Categorie

Elenco articoli con tag:

Paul Simon

(3 risultati)

Oggi il concerto d’addio del grande cantante / Quando Paul Simon entra in materia

“Lui era un marinaio di stanza a Newport News, lei una reginetta della scuola senza nulla da perdere”. Raymond Carver? No, Paul Simon. “Con il loro cane, dopo la guerra, René e Georgette Magritte tornarono alla suite dell’albergo, e socchiusero la porta”. Somerset Maugham? No, Paul Simon. “Arriverà il giorno in cui sarai stanco, stanco come un sogno che aspetta solo di morire”. Roberto Bolaño? No, sempre Paul Simon. Nessuno sa entrare in materia come Paul Simon. Gli incipit delle sue canzoni sono degni di un racconto di Hemingway o di Francis Scott Fitzgerald. Alcuni hanno passo romanzesco (“A winters day in a deep and dark December; I am alone, gazing from my window to the streets below, on a freshly fallen silent shroud of snow” – Un giorno d’inverno nel pieno di un cupo dicembre; da solo, alla finestra, fisso le strade e la silenziosa coltre di neve fresca – I am a rock); altri fissano la nevrosi contemporanea in perfetto stile Woody Allen (“The problem is all inside your head, she said to me” – Lei mi disse: il problema sta tutto nella tua testa – Fifty ways to leave your lover); altri ancora fanno leva sull’immaginario americano, sontuoso e banale al tempo stesso (“The...

Puritani

Un gruppo è corpo di corpi, Gustave Le Bon (1841-1931) e Wilfred Bion (1897-1979) descrivono il gruppo come un soggetto indipendente, autonomo. Si creano fenomeni sovra-individuali.   Viene in mente quel gruppo di fedeli che appoggiarono la rivoluzione di Cromwell e, dopo la sconfitta, s’imbarcarono sulla Mayflower per raggiungere quei luoghi che ancora oggi chiamiamo New England. Portavano il dolce nome di Padri Pellegrini. Così li canta candidamente Paul Simon:     We come on the ship they call the Mayflower We come on the ship that sailed the moon We come in the age’s most uncertain hour and sing an American tune     Arrivammo con la nave, chiamata Mayflower Arrivammo sulla nave che attraversò la luna Arrivammo nell'era delle ore più incerte e cantammo un canto Americano   (Paul Simon, 1973)   Viene da piangere a sentirla. Invero i puritani mostrano, fin da subito, le ambiguità di una seconda immagine, meno rassicurante. Nel 1975 Sacvan Bercovitch pubblica The Puritan Origins of the American Self e indaga le vicende che...

Tacita Dean in 16mm

“Mama don’t take my Kodachrome away”. Paul Simon. Qualche settimana fa Tacita Dean si reca al Soho Film Lab di Londra per sviluppare una pellicola in 16 mm – suo formato privilegiato –, parte di un ampio lavoro destinato alla Turbine Hall della Tate Modern. L’artista inglese è di casa in questo laboratorio, dove ha sviluppato più di quaranta video, eppure questa volta la sua richiesta non può essere esaudita: Deluxe, il nuovo proprietario del laboratorio, ha deciso di sospendere la stampa di pellicole 16 mm. La ragione? Business as usual, ovviamente: l’industria cinematografica, lontana dall’epoca della celluloide (la cui infiammabilità è la protagonista di Inglorious Basterds di Tarantino), è proiettata verso il digitale, verso produzioni sullo stile di Avatar. Un destino simile è toccato alla Kodachrome, la prima pellicola a colori, attiva sin dal 1935. Il laboratorio Kodak Kodachrome in Kansas, l’ultimo a sviluppare questo tipo di pellicola, ha chiuso i battenti il 30 dicembre 2010, in seguito all’annuncio della Kodak, nel giugno 2009, di passare...