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La Divina Mimesis

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Il corpo della scrittura dalla letteratura al teatro / La voce umana è un miracolo

“La voce umana è un miracolo”, dice Mucho Maas, dj radiofonico, a sua moglie Oedipa, protagonista del secondo romanzo di Thomas Pynchon, L’incanto del lotto 49. Naturalmente noi non ci addentreremo nella labirintica trama del romanzo, cui pure viene attribuita la fondazione della letteratura postmoderna, né nel mirabolante mondo di Pynchon; questa affermazione ci servirà per introdurre senza troppi preamboli il rapporto voce-corpo/lingua-testi letterari, con particolare attenzione ai grandi autori e sperimentatori del Novecento italiano. Ma innanzitutto occorre chiederci: perché, per dirla con Pynchon, la voce umana e sempre un miracolo? Forse potremmo dire, molto semplicemente e in primo luogo, perché la voce è la parte più segreta e misteriosa del corpo umano, dal momento che, anche se non dovrebbe essere necessario ribadirlo, la voce è corpo. La cosa però non è così scontata, se è vero che ancora oggi in molte scuole di formazione per attori, dove il corpo e la voce sono materie di studio, le due cose vengono nettamente separate e insegnate come fossero entità distinte. Da un lato il corpo dall’altra la voce, come se dovesse spettare poi successivamente all’attore mettere...

5 marzo 1922 - 5 marzo 2018 / Pier Paolo Pasolini. Verità? O Teatro?

Pasolini dice la verità. Pasolini fa la parte di uno che dice la verità. Tra queste due ipotesi radicalmente contrastanti, almeno in apparenza, s’instaura un dialogo a distanza tra due dei contributi critici più interessanti e acuti degli ultimi tempi sulla figura di Pasolini. È un dialogo pieno di spunti originali, focalizzati soprattutto sull’ultima fase della vita e dell’opera dello scrittore-regista. Entrambi i saggi si concentrano per lo più sulla fase che parte dal 1963, l’anno in cui iniziò a stendere la sua incompiuta riscrittura dantesca, La Divina Mimesis (ma il ’63 è anche l’anno in cui Pasolini conobbe Ninetto Davoli, sul set de La ricotta), fino agli ultimissimi progetti, tra Petrolio, Salò, la poesia friulana rimaneggiata della Nuova gioventù, varie sceneggiature ‘da farsi’, da San Paolo a Porno-Teo-Kolossal, e – momento fondamentale per entrambi – le fotografie scattate da Dino Pedriali, con la progettazione e la stretta collaborazione di Pasolini stesso, tra Sabaudia e Chia, nell’ottobre 1975, alcuni giorni prima della sua morte, foto già descritte e commentate in pagine illuminanti da Marco Belpoliti (Pasolini in salsa piccante, Guanda, 2010). Oltre all’interesse...