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Hans Blumenberg

(8 risultati)

Immanuel Kant / Bisogna sempre dire la verità?

Appollaiato sul ramo di una pianta il corvo (corvus), uccello dal piumaggio bianco come la neve, osserva il tradimento di Coronide, amata e resa gravida da Apollo, con il giovane Ischi, e corre a riferirlo al capo. Così narrano le Metamorfosi di Ovidio nel libro II (542-547).  Mentre vola alla volta del dio di Delfi suo padrone, l'uccello viene raggiunto dalla cornacchia (cornix) che lo mette in guardia più o meno così: «Attento alle mie parole, corvo. Una volta mi capitò di spiare, nascosta sopra un folto olmo (abdita fronde levi densa speculabar ab ulmo), le tre vergini Pàndroso, Erse e Aglauro che Minerva aveva incaricato di sorvegliare – senza aprirla! – una cesta di vimini. Aglauro però viola l'ordine e disfa i nodi, scorgendovi dentro un bambino, Erictonio – nato dalla terra fecondata da Efesto – con accanto un serpente.  Corro a riferire l'accaduto a Minerva e che cosa ottengo in cambio della mia fedeltà? Di essere degradata, di perdere il favore della dea e di essere posposta alla notturna civetta, Nictìmene, che divenne l'uccello sacro alla dea».   Nonostante l'avvertimento a non parlare troppo, il corvo riferì dell'incontro di Coronide con Ischi ad Apollo...

Torino spiritualità / Buio

Non si può parlar di buio senza mettere in mezzo la luce, se il buio è per definizione mancanza di luce, cioè della condizione che permette di vedere gli oggetti; o anche colorazione quasi nera, contrapposta al bianco della luce. Questo in senso «proprio», come si dice. Derrida lo chiamava pulito, ma lui poteva permettersi di giocare col doppio senso francese di propre e noi purtroppo no, però egualmente chiamiamolo il senso pulito. In senso figurato («sporco»? beh, sì, se l'immaginazione sporca la realtà) il buio è condizione di ignoranza, mistero, simulazione, mancanza di informazione. Insomma si accompagnano al buio una serie di accostamenti non proprio amabili. Molto meglio vanno le cose al presunto contrario/avversario del buio, la luce. Lì è tutto un brillare, in tutti i sensi; è uno sfolgorio, uno splendore di oggetti visibili irradianti raggi luminosi, un tripudio di conoscenza, chiarezza, evidenza, certezza, indiscutibilità. In tutti i sensi, dicevo, i quali però non se ne stanno lì ognuno nel suo recinto delimitato, i propri e puliti con la realtà e gli impropri un po' sporchetti con l'immaginazione, ma è tutto un rimandarsi e modificarsi a vicenda. Né luce e buio...

Vita da expat / Migranti per caso

A chi gli chiedeva se lui, napoletano in viaggio verso il Nord, fosse un emigrante, Massimo Troisi non avrebbe certo potuto rispondere di essere un «expat», perché la parola non era ancora entrata nell’italiano, come invece è ormai avvenuto, almeno in certi ambienti, colti e anglofili. A lanciarla è ora uno strano libro di Francesca Rigotti, metà saggio metà autobiografia, dal titolo che contiene un ossimoro provocatorio e che rimanda a una canzone di Luciano Ligabue: Migranti per caso. Una vita da expat (Raffaello Cortina, pp. 132, in libreria da giugno).  «Migranti» ed «expat» sono infatti termini che collidono. Expat è l’equivalente aristocratico, e certamente privilegiato, di migrante, visto che il primo è, come recita l’Oxford English Dictionary, chi «vive per scelta in un paese straniero» (living in a foreign country esp. by choice), mentre il secondo è costretto a farlo (da e-migrato, se si guarda verso l’esterno, o im-migrato, se si guarda da dentro: ormai senza sostanziale differenza, se entrambi sono comunque caratterizzati da un bisogno lavorativo, essendo a person who moves permanently to live in a new country, town, etc., esp. to look for work, or to take up a...

Jazzi. Secondo natura / Onda

  Jazzi è un programma di valorizzazione del patrimonio ambientale dell'area di Licusati (Camerota) a ovest dell pendici del Monte Bulgheria nel Parco Nazionale del Cilento e dell Vallo di Diano, per abitare la relazione con la natura.    La serie dei testi Secondo Natura vuole evidenziare il medesimo ritorno alle esperienze sensoriali riferendosi a quegli elementi che incontriamo ogni giorno nel mondo intorno a noi: acqua, vento, onde, nuvole, sabbia, polvere, pietre, stelle, eccetera. Un viaggio sensibile e intellegibile che auspichiamo, sulla scorta degli antichi poeti e filosofi, sia davvero secondo natura.   Il signor Palomar è sulla spiaggia. Sta guardando le onde che s’infrangono sull’arenile. Come molti di noi, è attratto dal movimento del mare. Meglio: da un’onda singola. Il signor Palomar è infatti un osservatore scrupoloso, e vuole vedere l’onda, cioè cogliere tutte le sue componenti simultanee   senza trascurarne nessuna. Non è facile. L’onda avanzando s’alza, si rimbocca di bianco, s’avvolge su se stessa, scompare e rispuntata come un tappeto bianco, poi risale la sponda per accogliere un’altra onda che arriva. Non è agevole tenere...

