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Juan Miró

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Si vota il referendum indipendentista / Catalogna: dove è finito Mirò?

Era da tempo che volevo andare alla mostra permanente di Miró inaugurata a Madrid il passato dicembre. Sapendo che si trattava di una cessione degli eredi per almeno cinque anni non mi ero affrettata a visitarla. Ma in questi giorni ho sentito una specie di urgenza, la necessità di avvicinare qualcuno che mi aiutasse a capire i fatti della Catalogna.      Joan Miró è stato uno dei referenti più autorevoli della cultura e del pensiero catalano e punto di riferimento dell’antifranchismo già dagli anni della Guerra Civile fino alla morte nel 1983. Basta ricordare la sua opera – oggi perduta – per il padiglione della Repubblica Spagnola del 1937 a Parigi per il quale Picasso ha dipinto il Guernica.   Oppure il disegno del francobollo anche del 1937 come richiesta di un contributo per aiutare la Spagna repubblicana, poi diventato l’emblematico manifesto Aidez l’Espagne.   Miró è rientrato in Spagna negli anni ’40 malgrado il regime di Franco. È stato un esempio di esilio interno, lasciato stare dal franchismo benché lo identificasse con i vinti repubblicani, permettendogli di vivere ritirato a Maiorca, dove l’artista ha realizzato il sogno del “grande...

Santiago, la coppa nello stadio di Pinochet

  Intervistato dalla emittente radiofonica Adn subito dopo la vittoria del Cile nella finale di Coppa America del 4 luglio, il trentunenne centrocampista Jean Beausejour ha dichiarato di sentirsi felice. Era felice, ha detto, non solo perché la Nazionale aveva vinto ma anche perché per una volta lo Stadio Nazionale di Santiago aveva rallegrato il Cile. " È un posto dove ci sono stati tanta tristezza e tanto dolore, oggi abbiamo dato allegria al Paese”. Data per scontata la sincerità del giocatore – un uomo sensibile a detta di tutti – né la sua buona fede né la funzione compensatoria che invoca riescono a giustificare una scelta che molti considerano facilona o spregiudicata anche se non ha mai smosso masse né attivato eccessive proteste: quella di utilizzare per eventi ludici (finora settanta partite di Coppa America e diversi concerti e riunioni politiche) il simbolo della repressione di Pinochet, teatro del primo sterminio e tortura dal 12 settembre al 9 novembre del 1973 e gesto inaugurale degli orrori a venire, non importa che una piccola zona di panchine in legno sia stata adibita, oggi, a omaggio alle vittime.     “È un po' come ballare sui cadaveri”, ci ha...

Toreri no grazie

Agosto è un mese malevolo con i toreri, lo è sempre stato, è come se posasse le sue mani luminose sulle corna dei tori e le guidasse verso chi gli si para davanti. È accaduto anche quest’anno a Morante de la Puebla, uno dei pochi a cimentarsi ancora nella corrida da seduti. Incornato il 10 agosto a Huesca, in Aragona, ha riportando ferite guaribili in un mese. Ma anche Juan José Fumadó, che assisteva a un correbuo a Deltebre, in Catalogna, è stato travolto da una recinzione sollevata da un toro in corsa, il 16 agosto 2012, ed è morto sul colpo.   I correbuos sono manifestazioni tradizionali delle province di Valencia e delle Terre dell’Ebro, dove il toro viene condotto in uno spiazzo nel quale chi vuole può toccarlo, legarlo a una pertica e giragli intorno, schivarne i prevedibili assalti e agghindarne le corna con delle girandole simili a quelle che si accendono a Capodanno. La Generalitat de Catalunya, che nel 2010 ha proibito le corridas de toros, ha eliminato proprio quest’anno alcuni dei requisiti necessari a organizzare queste tipiche feste regionali, fomentandole e riaprendo il...