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Il libro del Cortegiano

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L’impostore di Giancarlo Alfano / Mentire, imbrogliare e raggirare

Prima ancora che l’uomo facesse la sua comparsa, gli impostori già vagavano per la terra e il cielo nella forma perfetta degli dei. Competizione, sopraffazione, libidine, potere, puro gioco, segreto, c’era già tutto, al massimo grado di perizia e raffinatezza. Poi i superni si devono essere stancati di riservare tanta sublime arte alla propria consorteria in fin dei conti ristretta e hanno cercato un altro pubblico e nuove vittime. E così, come per tutto, è iniziata la decadenza, il piccolo cabotaggio. Sono arrivati gli umani. Che, manco a dirlo, non ci hanno messo niente a imitarli. Così potevano pensare di essere simili a loro, se non uguali. Anche l’illusione è facile. Ciò non toglie, però, che qualche fulgido esemplare sia comparso qua e là, anche se soprattutto sotto forma di personaggio mitico o letterario. Giancarlo Alfano ha provato, con ottimi risultati, a rintracciarne i caratteri salienti e a seguirne il mutevole percorso nei tempi moderni nel suo ultimo libro, Fenomenologia dell’impostore. Essere un altro nella letteratura moderna (Salerno editrice, 2021, p. 225), ibridando “la teoria della letteratura coi modelli della sociologia, … questioni letterarie e...

La virtù del giorno dopo / Etica e estetica della sobrietà

Diciamolo subito, non tutte le virtù sono alla portata di tutti, o meglio possono costituire un modello comportamentale, una indicazione da seguire al fine di ottenere uno stato di grazia o di benessere, sia esso fisico oppure spirituale (etico e/o morale). Questa considerazione vale, sotto molti aspetti, in particolar modo per la sobrietà, la virtù del giorno dopo, a cui il saggio di Manlio Brusatin, Stile sobrio. Breve storia di un’utile virtù. Marsilio, Venezia 2016, dedica una colta e raffinata digressione. La caratteristica principale del testo, a mio avviso, non è costituita dalla trattazione diacronica, dall’evoluzione storica del concetto di sobrietà, quanto dai continui e intriganti attraversamenti di ambiti molto differenti tra loro che l’autore compie per descriverci le diverse declinazioni morali, sociali, culturali, progettuali ed estetiche che, di volta in volta, questa virtù esplica.   Da sempre, e tuttora, la maggioranza dei popoli vive in condizioni economiche e sociali di umiliante indigenza, per la quale lo stato di povertà è una condizione che esclude di fatto la possibilità di concepire e perseguire una tale virtù. Là dove mancano le risorse primarie di...