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Giorgio Galli

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Fontana. Morte di un uomo felice

Giacomo Colnaghi vive accampato al Casoretto, periferia orientale di Milano, si  muove in bicicletta e spesso torna solo a tarda sera dopo lunghe giornate di lavoro al Palazzo di giustizia. Attraversa Milano d’estate, di mattina e di notte. Colnaghi è un giovane uomo di trentasette anni sposato con due figli ed è felicemente un uomo dello Stato. Per lo Stato ha sacrificato la propria vita, scegliendo di vivere in un monolocale per poter meglio seguire un’inchiesta sul terrorismo rosso che gli è stata affidata. Colnaghi può raggiungere la moglie a Saronno districandosi dal lavoro solo una volta a settimana; quando va bene. La loro vita è ridotta all’incrocio tra arrivi e partenze, tra le malattie e la crescita. Quella di Colnaghi è una vita di carte e di parole: ritagli, ricordi e intuizioni.   Eppure Giacomo Colnaghi non è un uomo triste, anzi una sottile felicità lo attraversa, come una qualità leggera che tocca chi è costretto alla solitudine e quindi alla scoperta. Già, perché Colnaghi è principalmente mosso da curiosità: le sue non sono indagini, ma...

Che razza di destra

“Quella stessa nave che risaliva il Nilo verso Abu Simbel, e che avrebbe potuto benissimo suscitare miti egizi di navi sulle acque dell’al di là, era di fatto ancora una delle navi sopravvissute che erano servite a portare le truppe inglesi a reprimere la ribellione del Sudan. Se di mito si doveva parlare, in quell’occasione c’erano molti miti del potere che si affollavano verso i confini nubiani, sotto le costellazioni”.   Questa pagina, tra le più belle di Furio Jesi (germanista, storico delle idee, antropologo culturale, morto a soli 39 anni di enfisema polmonare), riassume bene il rapporto con il mito di una delle intelligenze più sottili, eclettiche e inquiete del dopoguerra. L’improvvisa associazione fra remoto e presente, fra numi egizi e colonialismo, illumina i due lati di Jesi che “nel mito vede un richiamo simbolico al profondo, a una struttura originaria carica di senso e di destino” (Gianni Vattimo) e al tempo stesso coglie le mistificazioni e i giochi di potere di cui il mito nella storia delle civiltà antiche e moderne è stato strumento. È un passo, quello sul Nilo,...