Categorie

Elenco articoli con tag:

Picasso

(4 risultati)

Osservatori osservati / Gatti nell'arte

I gatti sono gli animali domestici più diffusi al mondo. Negli Stati Uniti se ne contano circa 87 milioni, in Indonesia 30, in Brasile 15. E sono in crescita. Gli abitanti di Gran Bretagna, Canada, Germania, Francia, Giappone e Cina ospitano nelle loro case tra gli 8 e gli 11 milioni di mici. Nel corso dei secoli, la domesticazione è stata più lenta di quella dei cani ma, come si vede, procede spedita e da cacciatore di topi il gatto si è ormai definitivamente affermato come indiscusso pet e animale da compagnia. I gatti vanno forte anche su Internet: foto di micetti e meme di gattini spopolano su twitter, instagram e sulle homepage di giornali, migliaia di umani autoproclamatisi “schiavi dei gatti” si ritrovano in gruppi e pagine più o meno satiriche su facebook, le notizie con la parola “gatto” nel titolo sono garanzia di click. I felini trionfano pure in libreria. E anche nell'arte, tanto che è frequente trovare nei bookshop dei musei deliziosi volumetti dedicati ai gatti presenti nei quadri delle varie collezioni.  Con la loro grazia, la capacità di assumere le forme più assurde, le pellicce dalle diverse texture e sfumature, gli ipnotici occhioni colorati, i gatti sono...

Conversazione con Enzo Cucchi / Il primato del segno

La meraviglia provocata da un segno. Così potremmo definire il lavoro dell’artista Enzo Cucchi che nel segno trova la propria ragion d’essere nonché la fonte prima di emozione. Si tratta di un segno che sovente prende la forma di teschio o di fuoco fatuo; talvolta di animale o di creatura umana ingigantita, rimpiccolita, stilizzata, oppure ridotta a specifiche parti anatomiche; altresì di zona d’ombra o di paesaggio collinare privato delle tradizionali coordinate spazio-temporali e pertanto disorientante, onirico. Tuttavia, pur sembrando alludere alla dimensione onirica, il segno di Cucchi non reifica né un sogno junghiano teso a rivelare le leggende collettive dell’umanità, né un sogno freudiano volto a visualizzare l’inconscio individuale di chi lo ha delineato sul foglio o sulla tela. Il segno non è un racconto, né un’illustrazione, né una descrizione: non è sogno, ma tautologicamente solo e soltanto segno. “L’importante è segnare”; “nei segni deve depositarsi qualcosa che ha a che fare con la storia, la responsabilità, l’etica”, afferma l’artista: quel qualcosa è una disciplina (la disciplina dell’arte) che, attraverso le regole dell’armonia, della proporzione e della misura...

1913. L’anno prima della tempesta

Bella idea, di quelle che fanno invidia, scrivere un libro su un anno, e un anno d’effetto come quello che precede una grande guerra, abbastanza lontano da essere ammantato di storia, ma anche abbastanza vicino da evocare situazioni che interessano a tutti, cento anni fa, così è anche un anniversario tondo.   È l’idea di 1913. L’anno prima della tempesta di Florian Illies (trad. it. Marsilio, Venezia 2014). Un libro piacevolissimo, scritto con eleganza, senza pedanteria, pieno di fatti, narrazioni, aneddoti, citazioni, curiosità, incentrato sui fatti artistici, letterari e visivi, ma anche storici naturalmente e con finestrelle che aprono su ogni altro aspetto del vivere sociale. Un anno fantastico: la Vienna di Freud, Schnitzler, Kokoschka, Krauss, Trakl, Hitler e Stalin; la Parigi di Picasso, Duchamp, Diaghilev, Proust; la Monaco di Marc, Macke, Kandinskij; la Berlino di Kirchner, Corinth, Liebermann, Benn, i Mann, Jünger, e delle esitazioni di Kafka con Felice, il girovagare di Rilke, il viaggiare di molti altri. Capolavori di ogni genere, avanguardia e no, psicanalisi e impero, nevrastenie e grandi amori...  ...

Parigi: la Valise Mexicaine e Manifesto

Quando Lucio Fontana squarciò il teatro della tela aprì nuove dimensioni. Dentro a quei tagli c’erano cose nuove, come delle intimità ancora inedite che potevano finalmente sprigionarsi, uscire alla luce. Ma anche il fuori poteva entrare da quei nuovi pertugi a esplorare qualcosa di sconosciuto. Viene effettivamente da collegare l’operazione di Fontana all’extime lacaniano, quel luogo dove interno ed esterno si rimandano l’un l’altro.     Camminando per Parigi pochi giorni fa, ho avuto la precisa sensazione di stare ficcando la testa dentro a uno di quei tagli, il fuori entrava in un dentro che poi sarebbe uscito con me. Davanti al Musée d’art et d’histoire du Judaisme c’era la locandina, ben visibile ma per nulla altisonante, della mostra ospitata al suo interno La Valise Mexicaine - Les négatifs retrouvés de la guerre civile espagnole, organizzata dall’International Center of Photography di New York, fino al 30 giugno.       4500 foto mai viste sulla guerra civile spagnola, materiali inediti a lungo celati in una valigia e rinvenuti in...