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Luciano Ligabue

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Ligaland / Ligabue e Presley

È uscito in questi giorni, presso l’editore Mimesis, il volume di Vanni Codeluppi Ligaland. Il mondo di Luciano Ligabue. Pubblichiamo in anteprima un estratto da questo volume relativo al rapporto esistente tra il cantautore emiliano e il cantante americano Elvis Presley.     Elvis Presley ricorre frequentemente nei discorsi di Ligabue. Si potrebbe quasi dire che è stato per questi un punto di riferimen­to costante. Il film Radiofreccia si conclude con la scena del funerale del prota­gonista Freccia, accompagnato dalla banda musicale di Correggio che suona Can’t help falling in love, il celebre brano con il quale Presley solitamente terminava i suoi con­certi. E all’interno di questo film è presente anche il cantante correggese Little Taver, sorta d’imitazione “alla buona” di Presley. E che dire delle luccicanti giacche tipiche dell’ultimo Presley che sono state più volte indossate da Ligabue durante i concerti? E delle canzoni Un figlio di nome Elvis, Buon compleanno, Elvis!, ma anche Ultimo tango a Memphis, una personale versione della celebre Suspicious Minds del cantante ameri­cano? Soprattutto, però, Presley è presente nel titolo dell’album Buon compleanno El­vis,...

Vita da expat / Migranti per caso

A chi gli chiedeva se lui, napoletano in viaggio verso il Nord, fosse un emigrante, Massimo Troisi non avrebbe certo potuto rispondere di essere un «expat», perché la parola non era ancora entrata nell’italiano, come invece è ormai avvenuto, almeno in certi ambienti, colti e anglofili. A lanciarla è ora uno strano libro di Francesca Rigotti, metà saggio metà autobiografia, dal titolo che contiene un ossimoro provocatorio e che rimanda a una canzone di Luciano Ligabue: Migranti per caso. Una vita da expat (Raffaello Cortina, pp. 132, in libreria da giugno).  «Migranti» ed «expat» sono infatti termini che collidono. Expat è l’equivalente aristocratico, e certamente privilegiato, di migrante, visto che il primo è, come recita l’Oxford English Dictionary, chi «vive per scelta in un paese straniero» (living in a foreign country esp. by choice), mentre il secondo è costretto a farlo (da e-migrato, se si guarda verso l’esterno, o im-migrato, se si guarda da dentro: ormai senza sostanziale differenza, se entrambi sono comunque caratterizzati da un bisogno lavorativo, essendo a person who moves permanently to live in a new country, town, etc., esp. to look for work, or to take up a...

Tavoli | Luciano Ligabue

C’è una chitarra. Un microfono. Un computer e due signore casse e cuffie professionali per l’ascolto. Cd. Libri. Vedete tutto anche voi, non devo scrivere una didascalia, mi dico. E poi: per forza, Luciano Ligabue è un cantautore rock, ed è uno scrittore. Cosa dovrebbe esserci sul suo tavolo?   Ma c’è anche una biro, e un bloc notes. E questi magari non sono così scontati. E soprattutto Dizionari. Questi non ve li sareste aspettati. E invece eccoli qui. A dire che scrivere – anche quando si tratta di una grande passione – è un lavoro. Un lavoro che ha bisogno, fra le altre cose e non è una tautologia in questo caso, di appropriati strumenti  di lavoro. Questi Dizionari per me non sono solo una presenza strumentale (strumenti, strumenti come la chitarra), sono “segnali stradali”, indicano una via, una direzione, un metodo, che peraltro conosco direttamente: a questo tavolo si gioca (ma non è un tavolo da gioco), ci si diverte, ma si fatica anche. Si cercano le parole: per una canzone, per un racconto, per un romanzo, per una poesia.   Si intravedono anche...

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