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Jean Rouch

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Black and White Trypps Number Three

  Non so se Ben Russell insegni ancora cinema (parli di immagini mobili) all’università. Di certo, programma serate cinematografiche nelle cineteche e nei musei che hanno la gentilezza di invitarlo. È un artista. Realizza film. Ha presentato recentemente a Venezia il suo ultimo lavoro, River Rites. Parte della sua produzione si compatta in un unico progetto (sette film per ora) che, ispirandosi all’inglese antico, egli ha denominato Trypps. In tutto 65 minuti che tentano di cogliere ciò che lo stesso Russell considera una forma di “etnografia psichedelica”. Sono viaggi, nel senso più ampio del termine, a cui non è estranea la dimensione chimica, o l’idea di trance.   Come fare cinema con mezzi che la tradizione considererebbe nulli? Ben Russell sembra aver perfettamente assimilato la lezione di Jean Rouch. Action painting, cinema sperimentale, capitalismo globale, ritrattistica, performance: i Trypps colgono alcuni aspetti, alcune espressioni umane contemporanee, filmandole in 16mm, con o senza suono, a colori o in bianco e nero, viaggiando a Dubai, Malobi oppure restando più vicino a casa,...

Venezia 68. Visita guidata al cantiere Lido.

In questa seconda puntata del reportage dal festival di Venezia ci dedichiamo a Orizzonti e a qualche irrinunciabile titolo presentato fuori concorso.   ORIZZONTI   Da qualche anno a questa parte, la sezione di avanscoperta Orizzonti si è aperta sempre più a nuovi territori, sfondando i confini istituzionali col mondo dell’arte contemporanea, dove il cinema di ricerca trova linfa e soprattutto una disponibilità creativa e finanziaria che anche la produzione cinematografica più illuminata raramente può garantire. A questa ibrida sezione, quest’anno era degnamente accompagnata dalla retrospettiva Orizzonti 1960-1978, uno scavo che ha portato in superficie alcune gemme dell’underground italiano, come a mostrare le radici che innervano lo sguardo contemporaneo. L’intento è nobilissimo, il risultato un po’ rapsodico, visto che si sono privilegiati capitoli minori e primi abbozzi (alcuni preziosi, come l’esordio del grande marginale Nico D’Alessandria o il più noto Hermitage di Carmelo Bene, in cui c’è già tutto il suo furioso progetto di rinchiudersi nel...