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John Updike

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Sei domande a... / Gabriella Giandelli: il disegno della scrittura

C’era un’atmosfera festosa all’inaugurazione di Gabriella Giandelli/ Il disegno della scrittura/ works 1984-2019 (28 settembre-13 ottobre 2019, Fondazione Benetton, Treviso, nell'ambito di Treviso Comic Book Festival) e non solo perché l’artista milanese spargeva il suo evidente buon umore tra seguaci, il petit monde del fumetto e dell’illustrazione, amici e curiosi, ma perché la mostra, a cura di Giovanna Durì, è proprio bellissima e rende conto di un percorso coerente ma sempre aperto a nuove suggestioni.     Chi la visita non trova solo illustrazioni, storie inedite, albi, disegni, ma anche le collaborazioni col mondo del cinema, gli arazzi, che dimostrano la disponibilità della Giandelli a sperimentare, a mettere a confronto la sua disciplina quasi maniacale con altri mondi. Non turbava l’atmosfera festosa il fatto che il mondo dell’illustrazione e del fumetto italiano, ora consacrato internazionalmente, fatichi sempre più a trovare spazio nei nostri media, così come c’è il rimpianto che Milano non abbia ancora ospitato una grande mostra di un’artista così urbana, così legata all’eredità culturale (la moda, il design, il cinema “alla milanese”) della sua città...

Adulterio e responsabilità / Coppie

Se devo pensare al matrimonio americano, mi vengono in mente i coniugi Jack e Fran protagonisti del racconto Penne, contenuto nella raccolta Cattedrale, di Raymond Carver. Il “matrimonio” è raccontato attraverso una cena che la coppia trascorre a casa di Bud, amico di Jack, e di sua moglie Olla. I dialoghi tra le due coppie sono banali; il pane fatto in casa da Fran, Bud che beve sempre latte durante i pasti. La cena, che scorre noiosamente, è costellata da dettagli grotteschi che sembrano quasi oscuri presagi di ciò che si verificherà in futuro; l’inquietante pavone che gira per la casa, il calco dei denti storti di Olla sfoggiato come un trofeo e il loro bambino. Brutto.   “Per essere brutto, quel bambino era proprio brutto. Ma, per quel che ne so, immagino che la cosa non importasse poi tanto a Bud e Olla. O se gli importava, magari pensavano semplicemente: e va bene, è brutto. Ma è nostro figlio”.   Mi hanno sempre colpita quei romanzi in cui un personaggio pensa o dice senza mezzi termini che un neonato è brutto. Un esempio letterario ancor più eclatante è quello di Madame Bovary, quando Emma, esasperata dal matrimonio emotivamente disastroso con Charles, guarda sua...

Vladimir Nabokov

Riga, una collana che avvicina ai grandi innovatori del Novecento   Riga è nata nel luglio del 1991 senza nessun particolare programma. Volevamo piuttosto fare la rivista «che ci sarebbe piaciuto leggere». Una rivista dedicata al contemporaneo, ad autori e temi che ci sembravano rilevanti nel corso dell’ultimo secolo, ma non solo. Una rivista che conservasse la memoria del passato, e insieme che si protendesse sul futuro.   Marco Belpoliti, Elio Grazioli       A cent’anni dalla nascita, mentre la critica internazionale lo indica, insieme a Beckett e Borges, nella triade maggiore del secondo Novecento, persiste intorno a Nabokov un alone di elusività. Notissimo il suo nome - legato soprattutto a Lolita - relativamente poco frequentati i suoi testi, molti dei quali scomparsi dai cataloghi editoriali, alcuni appena riaffiorati negli ultimi anni. Eminente scrittore russo nella Berlino degli émigrés, diventa negli anni ’40, con una stupefacente metamorfosi, un grandissimo scrittore americano, trasferendo negli Stati Uniti lo straordinario impasto di cultura russa, inglese e francese...