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Mick Jagger

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Quegli anni / Il “folle” Della Mea e la sua Nave

I dischi di Ivan Della Mea (Lucca 1940-Milano 2009) li ho ascoltati fin da ragazzino; sono stato non so quante volte ai suoi concerti, ho cantato le sue canzoni quando avevo appena imparato a strimpellare la chitarra. Più tardi, quando ho cominciato a suonare un po’ più sul serio e a comporre i primi pezzi, l’ho anche frequentato di persona. Ricordo le riunioni a Milano in via Melzo, alla sede del Nuovo Canzoniere, i caffè al bar Picchio, l’intransigenza, la simpatia, l’affabilità di Ivan… E ricordo quello che raccontava di lui Renato Rivolta, suo incontenibile polistrumentista e in seguito anche nostro (degli Stormy Six). Insomma, dovrei conoscerlo abbastanza bene.    In realtà, leggendo la biografia scritta da Alessio Lega, La nave dei folli. Vita e canti di Ivan Della Mea, uscita da Agenzia X, mi rendo conto di non avere mai saputo molto di lui. Quando avevo 18-19 anni, Della Mea era un mio idolo. La metto così, tanto per capirci, perché è difficile dire cosa rappresentasse veramente. Alla fine degli anni ’60, i veri idoli erano altri: John Lennon, Mick Jagger, Bob Dylan (suoi coetanei). Ma per chi – come me – si era formato anche sui Dischi del Sole, sui canti del...

Ernesto Guevara 1967-2017 / Che “icona”

Che cosa trasforma un’immagine, per esempio un dipinto, in un’icona?  La Gioconda di Leonardo da Vinci è un’icona, la Primavera di Botticelli, il Cristo di Mantegna. Insomma, un dipinto, un’opera che per scelta e tradizione viene indicato come esempio alto di un’arte e come tale è poi universalmente riconosciuto come icona di quell’arte. Ma che succede con una fotografia? Il vocabolario Devoto Oli per quanto riguarda il terreno che ci interessa recita: nel linguaggio dei semiologi, messaggio affidato all'immagine. E poi aggiunge, come esempio: figura emblematica o altamente rappresentativa: Mick Jagger è l'icona del rock anni Sessanta. Insomma, anche un personaggio, collegato a un’immagine, che universalmente viene riconosciuto come un’icona del suo tempo nella sua vicenda personale e storica.   Nessuna fotografia nasce icona. Icona, un’immagine lo diventa. Per essere tale deve essere universalmente riconosciuta, e questo accade per le ragioni più disparate.  Io penso che sia proprio questo il punto: non si conosce un’icona, la si riconosce. La fotografia del miliziano di Robert Capa è diventata un’icona della guerra civile spagnola. La ragione sta ovviamente nel...

Mobilità mentale / Vecchi

Quando si comincia a parlare di vecchiaia si ha sempre e subito la tentazione di ficcarsi nel fitto bosco delle magagne che essa porta, a partire da quelle del corpo. Il flash mentale che immediatamente si accende è quello dell’avvizzirsi della pelle, del piegarsi della postura, del ralentie dei passi. Ma non è corretto, quelle sono le conseguenze, per così dire, della vecchiaia, sono gli esiti ultimi di un cammino che ha un punto di inizio, un momento in cui tutto comincia. Da questo, credo, vale la pena partire per circoscrivere il tema e collocarlo negli ambiti che gli sono propri.   C’è bisogno di sintesi, di qualcuno che tiri le fila del mondo, ma purtroppo nessuno ce la fa, il panorama delle cose è sempre più frastagliato e scivoloso, si naviga nella tempesta e non si riesce più a gettare facilmente l’ancora per fermarsi da qualche parte a capire, a ragionare: questo è il sentimento di tutti gli individui che invecchiano. Non è il grido di disperazione per il pianeta che ribolle di tensioni paurose, per i diritti e le coscienze finiti alle ortiche, per i politici matti che prendono il potere, no, è il sentire comune di un sostanziale progressivo disorientamento in cui...

Schifano furioso

In questo momento ctonio fa bene leggere la storia della vita di un personaggio come Mario Schifano, fa bene perché seguire la sua vicenda biografica trasmette una sensazione abbastanza precisa che ha a che fare con la forza nuda, perché ci si rende conto in forma indiretta di quanto schiaccianti ed esaltanti possano diventare gli elementi della natura quando prendono il sopravvento. Quello che colpisce nella vicenda biografica di Schifano è, infatti, una sorta di furia che sembra essersi impadronita di lui dal momento della nascita a Homs, nella terra “estrema” di Libia, e lo abbia costantemente accompagnato sino al termine della sua esistenza.   Quando nel 2002 Luca Ronchi presentò il suo film Mario Schifano tutto alla 58/ma Mostra del Cinema di Venezia, per definire il metodo seguito nell’affrontare e ordinare la grande mole di materiali visionati, in un’intervista parlò di uno stile “che Mario chiamava ‘preciso noncurante’” (“Manifesto/Alias”, 12 gennaio 2002). Preciso e noncurante è stato lo stesso Ronchi ora nel costruire questo Mario Schifano. Una biografia, (...