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Moni Ovadia

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Suq festival, dal 15 al 24 giugno a Genova / Improvvisamente il Mediterraneo (e altro ancora)

Il successo di una manifestazione che si ripete da vent’anni in una città culturalmente non facile come Genova deve avere ragioni profonde o inaspettate. Un evento peraltro dalla durata non indifferente (dieci giorni) che all’inizio di ogni estate indugia e trattiene le serate di turisti e residenti. Circa settantamila le presenze nell’edizione dell’anno scorso e numeri altrettanto elevati in quelle precedenti. Un successo che si fa forte della partecipazione di ospiti di assoluto prestigio; e poi parole e idee che potrebbero essere sufficienti a spiegare l’interesse che i Genovesi dimostrano alla manifestazione. sebbene quest’interesse, da solo, probabilmente non basterebbe. Certamente giova la posizione, di indubbio fascino, specie dopo il tramonto, quando le prime ombre si allungano sul Porto Antico, e dal mare risalgono sentori antichi fino a quel momento coperti dal calore estivo e dalla vita urbana che corre a pochi metri. È del resto in queste ore, a due passi dal Bigo di Renzo Piano, dai Magazzini del Cotone e dalla antica darsena, che Genova sembra ricongiungersi alla sua storia, riacquistare la sua identità – fragile quanto evidente – di città sospesa tra mare e monti. È...

Dramma antico a Siracusa / Baliani e Binasco: la sfida del coro

“Abbiamo provato in tutte le maniere: le abbiamo messe sul palco e sembravano ospiti non invitati, arrivati per caso da un ballo in costume. Le abbiamo nascoste dietro una tenda di velo, e parevano le scene di un film di Walt Disney. Ho visto altri tentativi: le ho viste far segni dal fondo del giardino, o irrompere sulla scena come una squadra di calcio, e non vanno mai bene”.   È Thomas S. Eliot a descrivere, con una sequenza di immagini volutamente grottesche, la difficoltà di portare sulla scena il coro greco lontano dal suo contesto originario: il rischio – mette in guardia Eliot già nel 1951 – è quello di provocare nel pubblico un effetto di comicità involontaria (per un riuscito esempio di parodia volontaria su tuniche o coturni, invece,vale la pena riguardare Mighty Aphrodite di Woody Allen, 1995).   Woody Allen, La dea dell’amore.   La rassegna organizzata dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico nel Teatro Greco di Siracusa rappresenta un campo di indagine privilegiato, un vero e proprio laboratorio di sperimentazione sulle possibilità di rappresentazione del coro. Le opportunità registiche, in quel contesto, risultano amplificate: l’ampia orchestra...

Ovadia e Tiezzi alla prova del teatro antico

Riscrivere, osare, far risuonare richiami ed echi del contemporaneo? Oppure lasciare che del mito antico si colgano le istanze archetipiche e atemporali? Tradire o preservare la tradizione? La rassegna di rappresentazioni classiche organizzata dalla Fondazione INDA al teatro greco di Siracusa è un importante laboratorio di sperimentazione sulle prassi del teatro antico nelle nostre scene e offre (tanto attraverso i tentativi riusciti, quanto attraverso le proposte più anacronistiche) un prezioso terreno di riflessione sul rapporto tra classico e contemporaneo.   Lucia Lavia in "Ifigenia in Aulide", ph. Franca Centaro   Le due tragedie greche in cartellone in questa cinquantunesima edizione (Supplici di Eschilo e Ifigenia in Aulide di Euripide) forniscono un limpido esempio di due strade antitetiche nell’affrontare la sfida: i registi Moni Ovadia e Federico Tiezzi hanno raccolto critiche ed elogi in modo opposto e speculare. Del resto Siracusa partecipa con vivacità e orgoglio al festival di cui è ospite, forse non diversamente dall’antica Atene: non è solo la comunità degli esperti e degli studiosi a...

Moni Ovadia, Stormy Six: Benvenuti nel ghetto

“È forse là, dove qualcuno resiste senza speranza, il luogo dove inizia la storia e la bellezza dell’uomo”. I versi di Yiannis Ritsos aprono Benvenuti nel ghetto nato dalla collaborazione di Moni Ovadia e degli Stormy Six, in scena all’Ariosto di Reggio Emilia. Con lo spettacolo gli artisti milanesi hanno voluto rievocare, a settant’anni di distanza, la rivolta del ghetto ebraico di Varsavia del 19 aprile 1943, finita con l’annientamento degli ebrei e con la distruzione del ghetto più grande d’Europa. Versi incisivi, quelli scelti da Ovadia, che calano lo spettatore subito nel cuore del tema. E il tema non è qui solo lo spaventoso sterminio delle migliaia di ebrei del ghetto, ma è soprattutto la resistenza armata che uomini e donne, vecchi e bambini, ragazze e ragazzi, guidati dal ventiquattrenne Mordechai Anielewicz e riuniti nella Zob (Organizzazione Ebraica di Combattimento), per la prima volta hanno saputo opporre per 27 giorni alle SS del comandante Jürgen Stroop. Una rivolta, questa, morale più che militare, essendo chiara la volontà di Hitler di ripulire l’Europa dagli...

Ma che scherzi?!

20 maggio 2012. L’ormai ex segretario della Lega Nord di Rovato, Stefano Venturi, posta su Facebook: “Terremoto nel nord italia.. Ci scusiamo per i disagi, ma la padania si sta staccando (la prossima volta faremo più piano)..” (l’eterografia rispetta filologicamente l’originale). Le dimissioni dell’operaio metalmeccanico arrivano poche ore dopo, mentre Fabio Rolfi - segretario provinciale della Lega a Brescia- dichiara che il Carroccio “conferma e rinnova il cordoglio e la vicinanza alle famiglie delle vittime del terribile sisma che ha colpito l’Emilia e per le quali come ha sempre fatto è pronta ad interventi di solidarietà”. Questa, in sintesi, la vicenda che una decina di giorni fa è rimbalzata sui trafiletti di parecchi media tradizionali e non (il sottoscritto ha consultato in particolare l’articolo del Fatto Quotidiano).   Trovo si tratti di una pantomima patetica. Sarò cinico. Certo, Moni Ovadia non ha torto quando sostiene - con una battuta semiseria - che le barzellette sugli ebrei può raccontarle (solo) lui, perché è ebreo. Quindi, mutatis...