Categorie

Elenco articoli con tag:

Il Conoscente

(2 risultati)

L'ultimo turno di guardia / Alberto Rollo, il paziente milanese

Leggendo L’ultimo turno di guardia di Alberto Rollo (Manni 2020) ho pensato al Paziente inglese di Michael Ondaatje (1992) e all’omonimo film di Anthony Minghella (1996). Rollo è già autore del romanzo-memoir Un’educazione milanese (Manni 2016), arrivato dopo una lunga carriera (tutt’altro che conclusa, peraltro) di direttore editoriale e consulente per grandi case editrici. Ha detto molti sì, molti no e molti forse a un’infinità di autori, ma deve averli detti anche a se stesso, altrimenti né il libro precedente né questo sarebbero usciti dopo gestazioni così lunghe. Venticinque anni ci sono voluti per scriverlo, senza la terribile fretta dei poeti che vogliono essere pubblicati subito. Siccome il suo eroe (ogni poema deve avere un eroe) è un “malato di tempo”, un paziente chiuso nella sua stanza di degente in cima a una torre, dalla quale fa cadere le sue parole sul mondo, bisognava che il suo autore lasciasse che fosse il tempo stesso a comporre i versi. Bisognava insomma essere un paziente milanese e un milanese paziente.    Un’educazione milanese era la ricognizione di un territorio “dopo la battaglia” (degli anni, delle ideologie, dei lutti). L’ho letto seguendone...

Utopia e Distopia nell’ultimo libro di Umberto Fiori / Le lettere di Leopardi da Londra

Nel Maggio 2010 ebbi la fortuna di ascoltare Edoardo Sanguineti a Savona (sarebbe stata l’ultima volta perché il poeta era destinato a morire di lì a pochi giorni): divagando, come amava fare, Sanguineti raccontò di un’esperienza di qualche anno prima quando, nel palazzo della sua università, alla ricerca del “giusto” ufficio cui rivolgersi, gli venne indicato lo sportello “Risorse Umane”. “Allora capii – raccontava il poeta – che il mondo non era più fatto per me ed io non ero più fatto per lui”.  L’aneddoto mi è tornato alla mente leggendo il ritratto che il protagonista dell’ultimo libro di Umberto Fiori fa di se stesso: “‘Io…penso di far parte…diciamo/che sogno di far parte di quegli uomini/che quando uno li chiama, rispondono./Che fanno quello che bisogna fare /(…) Che ti guardano/in faccia, ti salutano/con la bocca e con gli occhi,/da pari a pari. Persone che ricevono/il mondo, e lo regalano’”: l’autoritratto è quello stesso implicito nell’affermazione di Sanguineti; il mondo per cui noi siamo “risorse” alla pari di un giacimento petrolifero o minerario, è estraneo al poeta milanese come lo era al poeta di Genova.   Chi conosce la lingua poetica di Umberto Fiori sa...