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Giovanni Chiaramonte

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Giovanni Chiaramonte / Parole e immagini per Salvare l’ora

Per anni, da Giovanni Chiaramonte mi sono arrivate molte splendide immagini, nelle quali mi sono di volta in volta immerso e direi sprofondato, per cercare le parole che in loro fermentavano, e produrre quelle che chiamo descritture. Di recente, invece di una nuova serie di fotografie, ho cominciato a ricevere da lui un’affascinante sfilata di brevissime, fulminee poesie. La cosa mi ha sorpreso, ma non più di tanto: sapevo bene, per esperienza diretta, che la visione di Giovanni è segretamente, direi pudicamente animata di parole.    Con la loro misura metrica, le poesie di Salvare l’ora rinviano alla forma giapponese dell’haiku (già ripresa in Italia tra Ottocento e Novecento da diversi poeti; un nome per tutti: Andrea Zanzotto). Negli haiku giapponesi, però, a dominare sono in genere gli elementi del mondo, presentati con distacco turbato, con palpitante ritegno. A dispetto di quello che la sua caratteristica tripartizione potrebbe far pensare, lo haiku giapponese rifugge dal ragionamento. Montagne, fiumi, fiori, animali, stagioni vi si presentano come enigmi “naturali”, che sfidano la parola. In questi brevissimi componimenti di Chiaramonte, invece, a prevalere (...

Porto Poetic in Triennale

Il titolo della mostra, esposta in Triennale dal 13 settembre al 27 ottobre e curata da Roberto Cremascoli, è un'accoppiata che trasmette una sensazione di armonia e riporta la mente alla questione della poetica, in questo caso dell'architettura, e in particolare quella di Porto. Colpisce perché la “poetica” dell'architettura è un tema quasi dimenticato, sicuramente non contemporaneo, un tema che si riferisce a un modus operandi; non si tratta della scelta di uno stile o dell'utilizzo di un certo tipo di linguaggio, piuttosto vi è implicata la questione del metodo.   Praticare il mestiere dell'architetto a Porto non è come farlo in Italia: la differenza risiede nella dimostrata capacità degli architetti portoghesi di imporre la necessità del loro ruolo. Ciò, negli ultimi cinquant'anni in Portogallo, ha condotto verso il riconoscimento collettivo della specificità dell'architetto, della sua rilevanza e della sua rispettabilità. In Italia da almeno quarant'anni ciò non avviene più e per gli architetti è diventato estremamente difficoltoso...