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Ottavio Missoni

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Alla frivolezza di Scienze della Comunicazione / Made in Italy

La fotografia è notevole. Non il solito “smarmellamento” (ovvero l’anonima illuminazione a giorno) tipico delle sciatte serie italiane. D’altra parte, andando avanti, si nota un’aria di famiglia con alcuni prodotti di fiction molto amati. C’è Il diavolo veste Prada, un po’ di Good Girls Revolt, un tocco di Flashdance. Sulle prime, quindi, un’impressione di già visto, che, però, bisogna ammetterlo, piuttosto che scoraggiare, incuriosisce: cosa mai possono avere a che fare questi riferimenti con il contesto italiano? A confondere ancora di più le acque, c’è poi che la serie sbarca sul piccolo schermo, come anteprima, da un canale prestigioso, Amazon prime. Se non è una dichiarazione d’intenti, poco ci manca. È, infatti, vero che da un po’ di tempo si discute di come la televisione italiana stia progettando di intercettare il trend delle grandi serie tv americane. Made in Italy sembra essere un tentativo (non del tutto riuscito, sottolineiamolo con buona pace dei soliti criticoni) di risposta a questa evenienza. Dall’aria di famiglia pocanzi ricordata ci si libera, comunque, molto velocemente. Se è, infatti, vero che le vicende della serie girano intorno a una piccola rivista di moda...

Missoni e il club degli "Inglesiani"...

Alla notizia della morte di Ottavio Missoni penso che anche lui – prigioniero in Egitto degli inglesi, per quattro anni, sino al 1946 – ha fatto parte della tribù degli “Inglesiani”. 
 Chi sono “gli Inglesiani”? Sono gli italiani che durante l’ultima guerra mondiale paradossalmente si apparentano sempre più allo stile degli inglesi, e non per snobistica imitazione o elitaria cooptazione ma per sfida e per opposizione.
   Perché, come si sa, agli avversari si tende, un colpo dopo l’altro, ad assomigliare sia nel bene sia nel male. Per questo bisognerebbe scegliere, se possibile, avversari di valore. 
Gli “Inglesiani” diventano tali a stretto contatto con gli ex-nemici inglesi, con cui si confrontano non più sul campo di battaglia ma nei campi di prigionia.   In Africa e in India, in Australia e nel Regno Unito.
 “Gli Inglesiani”: un club mai pienamente raccontato nell’intreccio di vite notevoli sparse nei campi di prigionia tra Africa e Australia, India e UK. Recentemente, con Point Lenana (Einaudi Stile Libero) - il libro di Roberto Santachiara e Wu Ming...