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L’ombra dell’oggetto

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Il potere evocativo degli oggetti / Bollas: essere un carattere

La feticizzazione dell’oggetto, spiegava Marx, sta nella sua ingannevole promessa di trasferirci magicamente le sue proprietà intrinseche, mentre in realtà siamo noi che vi proiettiamo le nostre. La questione è nota ma forse, osserva Bollas, non ancora sufficientemente interrogata: “in che senso assegniamo alle cose i nostri stati psichici? Perché non si tratta solo di un’intenzione conscia, ma di un’istanza profondamente inconscia del Sé nel mondo degli oggetti”, che in qualche modo viene evocata, rivelata, al punto che “alcuni oggetti, come chiavi psichiche, aprono porte che conducono ad esperienze inconsce intense e ricche in cui articoliamo il Sé che noi siamo, mediante il carattere elaborativo della nostra relazione. Questa scelta costituisce la joussance del vero Sé, una beatitudine frutto della scoperta di oggetti specifici che liberano l’idioma nella sua articolazione” (Christopher Bollas, Essere un carattere, Raffaello Cortina editore, Milano, 2020, pp. 234, euro 22, p.4 e 7).      Si tratta di un passo denso, e forse inutilmente complicato, che vale la pena analizzare minuziosamente. Ciò che Bollas sta qui spiegando, ma che si può comprendere appieno solo...