Categorie

Elenco articoli con tag:

Paolini

(3 risultati)

Arte in Italia tra le due guerre

Per effetto di rovesci economici o militari, cesure istituzionali e drammatici conflitti, la storia culturale italiana del Novecento ha caratteri come di palinsesto: una continuità profonda, scritta in un alfabeto spesso perduto, corre al di sotto di innumerevoli cancellazioni e rifacimenti di superficie. L’opacità dei documenti e la dispersione degli archivi consiglia un’estrema sensibilità storica e linguistica e una diffidenza metodica per l’apparente ovvietà dei processi di trasmissione culturale. La tradizione interpretativa, osservava Giovanni Previtali, dovrebbe esserci preziosa in senso per lo più eziologico: come storia dell’errore.   In Arte in Italia tra le due guerre Fabio Benzi si misura con due difficoltà principali. La prima interna: potremmo chiamarla reticenza documentale. Se molti artisti italiani del ventennio non avevano mancato di assicurare il loro sostegno al regime, per sincerità, convenienza o un inestricabile intreccio tra le due, questi stessi artisti avevano poi cercato, negli anni della guerra e subito dopo, di riscrivere la propria storia nel segno della dissidenza se non...

Sulle tracce/facce di Munari

Acciuffare Munari è impossibile: l’inafferrabilità, che Paolo Fossati annotava più di quarant’anni or sono come prima connotazione di quella figura frattesa tra arte e design – fra un’arte sempre “a disagio tra le definizioni dell’attività artistica” e un design libero dalle durezze ideologiche dell’industria e dello stile – rimane intatta, oggi ancora. È come coi pezzi delle sue “macchine inutili”, strutture leggere realizzate a partire dagli anni Trenta, fatte di legno plastiche e cartoncini colorati, che fili sottili legavano in equilibri appena fluttuanti: se afferrate in un punto, o se turbate dal minimo soffio dell’aria, modificano subito la configurazione complessiva per poi tornare spontaneamente, con ostinazione serena, al primo muto equilibrio in cui tutto naturalmente si tiene. Munari non va catturato, è da accogliere intero, per non tradirlo o tacerlo tendenziosamente; è da comprendere dentro la configurazione sfaccettata degli episodi, delle parti – e il titolo della mostra che a Milano ne riprende il discorso e il ritratto accosta al nome del...

Pino Pascali

La storia dell’arte italiana è tenacemente policentrica. Nei secondi anni Sessanta Roma e Torino sono tropici culturali contrari. Due mondi, due antropologie, distinte divinità tutelari: eleusina Roma, con Schifano nel ruolo di iniziato. Fabbrile Torino, con Pistoletto a introdurre, officiare, collegare. Boetti racconta che Pascali, recatosi a Torino per la mostra delle Armi, insegnò ai poveristi a danzare: loro così “protestanti” e severi. E questo basti per la leggenda. L’artista-Pascali è assai più indecifrabile del personaggio-Pascali, e ha tratti meno ilari. Colpisce anzi, in buona parte della produzione, la persistenza di un motivo morbido e elegiaco, quasi nostalgico, che emerge indiscutibilmente nella serie degli Animali.     Vita eroica di Pascali, il saggio che dà il titolo al volume e che Rubiu ripubblica oggi, rende omaggio all’artista celebrandone il tratto dionisiaco. La rievocazione è ammirata e commossa, pressoché mitografica: solo Nietzsche, invocato costantemente, parrebbe in grado di spiegare il fanciullo prodigio. Restano sottotraccia, nella...