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Morandi

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Arte in Italia tra le due guerre

Per effetto di rovesci economici o militari, cesure istituzionali e drammatici conflitti, la storia culturale italiana del Novecento ha caratteri come di palinsesto: una continuità profonda, scritta in un alfabeto spesso perduto, corre al di sotto di innumerevoli cancellazioni e rifacimenti di superficie. L’opacità dei documenti e la dispersione degli archivi consiglia un’estrema sensibilità storica e linguistica e una diffidenza metodica per l’apparente ovvietà dei processi di trasmissione culturale. La tradizione interpretativa, osservava Giovanni Previtali, dovrebbe esserci preziosa in senso per lo più eziologico: come storia dell’errore.   In Arte in Italia tra le due guerre Fabio Benzi si misura con due difficoltà principali. La prima interna: potremmo chiamarla reticenza documentale. Se molti artisti italiani del ventennio non avevano mancato di assicurare il loro sostegno al regime, per sincerità, convenienza o un inestricabile intreccio tra le due, questi stessi artisti avevano poi cercato, negli anni della guerra e subito dopo, di riscrivere la propria storia nel segno della dissidenza se non...

Pino Pascali

La storia dell’arte italiana è tenacemente policentrica. Nei secondi anni Sessanta Roma e Torino sono tropici culturali contrari. Due mondi, due antropologie, distinte divinità tutelari: eleusina Roma, con Schifano nel ruolo di iniziato. Fabbrile Torino, con Pistoletto a introdurre, officiare, collegare. Boetti racconta che Pascali, recatosi a Torino per la mostra delle Armi, insegnò ai poveristi a danzare: loro così “protestanti” e severi. E questo basti per la leggenda. L’artista-Pascali è assai più indecifrabile del personaggio-Pascali, e ha tratti meno ilari. Colpisce anzi, in buona parte della produzione, la persistenza di un motivo morbido e elegiaco, quasi nostalgico, che emerge indiscutibilmente nella serie degli Animali.     Vita eroica di Pascali, il saggio che dà il titolo al volume e che Rubiu ripubblica oggi, rende omaggio all’artista celebrandone il tratto dionisiaco. La rievocazione è ammirata e commossa, pressoché mitografica: solo Nietzsche, invocato costantemente, parrebbe in grado di spiegare il fanciullo prodigio. Restano sottotraccia, nella...