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Paolo Conte

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Sciarà / Macaia

Macaia, scimmia di luce e di follia, foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia. Paolo Conte canta il clima delle giornate di Genova, quando soffia il vento di scirocco, il cielo è coperto e il tasso di umidità è elevato. Forse di origine greca (malachia), forse inglese (muggy air), macaia non ha corrispettivo nella lingua italiana e spesso è confusa con l’inquinamento ambientale provocato dal cambiamento climatico o dal dissesto idrogeologico derivato dallo smog di fumi e polveri sottili. Per quanti non abitano Genova questa similarità è possibile perché, osservando il fenomeno dall’esterno, gli effetti sembrano quasi identici e nella loro immaginazione spesso prevale il cielo coperto, lattiginoso, l’orizzonte solcato da una linea di nera di catrame, temperature fredde oppure afa che rende l’aria irrespirabile: accendiamo condizionatori, azioniamo ventilatori, terapie per renderci immuni alla malattia, estranei e non responsabili delle orti del pianeta.   Chi, al contrario, abita Genova sa che macaia regala giornate uggiose e fredde in primavera e climi miti e ventilati in inverno, capovolgendo per brevi istanti il moto delle stagioni. In realtà, dunque, nell’...

È difficile il tempo giusto del saluto / Gianmaria Testa oltre il muro di una stanza

Dopo una lunga interruzione dell’attività concertistica, dovuta a un tumore incurabile, Gianmaria Testa era tornato l’anno scorso nel cortile della Scuola Holden, e seduto su una sedia, senza la sua chitarra, aveva detto che le conseguenze della malattia erano due: non riusciva più a suonare la chitarra, si sarebbe mangiato qualche parola. Poi lesse una poesia in cui nominava tutte le cose che di fronte al congedo dalla vita secondo lui avevano valore: ce n’erano tante, ma soprattutto c’era il senso di fare parte di un tutto, e la mesta serenità di riassegnarsi al tutto.Era nato a Cavallermaggiore, nella piana tra Torino e Cuneo, nel 1958. Viveva nelle Langhe. Lavorò a lungo nelle Ferrovie dello Stato, e prima di fare il “non mestiere” per eccellenza, ovvero il musicista («che lavoro fai?» - il musicista «Sì, ho capito, ma come lavoro, dico?» è un tormentone su cui anche lui scherzava) era capostazione a Cuneo. Come Paolo Conte, avvocato di Asti, era cantautore a modo suo; cioè, in Italia era un cantautore come ce n’erano in Francia nel dopoguerra sino agli Sessanta: intellettuale, poco allegro, capace di creare mood eleganti; infatti, come Paolo Conte, era adorato dal pubblico...

Via con me

Via, via, vieni via di qui, niente più ti lega a questi luoghi, neanche questi fiori azzurri via, via, neanche questo tempo grigio pieno di musiche e di uomini che ti son piaciuti, It’s wonderful, it’s wonderful, it’s wonderfoul good luck my babe Paolo Conte   Venerdì notte.   Siamo seduti in una specie di finta baita, legno chiaro ovunque, manca solo la signora in Dirndl a servirci. Ordiniamo una birra e qualche panino con bratwurst. Sembra una gita all’Octoberfest, invece siamo sempre noi, stremati dalle auto, in attesa di recuperare una delle vetture che si è persa. Siamo poco lontani da Koln; a Bochum, la nostra destinazione, manca un centinaio di chilometri. L’ultima volta che siamo scesi dalla macchina è stato vicino a Nancy, al confine con la Francia. E stamattina eravamo a Marsiglia, e ieri a Milano. E’ uno strano jet lag questo viaggio verso Nord, il  fuso orario è sempre quello, ma salendo ci dirigiamo veloci verso il crepuscolo che arriva sempre prima, a poco a poco, anticipando la notte e restringendo i giorni. Siamo devastati dalla stanchezza, ma al contempo sollevati. Eravamo...

Catanzaro / Paesi e città

In una campagna pubblicitaria di molti anni fa, Beppe Grillo, allora in versione “solo comico”, si era prestato a fare da testimonial tv per una serie di spot dedicati allo yogurt Yomo. Era indubbia­mente una pubblicità originale per quei tempi. Grillo caz­zeggia amabilmente con un mostriciattolo - ispirato da una parodia di Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977) e da ET (1982) di Steven Spielberg - che è sceso sulla terra da un’astronave solo per mangiare lo Yomo. Mentre gesticola e motteggia al suo solito modo, in questa buffa situazione (immortalata in sei o sette spot prodotti e andati in onda all’epoca), spicca su tutto l’abbigliamento del comico. Un dettaglio nella partitura delle gag aveva evidente­mente il compito di sovraesporre la già comica assurdità delle scenette. Grillo indossa una tipica felpa sportiva da college che porta scritto, ben visibile e in un inglese a lettere cubitali, il logo “University of Catanzaro”. In realtà (ci vorrebbero le teche Rai per controllare), l’espediente comico della felpa derisoria che inalberava l’improbabile vessillo “University of Catanzaro”, Grillo lo aveva indossato anche prima di quello spot fortunato. Addirittura ai suoi...

Navigare fuori rotta

Il Gps, questo sconosciuto. Nessuno ne parla, ma a ben pensarci un simile aggeggio tecnologico sta a poco a poco modificando la nostra vita quotidiana quasi quanto il più acclamato telefonino. Grazie al navigatore satellitare, non abbiamo più bisogno di orientarci: abbandoniamo mappe e carte geografiche, dimentichiamo i mille segni del territorio che ci permettevano di attraversarlo, perdiamo il senso dei luoghi. Tutto diviene uguale a tutto: paesi, città, periferie, svincoli autostradali, ponti, viali, piazze, cul de sac. Al punto che – fateci caso – stanno sparendo dalle strade anche i cartelli con le indicazioni, le insegne, gli stessi segnali stradali. Cosa fare per arginare quest’occulto potere d’una macchinetta a prima vista innocua? Come diceva il grande Goffman, per comprendere le regole sociali bisogna mettersi dal punto di vista del ladro, cioè di uno che sa come aggirarle. Allo stesso modo, possiamo capire i punti deboli del navigatore satellitare osservando i tempi e i modi in cui ci risulta molesto.   È quel che è accaduto alcune settimane fa, quando, in giro per le Langhe, con alcuni...