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Marc Bloch

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Ritorno al futuro / "Marcia su Roma e dintorni" di Emilio Lussu

Continua il nostro speciale Ritorno al futuro. L'idea è quella di rileggere libri del passato che offrano una prospettiva capace di illuminare il momento che viviamo oggi.  Per leggere gli altri contributi cliccare sul nome dello speciale a sinistra sopra il titolo in questa stessa pagina.   Sembra scritto oggi Marcia su Roma e dintorni, terminato poche ore fa, eppure ha già la veneranda età di ottantotto anni. Quando Emilio Lussu si mise a scriverlo, ne aveva appena quarantuno, ed era nato alla fine dell’Ottocento. Il libro uscì in francese e in inglese, e solo due anni dopo in italiano. Era il 1931 e il fascismo aveva vinto: il potere di Mussolini in Italia non sembrava scalfibile. Di lì a poco Adolf Hitler, suo ammiratore, sarebbe salito a sua volta al potere.   Tanto tempo fa. Tempi lontani, eppure rileggere Lussu oggi, nel pieno della crisi italiana ed europea, nel momento dell’avvicinarsi al potere di un partito di destra rinnovato e xenofobo, e del suo leader, Marcia su Roma e dintorni dà da pensare.  La sua modernità è prima di tutto linguistica e narrativa. Scritto in modo icastico, rapido, ma mai sommario, possiede una lingua scattante e...

Nella testa di qualcuno / Alexander Masters, Una vita scartata

La premessa di questa storia è semplice e insolita allo stesso tempo. A Cambridge, in un cantiere edile, in una zona che è ormai solo un ricordo di un frutteto, vengono ritrovati in un cassonetto 148 diari, migliaia di pagine di una scrittura fitta e, apparentemente, senza pause. Una sorta di corsa a perdifiato insieme alle parole. Il caso vuole, siamo all’inizio degli anni duemila, che a ritrovarle siano due ricercatori, che sono anche amici cari e collaboratori dello scrittore e biografo Alex Masters (già noto ai lettori italiani per Stuart. Una vita al contrario, Fazi e Un genio nello scantinato, Adelphi). Si tratta di circa duemilacinquecento parole al giorno, scritte tutti i giorni, senza mai che un giorno venga saltato. I diari vanno dal 1952 al 2001, in pratica una vita intera. Duemilacinquecento parole fanno circa cinque milioni di parole in totale. Nessuna di queste parole è il nome di chi ha scritto i diari. Chi è “Io”? È solo la prima delle molte domande alle quali Masters dovrà rispondere, scoprendo man mano che avanzano i suoi studi, a ogni tassello, che non si tratta della domanda più importante cui dare risposta. La risposta da trovare è quanto sia importante ogni...

Denis Peschanski. Memoria e resistenza in Francia

I fatti storici sono, per essenza, dei fatti psicologici.   Marc Bloch   La sera del 9 luglio 1942 a Parigi gli ispettori della Brigata Speciale di Vichy arrestano Dora Markowska, militante comunista. Durante la perquisizione del suo domicilio trovano una fotografia raffigurante Alexandre Peschanski in divisa delle Brigate internazionali: viene arrestato l'indomani. Nel novembre dello stesso anno i due, futuri genitori di Denis Peschanski, saranno deportati in Germania in quanto partigiani. Si può presumere che per lo storico francese la memoria di quegli anni abbia un significato particolare.   Ricercatore e poi direttore di ricerca al Centre national de la recherche scientifique (CNRS), Peschanski è stato impegnato in politica nel Partito socialista. Tra i primi lavori, che gravitano intorno al ruolo del Partito comunista francese durante il conflitto, si segnala Le sang de l'étranger (Fayard, 1989), scritto con lo storico Stéphane Courtois e il partigiano comunista Adam Rayski. Quest'opera, come la successiva Des étrangers dans la Résistance, ricorda come nella resistenza francese e in particolare...

