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Luca Pacioli

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1920 – 2020 / Aldo Novarese: il più grande creatore di font

Fra i grandi disegnatori e inventori di caratteri per la scrittura artificiale, italiani sì ma di acclarata levatura internazionale, accanto a nomi mitici, come quello di Luca Pacioli, di Aldo Manuzio, di Francesco Griffo, di Panfilo Castaldi e di Giambattista Bodoni, spicca, per creatività e prolificità, quello di Aldo Novarese (1920-1995). A lui si deve, oltre al resto di cui di si dirà, il progetto di circa 200 famiglie di caratteri tipografici (font), dei quali una trentina per la Fonderia Nebiolo di Torino, dal 1880 al 1978 l'unica fonderia italiana di rilievo europeo, che insieme ai caratteri tipografici in piombo, produceva anche le macchine da stampa che li impiegavano.  Per l'elevato numero di font da lui creati, Aldo Novarese sarebbe degno di entrare nel Guinness World Records: a tale proposito, una classifica giapponese gli ha assegnato il primo posto fra i designer grafici di tutti i tempi e di tutto il mondo.  E allora, ecco l'Egizio (1955-58), un sobrio neretto da lui messo a punto in quattro anni di lavoro e di continue rettifiche per ottenere le grazie geometricamente il più precise possibile. L'Eurostile (1962), il suo must, derivato dal Microgramma, che...

Piero della Francesca / Alla ricerca di Piero. La casa di Sansepolcro

All’ombra dei personaggi famosi prospera un sottobosco di figure minori, le cui azioni risultano indissolubilmente intrecciate con il nome di qualcuno incomparabilmente più celebre di loro. Viaggiare per visitare le case di donne e uomini illustri significa alla lunga scontrarsi con questa evidenza, per cui ciò che chiamiamo storia è l’annodarsi di vicende vicine e lontane, minori e maggiori, luminose e in ombra. Capita così a noi, addentrandoci in quell’angolo tra l’Umbria e le Marche, tra Città di Castello e Pieve Santo Stefano, alla volta della casa natale di Piero della Francesca a Sansepolcro, in provincia di Arezzo. Nelle stanze semivuote, arredate oggi con alcune piccole mostre (pittura, oreficeria), incontriamo presto un nome che entra a pieno titolo a far parte della storia della casa e della memoria postuma dell’artista: Giovanni Battista Collacchioni, detto Titta.    Nella seconda metà dell’Ottocento il Collacchioni, cavaliere e senatore del Regno, divenne proprietario del grande edificio, che la famiglia di Piero, ricchissimi conciatori, aveva abitato e ampliato (probabilmente su progetto di Piero stesso) esattamente quattro secoli prima, nella seconda metà...

La Maddalena di Piero della Francesca

“Tu sei sposato, per la barba di Belzebù! Te lo rammenti sì o no di essere sposato?” insorse Piero strattonando il fratello per le spalle. “E tua moglie ti ha dato due figli” insistette al colmo dell’indignazione.   “Ma io …” balbettò Marco contrito, ciondolando la testa, quindi se la afferrò tra le mani e prese a singhiozzare. “Io non riesco a togliermela dalla mente. Quando la vedo passare, con quel suo incedere lieve e sinuoso, le tempie mi pulsano, tant’è forte il desiderio di stringerla tra le braccia. Il fatto che tu l’abbia presa come modella, poi, non migliora le cose. Ce l’ho sempre davanti agli occhi. È diventata un’ossessione, un’ossessione …”   Marco di Benedetto dei Franceschi, altrimenti detto Marco De la Francesca, fratello minore e procuratore del più noto Piero, aveva trentotto anni e fino ad allora la sua condotta era stata irreprensibile. Era ad Arezzo per curare certi affari del fratello pittore, dei conti rimasti in sospeso coi committenti di un lavoro che questi tardavano a saldare, quando aveva...