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Hans Bellmer

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Dada e Surrealismo a Alba / Avanguardia e sogno

Ah, le avanguardie! Ma perché a un certo punto se ne è parlato così male? Traditi, pentiti, disillusi? Si rimprovera loro quello che si dà per scontato oggi? Cioè che il mondo è quello che è, che là fuori è la giungla, che il sistema... Sia come sia, però, insomma, un’effervescenza, un impegno, un coinvolgimento tali che sembra che si inventasse qualcosa ogni giorno per sé e ogni settimana in condivisione, ogni opera era l’elaborazione dentro la propria poetica di un’idea che circolava. Oppure diciamolo così: quelle beghe, quelle contraddizioni, quei fallimenti che gli si rimprovera, erano la vita stessa di quella vita, e la sua nuova forma. Nostalgia? No, grazie, si fa solo per dire, per invitare a visitare una mostra di più, leggere una rivista di più, tentare qualcosa diversamente. Una rivista: quando leggo “Mousse” – purtroppo ora solo in inglese, ma è un segno non solo di mercato ma anche di pubblico interessato – a volte ho l’impressione che in certe capitali internazionali ci sia ancora questo fermento, naturalmente di altro tipo, su altri registri, ma si ha l’impressione che un dibattito ci sia, che gli artisti e i critici si confrontino su argomenti che condividono, che...

Le nostre facce ci perseguitano

Le nostre facce ci perseguitano. Raramente un'epoca storica è stata tanto fondata come la nostra sul volto umano, reiterato nelle sue forme più photoshoppate o esposto nella sua nuda banalità in milioni di selfie online. Il viso è divenuto il tramite contemporaneo che permette all'individuo di esistere oltre le parole, secondo i parametri di una comunicazione intesa come un “metterci la faccia”, e se i lineamenti di una persona sono ora la suprema fonte di conoscenza in una cultura già così estremamente orientata verso il visivo, iniziano a farsi sentire gli effetti collaterali di una corsa alla bidimensionalità dell'umano. L'annuale esposizione al Macro di Fotografia – Festival Internazionale di Roma dedicata quest'anno al ritratto contiene in sé i limiti di questa esperienza : girando per le sale della mostra si avverte quasi una resistenza verso questo susseguirsi di volti che pur in modalità più lenta e stratificata del solito si esibiscono allo sguardo.   Marco Delogu, Luce Attesa   Un primo interrogativo sorge intorno al relazionarsi dello spettatore alle...

Greenberg for Italians

Non esiterei un istante a considerare l’antologia italiana degli scritti del critico americano Clement Greenberg (L’avventura del modernismo. Antologia critica, Johan & Levi, Milano 2011, pp. 448, € 35) come uno dei maggiori eventi editoriali dell’anno. I curatori Giuseppe Di Salvatore e Luigi Fassi hanno pazientemente lavorato su un corpus di oltre 1.500 pagine, riuscendo nella sfida di offrire al lettore italiano una panoramica esaustiva del pensiero di Greenberg dal 1939 al 1986. In senso più ampio, l’antologia della Johan & Levi è da oggi lo strumento imprescindibile per comprendere il modernismo americano, in Italia conosciuto quasi esclusivamente attraverso il riflesso, a volte distorto dalla partigianeria critica, offerto dall’allieva più brillante, impaziente e ingrata di Greenberg, Rosalind E. Krauss, dato che, per una congiuntura editoriale anomala rispetto ad altri paesi europei, i lettori italiani, soprattutto i più giovani, hanno conosciuto Greenberg proprio attraverso Krauss & Co.   L’avventura del modernismo è ordinato secondo un criterio cronologico e tematico. Le...

Fanny & Alexander

Di norma, di uno spettacolo si legge un programma di sala. E di una mostra un catalogo. Del lavoro degli ultimi quattro anni del gruppo teatrale di Ravenna “Fanny & Alexander” (al secolo Chiara Lagani, dramaturg e attrice, e Luigi de Angelis regista: meno di 75 anni in due ma sulle scene da 18…) ci viene invece proposto un Atlante. Anzitutto perché non di un semplice spettacolo si tratta, bensì d’un “viaggio teatrale” in dieci tappe. Da Dorothy. Sconcerto per Oz, all’inizio del 2007, a West, andato in scena alla Cavallerizza di Torino lo scorso giugno e ancora in tournée nei prossimi mesi. Ma on the road da sempre è la vita dei teatranti. Il vero “viaggio” è quello all’interno del testo di F&A, nonché il nostro nel loro continente di immagini ed enigmi.   Il “testo” è Il mago di Oz: la fiaba pubblicata nel 1900 da L. Frank Baum e soprattutto il film diretto nel 1939 da Victor Fleming (con la sedicenne Judy Garland nei panni di Dorothy): un territorio attraversato a tutti i livelli e in tutte le direzioni, con un grado di “perversione...