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Luca de Fusco

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Attaccati alla poltrona

Lunedì 11 febbraio l’attuale Papa, Benedetto XVI, ha annunciato le proprie dimissioni e dall’1 marzo tornerà a essere soltanto Joseph Ratzinger. Motivo? Ufficialmente, si potrebbe dire, per sopraggiunti limiti di età: il pontefice dice di essere “pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”, per il quale “è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo”, fino a “dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato”. L’annuncio è subito rimpallato su tutte le prime pagine di giornali, tv, siti web: non capita mica tutti i giorni una cosa del genere, tanto in Vaticano – sono 700 anni che non succedeva che un Papa rimettesse il proprio incarico, dal “gran rifiuto” di Celestino V – che altrove, nella a volte sorprendente gerontocrazia che governa il nostro Paese, nel 2012 lo Stato più vecchio d’Europa.   Il dato sotto gli occhi di tutti è quello che proviene dalla politica...

Lamezia Terme, 4 ottobre 2011

In volo verso Lamezia, mezzo addormentato, di prima mattina, quando i pensieri barcollano e stanno per scivolare giù, e resistono, galleggiando tra il sonno e la veglia, ripenso agli Aristofane affrontati in tutti questi anni: tra Albe e non-scuola mi arrivano le immagini degli otto testi messi in scena (degli undici che sono sopravvissuti al naufragio del tempo: Aristofane ne scrisse circa quaranta…). Mancano al mio personale appello Acarnesi, il primo scintillante apologo contro la guerra e le storture della nascente democrazia, Vespe e Donne alle Tesmoforie. Prima o poi li attraverserò. In volo mi tornano soprattutto i versi degli Uccelli, penso alla fantasia del volo che prese l’antico scrittore di teatro, abituato a sognare sulle rive boscose del Mediterraneo, guardando le allodole e le colombe levarsi nell’azzurro.   Scendo dall’aereo e trovo nuvole nere che circondano le montagne. Forse questa interminabile estate sta davvero per finire. In giornata incontrerò Emanuele, i corsari napoletani e la squadra degli adolescenti lametini di Capusutta. Questa pausa estiva proprio non ci voleva: le non-scuole vanno sempre da...