Categorie

Elenco articoli con tag:

Massimo Vignelli

(3 risultati)

I Vignelli: Design is one / Se non lo trovi, disegnalo tu

L'ultima volta che ho incontrato Lella e Massimo Vignelli è stata a Nerano, in quel paesino incastonato sul litorale campano, dove la costiera sorrentina si innesta in quella amalfitana senza soluzione di continuità, in un profilo ininterrotto di seni, di golfi, di promontori dalle pareti a strapiombo sul mare e di penisolette su cui si aprono improvvise spiagge. Avevo accompagnato lì mio padre, che era in procinto di realizzare un loro progetto di arredo ligneo destinato a un prestigioso ristorante irpino. I Vignelli, infatti, da qualche anno, erano soliti trascorrere il loro tempo libero a Nerano ed era più facile, e anche piuttosto piacevole, da Milano, anziché a New York, andare ad incontrarli lì, dove avevano “una casa su un sentiero per capre" come l’aveva definita papà.   La casa si trovava infatti in un luogo davvero impervio, abbarbicata com'era sulla roccia del monte San Costanzo, prossima all'area marina protetta di Punta Campanella, ed era raggiungibile soltanto a piedi, per un camminamento ripido e accidentato, ma una volta lì, lo scenario che si offriva allo sguardo mozzava il fiato, con la sua vista “da urlo" su Capri e sui Faraglioni. Lella e Massimo erano...

Grafica italiana, lo stile della modernità

La grafica fa parte di quelle cose che tutti guardano senza davvero vederle. Eppure senza la grafica gran parte della comunicazione nel nostro mondo contemporaneo non esisterebbe: dai libri al computer, dalla pubblicità al packaging, dai quotidiani alle caramelle. I grafici, poi, sono considerati delle semplici appendici, strani operatori dell’immagine, che devono dare forma ai prodotti, oltre che ai sogni e alle ambizioni di scrittori, filosofi, editori, imprenditori, politici, e perfino contestatori. Tutti hanno bisogno dei grafici, ma nessuno li reputa davvero importanti. Forse per questo si è dovuta attendere la quinta mostra del nuovo museo del design della Triennale di Milano per vedere finalmente scorrere davanti ai nostri occhi un concentrato del “paesaggio dei segni”, che vediamo ogni giorno percorrendo in automobile le strade delle nostre città, oppure sedendoci su una panchina di un parco con un giornale o un libro in mano. Finalmente la grafica è entrata nel tempio del design e l’ha fatto in modo discreto eppure eclatante.   Il gran mascherone rosso di Leonetto Cappiello, che pubblicizza Oxo, brodo...

Il carattere della libertà

Passando velocemente per Milano non si può non notare la scenografia alla Lele Luzzati fatta con tante figurine di cartone che ci guardano con benevolenza. Sono gli stantii poster elettorali che promuovono visi, facce, mezzibusti. La maggioranza dei candidati predilige la foto ambientata: perciò rimane nella mente il sorriso un po’ forzato di Giuliano Pisapia con sullo sfondo una polverosa libreria o la sorridente frangetta anni ottanta di Letizia Moratti che si ripete sempre uguale (nei formati verticali) senza dar modo di comprendere che il testo sottostante cambia ogni volta. Quindi una campagna prevalentemente fatta di immagini, di icone, a parte qualche esempio leghista in cui comunque le parole d’ordine sono affiancate dalla parte illustrativa dedicata ad Alberto da Giussano.   Sembra che la capacità persuasiva della parola sia considerata nulla, che la possibilità di comunicare verbalmente sia venuta meno. Ma per fortuna che la sedicente “Associazione dalla parte della democrazia” c’è. Certo, i temi e i contenuti sono provocatori, ma esserlo oramai non è cosa facile. Per suscitare lo scandalo...