Francia: un’angoscia comune

Le reazioni al voto delle municipali francesi avvenute domenica scorsa non si sono fatte attendere. Sostanzialmente le opinioni a confronto sono due: da una parte chi ritiene che quello di domenica scorsa sia un voto di protesta, e dunque un’uscita temporanea dalla casa madre; dall’altra chi ritiene, invece, che esso rappresenti l’ultima, per ora, tappa di un processo di lenta trasformazione e dunque abbia, o almeno alluda a, un aspetto più profondo. Personalmente sono più vicino ai secondi.   Certo si può dire che oggi il campo degli euroscettici è in crescita, e di sicuro una delle ragioni del successo del Front National (d’ora in poi FN) va ricercata sotto questo aspetto. Ma poi quel risultato ha un riscontro anche con la storia della Francia in età contemporanea, con la memoria di una Provincia che ha sempre guardato da lontano e spesso con rancore a Parigi (intendendo con queste due figure da una parte l’immagine della Francia autentica e nella seconda quella di una realtà in cui il dato essenziale era la presenza degli stranieri, dei “non francesi”). È la Francia del popolo...

Generazione Letta

In giacca e cravatta, in piedi davanti alla tribuna, con dietro l’albero di Natale e le lucine sfavillanti a intermittenza, Enrico Letta ha proclamato il 2013 l’anno della svolta generazionale. Di colpo, ha detto, l’Italia ha recuperato trent’anni nel calendario. Parlava, naturalmente di se stesso (classe 1966), di Angelino Alfano (classe 1970) e Matteo Renzi (classe 1975).     Da qualche tempo il tema della generazione è diventato un refrain in molti discorsi, visto il permanere di un blocco lunghissimo nel ricambio della classe dirigente. Punto e a capo? Forse sì, anche se resta da capire cosa sia esattamente una generazione, e di quale generazione parli Letta nel suo orgoglioso discorso di fine anno.   Una prima risposta la possono fornire i dizionari etimologici. La definizione canonica è: “atto del generare fondamentale per far proseguire la presenza degli umani nel mondo”, ovvero “la discendenza di padre in figlio”; cui segue: “l’insieme di coloro che hanno all’incirca la medesima età”; e infine una terza definizione: “tutti coloro che pur...

Scuola di crisi

Sarà che non sta succedendo niente di rilevante rispetto alle aspettative del dopo-Gelmini: si parla di un concorso per nuove immissioni in ruolo, di digitalizzazione totale della burocrazia interna, sono uscite le materie degli esami di stato, ma di fatto nessun avvenimento smuove la scuola dal torpore che la attraversa e dalla disillusione di chi ci vive dentro. La vita scolastica procede con i suoi ritmi, i suoi riti e i suoi idiotismi, nel bene e nel male. Gli scrutini del quadrimestre segnano un momento di cesura nel percorso annuale e in genere ne viene amarezza per molti insegnanti, delusi dai risultati, e per gli studenti e i genitori, che vedono contabilizzato nella pagella il loro andamento. Un buon momento per chiedersi ‘a che punto è la notte?’.   Un giorno qualunque mi sento dire con estrema concitazione da un allievo sveglio ma svogliato, particolarmente incline alla superficialità e alla mancanza di rispetto del patto formativo: - Professore, ha visto De Falco che uomo? Che esempio di rigore e ordine e autorità! -. Gli studenti restituiscono in maniera brutale e semplificata i messaggi appena più sottili che...

Giorgio Boatti intervista Massimo Montanari

 “L'uomo è ciò che mangia”: l'affermazione del filosofo tedesco Ludwig Feuerbach conosce da quasi due secoli un grande successo. Massimo Montanari - professore medievalista all'università di Bologna ma, anche, il più autorevole storico dell'alimentazione del nostro Paese, autore di opere di solido spessore e di vasto successo, come La fame e l'abbondanza che, con la prefazione di Jacques Le Goff, è stata tradotta in tutta Europa - sottolinea però un fatto. La frase di Feuerbach è piaciuta così tanto da far scordare una cosa non irrilevante: “Mann ist, was er isst”, nella sua versione originale, contiene una doppia suggestione. In tedesco “ist”, con una sola s, vuol dire “è”. “Isst”, invece, con due esse, significa “mangia”. Questo se lo si legge. Nel parlato però, per la pronuncia pressoché identica di “ist” e di “isst”, “l'uomo è ciò che mangia” pare potersi trasformare. Scambiarsi. Diventa “L'uomo mangia ciò che è”. Ovvero...