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Guillermo del Toro

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Una recensione dialettica / A proposito de “La forma dell'acqua”

Premessa sulle lacrime   La critica cinematografica (Carocci, 2007) è un agile volumetto nel quale il bravo Alberto Pezzotta traccia, senz'ombra alcuna di pedanteria o presunzione, alcune regole di fondo per chi voglia intraprendere una professione che già François Truffaut definiva «ingrata e poco nota». Verso la fine del libro, affrontando la questione dell'argomentazione, della sua coerenza e verificabilità, Pezzotta scrive che «argomentazioni non sufficientemente provate sono quelle di chi fonda il giudizio su fattori extracinematografici […] Molti ricordano il resoconto di Irene Bignardi che, incinta, esce turbata dalla sala dove proiettano Brood, la covata malefica di Cronenberg»: il tutto, conclude Pezzotta, per giustificare il proprio giudizio negativo sul film.   Chiedo scusa per questo sproloquio/digressione sul metodo. È solo che, per la prima volta dopo molti anni, mi sono ritrovato a commuovermi davanti a un film. Non parlo dell'emozione fortissima che provo ogni volta che rivedo un film che amo, né di quel senso di viscerale, spontanea esaltazione che mi prende, talvolta, davanti a un film appena uscito (sempre più raramente, oltretutto: l'ultima volta è...

74ma Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia / Taccuino dal Lido

AVVERTENZA. La stesura di questi appunti si è svolta interamente durante la 74ma Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, quasi sempre “a caldo”, a ridosso delle proiezioni. La trascrizione si è limitata a correggere gli errori ortografici e a eliminare le numerose ripetizioni, per dare agli appunti una maggiore leggibilità. Non è stata toccata invece la sostanza, incluse eventuali omissioni (le note si interrompono al 7 settembre, due giorni prima della chiusura della kermesse). Ci auguriamo che quello che è stato perso in termini di completezza venga recuperato dal punto di vista della freschezza e dell’immediatezza. [NdR]   Mercoledì 30 agosto   Ora di pranzo – arrivo L’approdo al Lido mi crea sempre un senso di spaesamento. Da un anno all’altro, non sono mai riuscito a dare quel salutare “automatismo” alle mie azioni, tipico di chi si muove in un ambiente familiare. Ogni volta mi tocca riprendere dimestichezza con il luogo, le procedure d’accredito, lo scarico dei bagagli…  Il Lido è militarizzato come l’anno scorso, se non di più (e comprensibilmente, verrebbe da aggiungere). Non lontano dal palazzo del cinema (la cui facciata è stata rinnovata per l’occasione...

Il vero orrore è il vicino di casa / Romero morto vivente

La lunga sequenza iniziale dell’auto che percorre strade deserte con un commento musicale inquietante doveva essere presente a Stanley Kubrick quando concepì la sequenza iniziale di Shining, dodici anni dopo The Night of the Living Dead, che George Romero aveva girato con un budget molto limitato nel 1968 (114.000 dollari), scrivendolo, dirigendolo, fotografandolo, scegliendo la colonna sonora, montandolo con una febbre artigianale essenziale a un capolavoro del cinema indipendente.   Il film, nelle sale, ebbe un successo devastante, e incassò 18 milioni di dollari. Siamo al crepuscolo: la ragazza wasp, bionda, elegante, leggermente isterica, viaggia per una campagna deserta su una strada sinuosa al fianco di un giovane uomo, che capiamo essere suo fratello, uno stronzo; si stanno recando a omaggiare la tomba del padre, sprezzato dal figlio e invece onorato ancora dalla brava fanciulla americana. La ragazza fa una considerazione “romantica” sulla dolcezza inquietante di quel crepuscolo estivo in cui ancora alle 8pm resiste una luce. Ma quella luce è il giorno che finisce, e sta per iniziare “la notte dei morti viventi”. George Romero, morto nel sonno nella notte di domenica...

Guerra Fredda alla giapponese

In ventotto anni può succedere di tutto: per un essere umano è la certificazione conclamata dell'età adulta, siamo uomini e donne fatti e finiti, con una vita già piena alle spalle, le responsabilità del lavoro, magari con una famiglia e il conseguente passaggio di testimone alle generazioni future già in via di consegna. A ventotto anni siamo ancora giovani, eppure per quanto riguarda le forme d'arte, le espressioni creative in generale, è un'età che spesso rientra nella categoria della maturità, di tutto rispetto insomma, se non addirittura obsoleta. Quando si parla di videogiochi, ventotto anni sembrano quasi impossibili, si tratta di una corsa all'indietro nel tempo che rasenta il ridicolo se consideriamo le attuali tecnologie di intrattenimento digitale. Ventotto anni fa, nel 1987 vide la luce il primo titolo di una serie che negli anni successivi sarebbe diventata di culto per milioni di appassionati, si tratta del franchise Metal Gear. Il papà della serie è il game designer giapponese Hideo Kojima, classe 1952, oggi considerato giustamente un pioniere del gaming moderno e il cui...

Da Goldrake a Supercar Gattiger

Se non fosse per quel Mazinga Zeta in copertina, stentereste a credere che questo minuscolo volumetto contenga (quasi) il meglio dei super robot (Sūpā Robotto) giapponesi. Edito da Mimesis, Da Goldrake a Supercar Gattiger di Enrico Cantino è in prima istanza la mappa di tutti i topoi del genere mecha anime. C'è tutto.     Lo spirito scintoista; l'eredità dei samurai; uno scienziato a capo di un centro di ricerca (oppure morto dopo la creazione della super weapon); un adolescente con un tragico passato; un gruppo di giovani comprimari ad affiancarlo (per i robot componibili); la bella di turno e il suo ruolo marginale; il Giappone sotto assedio; il robot gigante e l'immancabile nemico venuto dallo spazio o dalle viscere del pianeta.   C'è poi il rituale del combattimento: l'uscita del robot; l'eventuale assemblaggio o trasformazione – seguita da posa "plastica" e frase a effetto; le mosse speciali e i colpi finali. Tutti preceduti da comando vocale. E – per molte delle serie qui citate – un manga come media form di origine per sfruttare una fama già consolidata....