Grillo, il teatro e la svolta copernicana

Una delle principali «metafore assolute», secondo il grande filosofo e metaforologo tedesco del Novecento Hans Blumenberg (1920-1991) è la metafora del «teatro del mondo», nella quale interagiscono soggetto e oggetto, sfondo e spettatore, spettatore e  «spettato» (spettacolo?). Le metafore assolute definiscono l'orientamento dell'uomo nel mondo e ne rivelano la posizione e le trasformazioni. Sono alcune (poche) immagini base che rendono possibile cogliere la realtà e rappresentarla con una efficacia e una forza evocativa che sfuggono al concetto; sono linee guida che indirizzano la nostra riflessione. Una di queste metafore assolute è, ripetiamo, la metafora del «teatro del mondo» (altre metafore assolute sono il libro della natura, il naufragio esistenziale, la terra incognita, l'universo incompiuto, la luce della verità).   La metafora del teatro del mondo mette in gioco, forse sarebbe meglio dire mette in scena, il soggetto contemplante e l'oggetto contemplato, lo spettatore e lo spettato, sovrapponendosi alla immagine della svolta copernicana della quale parla Kant a...

Incontro con Romeo Castellucci

La regia di Romeo Castellucci dell’Orfeo ed Euridice di Christoph Willibald Gluck (Vienna, 1762) colpisce e commuove il pubblico del Wiener Festwochen 2014. Il mito di Orfeo, l’amore per la ninfa Euridice perduta per il morso di un serpente e la catabasi nel regno delle ombre per riportarla in vita diventano il terreno per una riflessione sulla condizione esistenziale del coma. Una doppia scrittura corre parallela, legata ad anello, tra il teatro e la camera dell’ospedale in cui è ricoverata Karin Anna Giselbrecht, la ragazza in stato di coma che ascolta in cuffia la musica proveniente dal teatro. Sul palco de La Monnaie di Bruxelles, a partire dal 17 giugno, andrà in scena la versione francese, Orphée et Eurydice riveduta da Hector Berlioz (Parigi, 1859), di questo stesso progetto pensato in forma di dittico.   Nella sua visione Orfeo ed Euridice di Gluck incontra il tema del coma… La natura anfibia di questo Orfeo ed Euridice costringe a uno sguardo doppio. Una parte si svolge sul palco della Halle E del MuseumsQuartier di Vienna, l’altra nel percorso – in tempo reale – di una videocamera che compie nelle...

Il mito politico. L’immaginario sociale tra ideologia e utopia

Filosofia del mito politico di Chiara Bottici (Bollati Boringhieri, 2012, pp.336, € 32,00) ricostruisce con precisione e chiarezza le linee fondamentali del vasto dibattito Novecentesco sul mito, focalizzandolo sulla filosofia politica: in una letteratura a volte autoreferenziale e di ardua comprensione, la sintesi della riflessione internazionale più recente e la perspicuitàdel libro sono davvero preziose.   Bottici inserisce il tema del mito nel cuore della filosofia politica dopo che questa, almeno nelle sue linee mainstream, ha evitato di occuparsene lasciando che il discorso fosse affrontato da studiosi di scienze storiche e sociali. Presupponendo soggetti che agiscono in modo puramente razionale, la filosofia politica manca l’obiettivo di delineare una teoria del mito: così, se da un lato ha delegato all’antropologia, all’estetica e alle scienze storiche l’indagine sulla dimensione mitico-simbolica dell’azione, dall’altro mostra di cadere nel vecchio pregiudizio illuministico che ha contrapposto mythos e ragione. È fondamentale dunque che nel libro gli studi di Hans Blumenberg abbiano un ruolo...

Scuola di crisi

Sarà che non sta succedendo niente di rilevante rispetto alle aspettative del dopo-Gelmini: si parla di un concorso per nuove immissioni in ruolo, di digitalizzazione totale della burocrazia interna, sono uscite le materie degli esami di stato, ma di fatto nessun avvenimento smuove la scuola dal torpore che la attraversa e dalla disillusione di chi ci vive dentro. La vita scolastica procede con i suoi ritmi, i suoi riti e i suoi idiotismi, nel bene e nel male. Gli scrutini del quadrimestre segnano un momento di cesura nel percorso annuale e in genere ne viene amarezza per molti insegnanti, delusi dai risultati, e per gli studenti e i genitori, che vedono contabilizzato nella pagella il loro andamento. Un buon momento per chiedersi ‘a che punto è la notte?’.   Un giorno qualunque mi sento dire con estrema concitazione da un allievo sveglio ma svogliato, particolarmente incline alla superficialità e alla mancanza di rispetto del patto formativo: - Professore, ha visto De Falco che uomo? Che esempio di rigore e ordine e autorità! -. Gli studenti restituiscono in maniera brutale e semplificata i messaggi appena più sottili che...