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Mario Mieli

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Tra arte e politica, performance, camp e omosessualità / Ritratto di Mario Mieli

L’unico ricordo dal vivo di Mario Mieli che ho è in scena, al Teatro Out Off, che in questi giorni celebra i suoi quarant' anni, in un avventuroso momento della Sei Giorni del Monologo, visto da ragazzino di soppiatto. Non sapevo esattamente cosa aspettarmi, perché io ero finito lì per caso con un amico dei miei appassionato di performance, ma il performer aveva fama di scandalo e io avevo quattordici anni, cosa che, ovviamente, mi ha costretto a fare di tutto per vederlo, aspettando con una certa ansia in uno zigzag complicato di lavori di avanguardia e tradizione. Magrissimo, avvolto da poco più di un velo, declamava come una presenza di fantasima il suo allucinato Krakatoa, distillato della sua sapienza alchemica, di cui ovviamente avevo capito poco o nulla, per mancanza di strumenti, rimanendo però folgorato dalla figura, di cui poi mi è capitato spesso di scrivere, negli anni, facendo domande a qualcuno che lo aveva conosciuto. A rileggerla oggi la sua opera è uno straordinario filtro di diverse tensioni, tra il capitale Elementi di critica omosessuale (1977, da Einaudi, con il forte sostegno di Giulio Bollati, di Cesare Cases e dello stesso Einaudi) e il contrastato,...

Frocie sfacciate e fiere travestite

Ma c’era proprio bisogno di ripubblicare Antologaia. Vivere sognando e non sognare di vivere: i miei anni Settanta, di Porpora Marcasciano (Alegre 2014)? La nostalgia della Contestazione è ancora tanto diffusa da giustificarne una seconda edizione? Sì, ce n’era bisogno. Ma no, non si tratta – almeno non soltanto – di un’operazione nostalgica.   Il testo, da tempo introvabile, appare in una versione rinnovata, frutto di un editing accurato a cura di Nicoletta Poidimani, che per un errore di cui Porpora confessa la responsabilità in una nota iniziale, non fu data alle stampe in occasione della prima uscita (Il dito e la luna, Milano 2007): l’avvincente, appassionante narrazione autobiografica ha quindi oggi assunto ulteriore eleganza. È inoltre accompagnata da una dotta prefazione di Laura Schettini, eminente studiosa della storia delle “trasgressioni di genere”, che con dovizia di particolari mostra come le sperimentazioni identitarie dell’autrice si iscrivano in una storia antica quanto l’umanità. È, infine, corredata di una nuova appendice, curata dalla stessa Porpora,...

Discesa nelle apocalissi queer

Apocalissi queer: Elementi di teoria antisociale di Lorenzo Bernini (àltera. Collana di intercultura di genere, ETS, Pisa 2013) è un testo composito e tuttavia organico, in grado di restituire la complessità della riflessione maturata all’interno di quel vasto campo di sapere che dagli Stati Uniti abbiamo ormai imparato a chiamare  “Queer Theories”. L’approccio multidisciplinare che l’autore adotta mette in dialogo la filosofia politica con la psicoanalisi e i Cultural Studies, in un’analisi sempre attenta alla contingenza storica. Tra i meriti del lavoro di Bernini va innanzitutto messo in evidenza quello di aver colto e interpretato l’assenza rumorosa delle cosiddette “teorie queer antisociali” dal panorama italiano, aprendo da un lato la strada a un campo di ricerca finora poco esplorato e dall’altro invitando a rileggere autori più noti che in Italia siamo soliti associare alle teorie queer. Infatti, mentre i nomi di studiosi come Michel Foucault o Judith Butler sono immediatamente riconoscibili quali voci influenti dell’odierna produzione intellettuale sui temi del genere, della...

Mauro Rostagno, l'uomo in più

Con la sentenza del 15 maggio di quest’anno i boss mafiosi Vincenzo Virga e Vito Mazzara sono stati riconosciuti colpevoli quali mandanti dell’omicidio di Mauro Rostagno avvenuto il 26 settembre del 1988. In questi 26 anni attorno all’omicidio del sociologo si sono fatte congetture di ogni tipo, alcune solo di stampo scandalistico, altre (ben più gravi) addirittura da parte della stessa magistratura: un guazzabuglio in cui stupidità e dabbenaggine non sono che il contorno d’intenti diffamatori e di trame d’insabbiamento. Di questi ventisei anni racconta Reagì Mauro Rostagno sorridendo di Adriano Sofri (Sellerio, 2014) che partendo dal processo e alternando ricordi personali dell’amico ricostruisce i fatti con cura e aderenza. Una contabilità emotiva capace di restituire in pochi tratti il corpo vivo di Rostagno e il grigiore freddo e omicida di una società che da trent’anni sembra avere sempre più confuso i propri atti mancati con le proprie intenzioni.     Si dice di Mauro Rostagno che è stato tante vite, si ricordano spesso i suoi anni come leader studentesco a Trento e...