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Luigi Einaudi

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Come Piero consigliava e stroncava / Piero Sraffa. Ritratto del grande economista attraverso le lettere editoriali

Il libro. Einaudi ha pubblicato 97 lettere editoriali di Piero Sraffa: la gran parte spedite a Giulio Einaudi, le restanti a Raffaele Mattioli e altri intellettuali italiani. Le lettere vanno dal 1947 al 1975 e consentono di fare qualche passo in avanti per affrontare quello che Luigi Pasinetti ha chiamato l’“enigma Sraffa”.   Chi era Piero Sraffa alla fine degli anni Quaranta del Novecento. Come ricorda Tommaso Munari nell’introduzione, quando inizia la corrispondenza qui raccolta Sraffa aveva una fama leggendaria. Il mito era il frutto dell’intrecciarsi di esperienze personali e scientifiche uniche. Dell’opera di Sraffa sappiamo sempre di più grazie ai lavori di Nerio Naldi, Cristina Marcuzzo, Alessandro Roncaglia e altri, nonché alla disponibilità dei suoi archivi custoditi al Trinity  College di Cambridge. Sraffa, nato nel 1898, si era laureato nel 1920 con Luigi Einaudi, con una tesi su “L’inflazione in Italia durante e dopo la guerra”. Nel 1919 aveva conosciuto Antonio Gramsci, che sarebbe diventato il suo più grande amico. Dal 1921 Sraffa aveva pubblicato articoli su “Ordine Nuovo”, la rivista di Gramsci, e su “Rivoluzione liberale”, la rivista di Piero Gobetti....

Adriano Olivetti. L'ordine politico delle Comunità

Pubblichiamo un estratto dalla terza edizione del libro di Adriano Olivetti L’ordine politico delle Comunità, a cura di Davide Cadeddu (Edizioni di Comunità, 2014).     Questa non è un’edizione critica. Il fine principale della presente pubblicazione è rendere nuovamente disponibile nelle librerie un’opera rilevante come L’ordine politico delle Comunità, che rappresenta il fondamentale lascito teorico di Adriano Olivetti.   Non sono molti coloro che in passato riuscirono a leggerla completamente e ancor meno coloro che la capirono compiutamente. Si tratta, in effetti, di un testo complesso, che tende a prendersi gioco di analisi superficiali o inconsapevoli. Molti dei principi qui espressi dall’autore sono, però, più facilmente intelligibili e condivisibili oggi di quanto non fossero circa settanta anni fa, in un contesto dominato da preclusioni ideologiche.   La prima edizione apparve nel settembre del 1945, pubblicata dalle Nuove Edizioni Ivrea e stampata in Svizzera dalla Engadin Press Co. di Samedan. L’opera costituiva il punto di arrivo di tutta una vita e, in...

Le ore

Negli ultimi giorni si è molto parlato delle nuove iniziative che il ministero sta intraprendendo di fatto contro i docenti della scuola italiana. L’attenzione di tutti si è incentrata sulla questione dell’aumento delle ore lavorative di lezione frontale da 18 a 24. L’annuncio di una settimana fa era: cattedre a ventiquattro ore per tutti; e forse doveva servire a spaventare la categoria in vista di una trattativa; dopo pochi giorni di levate di scudi di tutti i sindacati e di diversi esponenti politici (abbastanza svegli da ricordarsi di un potenziale bacino elettorale) la ‘cosa’ si trasformata in: cattedre a diciotto ore di lezione con obbligo di sei a disposizione per le supplenze, maternità, malattie e spezzoni (ovvero cattedre non complete). Le ore sarebbe ovviamente non retribuite.   Di che ore stiamo parlando? Si tratta dei posti dei ‘precari’, che a questo punto sarebbero fuori dalla scuola dopo una progressiva erosione della cattedre negli ultimi anni. Di fatto sono i colleghi ‘a tempo determinato’ che pagano il prezzo più alto, rispetto a chi è ‘di ruolo’ ma...

#noteprimadegliesami

Come ogni anno, l’inizio dell’estate è scandito, sulle pagine dei giornali, dalle notizie sulla maturità, che presto verranno seguite dalla ricerca del tormentone musicale, dalla calura (o dal freddo), dal ritorno dei sandali o dal salvataggio di qualche cucciolo. Inossidabile nel tempo il topic ‘maturità’, evento che coinvolge circa 500.000 famiglie italiane, per circa tre giorni avrà anche la prima pagina oltre una serie di speciali collegati e il coinvolgimento di alcuni di noti intellettuali. Il fatto che io stesso sogni ancora ogni tanto lo scritto di matematica e che stia per partecipare a una cena di reduci nel ventennale della mia maturità, mi induce a ribadire che comunque è davvero un momento di passaggio importante che si colloca a chiusura di un ciclo, che è anche l’apertura di un altro. Forse davvero uno degli ultimi grandi riti di passaggio di massa, tale da catalizzare immaginario e produrre eccedenza di significati. Il boato delle trombe da stadio dei miei studenti e i fiumi di lacrime delle mie studentesse che hanno preceduto i loro gavettoni dell’ultimo giorno di scuola me lo...