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Joyce Carol Oates

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Pericoli di un viaggio nel tempo; Nuovo cielo, nuova terra / Joyce Carol Oates: visioni

“Gli Stati Uniti sono fondati sull’amnesia, sulla rimozione. La coscienza non riesce a stare al passo con le azioni.” Ogni volta che torna a soffiare, che capiti d’estate o d’inverno, il vento che spinge e dice: «Si badi, il romanzo è morto.» non dobbiamo innervosirci (o crogiolarci qualora fossimo d’accordo), non dobbiamo affrettarci nel rispondere ma fare qualcosa di molto più rilassante e di semplice. Se dovessimo apprendere la nefasta notizia mentre ci troviamo fuori casa, non dovremmo fare altro che rientrare in tutta fretta tra le mura amiche. Se il necrologio dovesse raggiungerci mentre siamo seduti sulla nostra poltrona preferita, tutto diventerà più semplice. In entrambi i casi occorrerà avvicinarsi alla libreria di casa ed estrarre uno tra i romanzi più recenti di Joyce Carol Oates, aprire un capitolo a caso, leggere un paio di pagine e, confortati, riprendere a respirare e a ignorare il venticello, come se nulla fosse, perché in fondo nulla è. Il romanzo, di tanto in tanto, si rinnova, cambia pelle, si divide in molteplici forme, prende più indirizzi e si manifesta sotto definizioni quali: fiction, non-fiction, memoir e così via.   Tutte nominazioni che non...

“La felicità non è affidabile. La malinconia sì” / Joyce Carol Oates, Ho fatto la spia

“La felicità non è affidabile. La malinconia sì”. Joyce Carol Oates non ha mai sbagliato un libro, e non ne ha scritti un paio, siamo più vicini ai cento che ai cinquanta, se vogliamo pensare solo alle opere di narrativa. Dopo averla letta per molti anni, possiamo affermare senza timore di essere smentiti che ci troviamo davanti alle pagine di una delle maggiori scrittrici contemporanee; è altrettanto vero che tale pensiero, sotto forma di suggestione, potrebbe venire in mente anche a chi si trovasse a leggerla per la prima volta. Non c’è una sola pagina di Oates, che venga da un romanzo, da un racconto o da un saggio, o da una poesia, che non provochi nel lettore il luminoso salto, il famoso click cui si riferiva, per esempio, David Foster Wallace, quando parlava dei racconti di Donald Barthelme. Qualche tempo fa sono stati pubblicati in Italia i saggi che Oates ha scritto sul suo sport preferito: la boxe (Sulla boxe, 66thand2nd, traduzione di L. M. Pignataro). In quel libro, che parla di uno sport solitario e particolare, la scrittrice americana sfoggia passaggi di tale potenza narrativa da far sembrare dilettanti parecchi romanzieri. Perché succede? Perché la boxe ha nella sua...

“Mamma se tu vuoi che io la odio, la odio” / Fanatismi al femminile

In un’epoca fanatica di guerre e odi sembriamo non tollerare più neppure l’ambivalenza dei legami intimi e privati. “Non si fanno mai cattiverie che per il bene di qualcuno”, sostiene Lacan e poi aggiunge: “Salvo che si fallisce.” Dal punto di vista psicoanalitico la cattiveria è, dunque, un atto mancato. La versione femminile della cattiveria non fa eccezione: quando si è assolutamente certe di fare il bene dell’altro facilmente lo si danneggia. Il movente di Medea, come quello delle madri infanticide è precisamente salvare il figlio da un male, dalla follia – la stessa che le possiede – o da un pericolo, ad esempio un marito che avendo fatto del male a lei “non potrà che farne ai suoi figli”. L’assoluta e fanatica proprietà dei figli impedisce di pensare che essi hanno una storia diversa, separata, e quindi un altro destino. La cattiveria è legata al fanatismo: si pensa di conoscere meglio dell’altro qual è il suo bene. Scrive Amos Oz: “Il fanatico si preoccupa assai di te. Il fanatico è più interessato a te che a se stesso”.   La relazione tra fanatismo e femminilità è poco frequentata; più spesso quel tratto è declinato al maschile sotto la forma di terrorismo politico o...

Storia della bambina perduta

Tutto ha inizio nel 2011 con la pubblicazione de L’amica geniale, primo volume della saga omonima che si conclude ora con l’uscita de Storia della bambina perduta e con la notizia, diramata dall’Ansa qualche giorno fa, che le oltre millecinquecento pagine de L’amica geniale diverranno una fiction. Sono in tutto quattro i libri che raccontano la storia di Lila e Lenuccia, amiche nemiche dal 1950 ai giorni nostri, senza mai chiarire del tutto di quale delle due sia la genialità cui si riferisce il titolo. L’autrice è Elena Ferrante, la cui vera identità dal 1992, data della pubblicazione in Italia del suo primo libro, è ancora oggetto di congetture.   Nell’estate 2014, in occasione dell’uscita negli Usa di Those Who Leave and Those Who Stay, terzo volume della quadrilogia My Brilliant Friend tradotta da Ann Goldstein, la stampa estera si scatena. Si comincia a parlare di Ferrante fever. Elena Ferrante concede qualche intervista oltreoceano senza mai apparire se non per iscritto. Su Google circola qualche sua foto ma non è detto sia davvero lei. I recensori stranieri non si capacitano del fatto che...