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Marta Cuscunà

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L’ultima volta di Pathosformel

Una centrale idroelettrica di inizio Novecento tutta per loro dove fare rivivere gli spettacoli che hanno creato: è così che Centrale Fies/Drodesera ha voluto salutare i pathosformel. Fondato nel 2004 attorno alle menti di Daniel Blanga-Gubbay e Paola Villani, pathosformel è entrato nel 2007 nel progetto Fies Factory dove ha continuato a elaborare una propria ricerca visiva e poetica spesso complessa, ma potente e affascinante. Lo scorso gennaio il duo, attraverso una lettera, aveva reso nota la volontà di chiudere il proprio percorso artistico legato a pathosformel, di sparire dalle scene avendo esaurito il proprio cammino congiunto di ricerca.     È stato emozionante vedere, per l’ultima volta, (quasi) tutti gli spettacoli riallestiti per un giorno all’interno della Centrale. Emozionante anche perché di rado capita di avere la consapevolezza che è l’ultima volta che si sta guardando un lavoro che mai si più rivedrà. E questa consapevolezza carica la visione di un certo sapore malinconico, gli occhi leggono seguendo un filtro che raramente adottiamo e i sensi stanno sull’attenti...

Una democrazia della felicità a Roma

Da qualche giorno si è chiuso il sipario su Short Theatre, il festival di teatro che si svolge a Roma all’interno dell’ex mattatoio della città, sede anche del Museo di Arte Contemporanea. Un luogo molto affascinante della capitale dove si mescolano le forme di antiche funzionalità e i nuovi bisogni di stampo più culturale.   A questa ottava edizione è stato dato il titolo “democrazia della felicità” a solcare un tracciato niente affatto scontato tra politica e ambizione; a rappresentare anche un sogno, un tendere a un miglior vivere per tutti, per l’intera comunità umana. Due termini assolutamente politici e concreti. Due termini che ancora oggi richiamano aspirazioni, ma anche tensioni irrisolte dalla politica e dalle politiche stesse che ci governano. Allora la domanda è: può la cultura contribuire a creare un luogo migliore in cui vivere? Deve una funzione culturale non restare solo tale? Deve l’arte non restare solo accessorio?   Democrazia della felicità (ph. di Claudia Pajewski)   Quello che a prima vista emerge da Short Theatre è...

Passaggio a Nord Est

Cosa vi viene in mente pensando al Veneto? Industria e design? Città d’arte, laghi e montagne? Prosecco e grana? È vero, il Nord Est è la patria delle delizie Dop,dei “capannoni a schiera”, dei vestiti alla moda e delle scarpe all’ultimo grido; ma anche di Babilonia Teatri, Anagoor, Barokthegreat; Paolini, Scabia, Vitaliano Trevisan; insomma, di una produzione, tutta immateriale, di arti performative che negli ultimi anni ha imposto il territorio all’attenzione della scena nazionale e non solo. Una cartina al tornasole sono le edizioni più recenti del Premio Scenario, che si sviluppa tramite una capillare mappatura dei territori della creatività emergente e negli ultimi anni ha visto imporsi all’attenzione diverse giovani compagnie – nel 2007 i Babilonia e Pathosformel, nel 2009 Anagoor, Codice Ivan, la friulana Marta Cuscunà – che a Nord Est hanno mosso i primi, decisivi, passi di formazione e di lavoro.   Teatro Fondamenta Nuove, Venezia   Tanto per cominciare, Venezia Ogni tour del Veneto parte dal suo irresistibile capoluogo regionale. Anche se – fuori e...

Reality Shop: il teatro a B.Motion 2012

Dove si può incontrare la ricerca iconografica di Anagoor con il nuovo lavoro di Babilonia Teatri, un Pinocchio allestito con tre performer affetti da esiti di coma? Cos’ha in comune il lavoro sul tempo dei fiorentini inQuanto teatro con il plurilinguismo di Fagarazzi & Zuffellato o con la nuova eroina di Marta Cuscunà, una ragazza del ‘500 che, obbligata a passare la propria esistenza in convento, organizza una rivoluzione femminista ante litteram?   Babilonia Teatri. Fotografia di Adriano Boscato.   Sono alcuni degli spettacoli in programma a B.Motion 2012, segmento dedicato al contemporaneo di OperaEstate Festival Veneto di Bassano del Grappa. “Reality Shop”, il claim di quest’anno, può diventare un’occasione per rintracciare gli esiti attuali di alcuni dei percorsi artistici che qui si danno appuntamento ma anche per fare i conti con i risvolti del lavoro di una direzione artistica che stanno emergendo come determinanti. Quello che si è incontrato in questi giorni a B.Motion è un teatro che già si era distinto per un approccio mirato sulla propria società e il proprio...

We Folk! Drodesera

We Folk! non è soltanto una pressione estetica, un riferimento a una linea, l’innesto di un trend. Certo a Fies ci sono la musica e i pretzel, i krampus, i cowboys, riti quasi sciamanici, più o meno magici e tutto il resto, ma come dice la direttrice Barbara Boninsegna “quello è soltanto un mezzo: il “folk” sta per “noi”, per noi popolo...”. Così l’edizione 2012 di Drodesera, più che uno degli eventi da non perdere dell’estate dei festival, diventa un’occasione preziosa per andare a scoprire cosa si crea e come si lavora tutto l’anno a Fies, ex centrale idroelettrica incastonata fra montagne e laghi del Trentino da qualche anno riconvertita a spazio per l’arte contemporanea.     Perché il folk – termine anglosassone che sta appunto per “popolazione”, “gente”, “persone” – che si ricerca da queste parti è legato piuttosto alla condizione esistenziale che ci troviamo a vivere oggi. Al festival di Dro avevano cominciato due anni fa a interrogarsi sulla crisi che domina questo post-capitalismo...