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Marco Bechis

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Marco Bechis e Héctor Abad Faciolince / La solitudine dei sovversivi

Lunedì 24 agosto 1987, alle sei e mezza di mattina, chiamano il dottor Héctor Abad Gómez da un’emittente radiofonica per riferirgli che il suo nome è comparso in una lista di persone minacciate di morte, apparsa a Medellín. Il comunicato reca il seguente messaggio: “Héctor Abad Gómez: presidente del Comitato per i Diritti Umani di Antioquia. Medico ausiliare dei guerriglieri. Falso democratico, pericoloso per le simpatie popolari verso le elezioni dei sindaci di Medellín. Idiota utile al Pcc-Up”. Il medico, che aveva dedicato la propria vita alla difesa dell’uguaglianza sociale, ai diritti, all’istruzione e alla salute degli esclusi, chiede chi sono gli altri minacciati e dopo aver letto l’elenco dichiara di sentirsi onorato di far parte di persone così importanti e utili alla causa del paese. “Era, dunque, preparato a morire, ma questo non significa che lo volesse,” racconta suo figlio, lo scrittore Héctor Abad Faciolince, vent’anni dopo, in un libro dal titolo L’oblio che saremo (Einaudi, 2009), che Javier Cercas non esita a definire “tremendo e necessario” (da questo singolare libro, l’anno scorso, il regista spagnolo David Trueba ha tratto il film omonimo, El olvido que...

La compassione tra tenerezza e crudeltà

La compassione può creare a una serie di considerazioni, ce n'è da scrivere un libro, un'enciclopedia. Ecco un elenco nominativo parziale: commiserazione, pietà, amore, comprensione, condivisione, empatia, simpatia, antipatia, intropatia, nirvana, misericordia. È il sentimento che proviamo nella lettura di Ettore e Andromaca, oppure nel racconto del sogno delle oche di Penelope al mendico che copre le spoglie di Ulisse; è la condizione che descrive Aristotele nella Poetica quando, unica volta nel testo, usa il termine catarsi; è la virtù quotidiana di Enea che porta il padre Anchise, sulla spalla sinistra, e il figlioletto Ascanio in salvo, o la vicenda della disobbedienza di Eros alla madre, per amare Psiche. Via via, fino alla letteratura romantica, e poi ancora la pietra dello scandalo nella controversia Nietzsche/Wagner riguardo a Schopenhauer.   Non siamo certi che questo sentimento, così come lo descriviamo noi contemporanei sia il medesimo. Non siamo neppure certi che le parole che usiamo per descrivere questi sentimenti corrispondano, in ognuno di noi, al medesimo. La compassione non è solo...

L’Esperimento richiede di continuare

  La lingua dei signori della guerra s’impose su quelle della vecchia Europa nel neolitico. L’archeologa Marija Gimbutas (1921-1994) identifica nei Kurgan e negli Indoeuropei i campioni nell’arte della guerra e della violenza. Sistema linguistico ordinato, dove l’esitazione è tradimento. Questa lingua si nasconde/mostra nell’intertestualità delle nostre espressioni più brutali, come nelle barzellette del capo, che esitano in un emispasmo glosso-labiale dei suoi adepti. Unica forma di esitazione concessa.   Felice ha diciassette anni. È sotto processo insieme a un gruppo di coetanei. Poca voglia di studiare, i suoi lo mandano in collegio, anche se oggi si chiama convitto, è moderno, con giardino e comodità. Dorme con un compagno.   Primo racconto. Il gruppo lo costringe a scegliere, con loro oppure vittima. Diventa un sensale di tortura. Apre la porta della camera e deve, dice, mostrare di essere il primo persecutore, invita gli altri a proseguire. Zona grigia. Quando gli altri se ne vanno cerca di lenire le ferite del compagno. Come nel film Garage Olimpo di Marco Bechis, dove il...